Cosa sapevi dell’oltre nuvola?
Piangevi i crismi
oltremondani di un’insana
euforia, l’allegoria
del bene e del male,
eri solita ammalarti
di amore per una verità
da determinare, che nessuno
vide mai;
e arrabbiata con l’inutile
stupidità ignoravi
l’umile e la gaiezza,
in cielo nessuno ci credeva
e la morte nel volo
di libellula, un tuo bacio
di seta, tesoro nella sera,
nella consapevole lentezza
delle immagini;
ora tu taci e quindi il mondo
non c’è più,
ogni nome ha la sua cosa,
ogni idea ha la sua casa,
ogni complimento off ende,
solo tu ora,
consequentia nominum.









