Aldo Nove - Amore mio infinito

di Eugenia Giancaspro.

Il libro più che in capitoli è diviso in sequenze musicali, le emozioni intatte di chi scrive migrano in chi legge senza la mediazione ponderata della punteggiatura. Una scrittura camaleontica quella di Aldo Nove,che si lascia sempre bellamente riconoscere,come una voce inconfondibile,come una firma invisibile che riassume uno stile,unico,che si adatta ad ogni situazione,ma che resta piacevolmente,sfacciatamente sé. Una scrittura che cresce e matura col libro,inizialmente infantile,e sconcertante,come sono sconcertanti i bambini quando,inconsapevoli,dicono grandi verità,per poi diventare complessa,visiva e comunicativa e raggiungere l’apoteosi nella parte finale. Un libro che confida il modo tutto interiore di vivere di Matteo, il protagonista,un mondo di impressioni,emozioni,pensieri,amore(tanto amore) e ancora piccole fissazioni, preziosi particolari e ricordi di una Italia degli anni 70,che sarebbero altrimenti andati perduti.

E’ facile immedesimarsi in Matteo bambino, sconvolto da sogni/incubi, che inizia a capire le contraddizioni del mondo, che già sa che l’amore è «quando hai tre vaschette della Nutella e non ne mangi neanche una le metti da parte per quando domenica arriva la figlia della signora Bimbatti per regalargliele tutte e tre»; è facile immedesimarsi in Matteo ragazzo,per il quale un cinema e un bacio sono un universo potente e incomprensibile in cui il mondo si ferma e si è “soltanto fiato che entrava nel batticuore che incominciava a scandire i secondi del bacio che diventavano mesi”. Ed è facilissimo immedesimarsi in Matteo adulto,un fiume di pensieri insoddisfatti e surreali che “prima di avere incominciato a capire qualcosa inizi a correre a compilare moduli a secernere sudore a telefonare alla persona con cui avevi un appuntamento..”. Un libro che è un’eccezione alla regola “delle 50 pagine”: non bisogna aspettare il capitolo tot perchè ti prenda. No. Questo libro rapisce dalle prime righe,dalle prime parole,dal titolo “Amore mio infinito”.

Aldo Nove, Amore mio infinito, Torino, Einaudi tascabili, 2000.

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