Il 2012 è appena finito ed è tempo di bilanci. Neanche noi possiamo esimerci dall’ormai consolidata usanza del creare liste. Così proviamo a chiederci: cos’è successo quest’anno dal punto di vista artistico? Ecco una (pur sempre parziale) lista delle  più importanti novità di quest’anno in campo musicale, letterario e cinematografico.

Film

Christopher Nolan, Il cavaliere oscuro – Il ritorno

Personalmente devo dire che questo per me è il film dell’anno, non perché sia il migliore, anzi mi ha deluso, ma semplicemente perché lo attendevo con ansia da quattro anni. Obama rivince le elezioni e Nolan porta a termine la sua personale trilogia di uno degli eroi dei fumetti più amati di sempre.

 

Peter Jackson, Lo Hobbit

Un altro film attesissimo. Sono passati circa undici anni dal primo capitolo della saga tratta dalla Kraftwerk di Tolkien e quest’anno si torna a parlare di nani e stregoni con il primo capitolo di un’altra trilogia tratta da un’altra sua fatica letteraria. Un film che ha diviso il pubblico.

Paul Thomas Anderson, The master

Il regista di Magnolia e Il petroliere torna con un’altra grande storia americana. Questa volta si tratta delle oscure origini di Scientology. A Venezia non è andata bene, ma si rifarà sicuramente agli Oscar. Al regista anche il merito di aver stanato Joaquin Phoenix.

 

Daniele Vicari, Diaz

Quest’anno il cinema italiano ha tirato fuori gli artigli proponendo una serie di grandi lavori. In questo caso è difficile parlare solo di cinema giacché gli eventi del G8 di Genova sono una ferita aperta per l’Italia e non solo e fanno ancora discutere. Vicari è comunque riuscito a costruire un’opera credibile, non retorica né ideologica.

Stefano Sollima, A.C.A.B. – All cops are bastards

Un filmone. Un grande esempio di realismo contemporaneo, paragonabile a capolavori recenti del cinema francese come Il profeta o Polisse. Grande prova di recitazione da parte di tutti gli attori, anche di quelli meno noti. Un film il più possibile obiettivo, ottima anche la scelta dei brani della colonna sonora.

 

Matteo Garrone, Reality

Dopo Gomorra Garrone torna a scuotere le coscienze con un film che forse è l’unica speranza italiana agli Oscar. Curiosa la vicenda dell’attore protagonista, che durante le riprese andava e tornava dal carcere. La fame di notorietà e lo strapotere mediatico vengono raccontati in maniera inquietante.

Gary Ross, Hunger Games

Anche in questo caso, in qualche modo, c’entrano i reality. Il film tratto dalla saga di Suzanne Collins è ambientato in un futuro apocalittico e remoto in cui gli U.S.A. sono divisi in 12 distretti, ognuno dei quali “offre” due giovani per partecipare a un evento mediatico molto seguito, a metà strada tra  Giochi senza frontiere e Sanremo. Solo che in questo caso i contendenti si ammazzano tra loro finché non ne rimane uno solo.

 

Sam Mendes, 007 Skyfall

La dimostrazione che i film di genere non devono per forza essere affidati a gente che non capisce nulla di cinema. Chiamarlo capolavoro è forse troppo, ma sicuramente è un bel film. Memorabile l’interpretazione di Javier Bardem nella parte di quello che sembra il fratello del Joker.

Seth McFarlane, Ted

Una commedia dissacrante e spassosissima direttamente dall’autore de I Griffin.

 

Jaume Balaguerò, Bed time

Un film di cui non ha senso guardare il trailer, giacché è estremamente fuorviante. Ciononostante il regista di Rec propone un bel thriller inquietante.

 

Libri

Aldo Busi, El especialista de Barcelona

Busi non scriveva un libro da dieci anni. A quanto pare però l’attesa non è stata vana: il libro infatti è considerato uno dei suoi migliori.

Paolo Giordano, Il corpo umano

Questa volta non ha fatto il botto, ma il suo secondo libro era molto atteso: un tavolo di prova per capire, dopo il successo di La solitudine dei numeri primi, se ci troviamo di fronte a un fenomeno o a un vero scrittore.

Daniel Pennac, Storia di un corpo

A quante pare il tema del corpo è tornato in auge. Quello di Pennac si annuncia come un libro interessante, forse un ulteriore indizio della fine del postmoderno?

Roberto Andò, Il trono vuoto

Non ha vinto lo Strega o il Campiello, ma ha comunque vinto il premio opera prima, anche se l’autore non è certo un novellino. Uno sguardo critico e grottesco sulla politica italiana, dal punto di vista della sinistra.

Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto

 

Non ha vinto lo Strega, con tanto di polemiche, ma il suo resta sempre un libro importante su una figura come Pasolini, centrale nella storia dell’Italia del dopoguerra, e su un’opera straordinaria come Petrolio.

Irvine Welsh, Skagboys

Lo scrittore scozzese torna con un libro che riprende i personaggi di Trainspottinge va così a costituire un trittico con Porno. In questo caso si tratta di un prequel.

Francesco Rosi, Io lo chiamo cinematografo – conversazione con Giuseppe Tornatore

Due registi di generazioni diverse dialogano di cinema. La formula è simile al capolavoro Il cinema secondo Hitchcock di Truffaut. Da non perdere.

Fabrizio Gabrielli, Sforbiciate. Fraseggi fuori area & storie di pallone (ma anche no)

Un libro sul calcio, ma in realtà molto di più. Storie intense di vita vissuta e di passione.

Emmanuel Carrére, Limonov

La storia incredibile ma vera di un uomo karamazoviano, cinico, sfrenato, ma anche appassionato, e del suo trapasso da scrittore a uomo politico potente.

José Saramago, Lucernario

Un regalo della sorte destinato a chi si era ormai rassegnato all’idea di aver letto l’ultima opera di Josè Saramago: vede finalmente la luce un romanzo scritto dal premio Nobel portoghese nei primi anni ’50 e inizialmente scartato al suo editore. Nei decenni successivi l’autore ha sempre rifiutato di darlo alle stampe, e il testo è uscito solo oggi, postumo.

 

Dischi

Muse, The 2nd Law

Un album diverso dal solito, con sonorità nuove, ma la band si conferma a grandi livelli.

Francesco Guccini, L’ultima Thule

Il cantautore emiliano torna per dire addio. Il suo ultimo disco infatti sarà veramente l’ultimo, venticinque anni dopo il suo debutto ufficiale. I testi sembrano una perfetta chiusura del cerchio.

The Maccabees, Given to the wild

Per me questo gruppo è una piacevole scoperta. In realtà la band britannica è al terzo album e ha già fatto in tempo a cambiare stile, ammorbidendolo. Questo album resta comunque una delle novità musicali migliori dell’anno, con sonorità e videoclip che mi ricordano certi gruppi degli anni ’60.

Area, Live 2012

Un gruppo che non ha certo bisogno di presentazioni e che torna dopo tanti anni. Non c’è più il compianto Demetrio Stratos alla voce, ma il resto del gruppo nei live dimostra di non ave perso lo smalto e l’aurea degli anni ’70.

Peggio Punx 1982-2012 Sempre peggio

Un gruppo storico del panorama punk italiano. Dopo trent’anni dall’esordio la formazione originale si è riunita per un concerto al Laboratorio sociale di Alessandria. In questo cd e dvd ritroviamo tutti i brani storici.

Giorgio Gaber, Io ci sono

Grandi nomi della musica italiana si riuniscono per un grande omaggio ad un grande uomo e cantante.

Fabrizio De André, I concerti

16 cd e 192 pagine di immagini per raccontare l’esperienza live di uno dei più grandi cantautori italiani, che all’inizio non voleva esibrisi. Grande testimonianza di un uomo e di un’epoca.

 

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