Papa Francesco riuscirà ad essere protagonista del nuovo romanzo della Chiesa? Magari scritto da Jane Austen?

«Le donne sono per natura inette ad esercitare incarichi politici. L’ordine naturale e i fatti ci insegnano che l’uomo è l’essere politico per eccellenza; le scritture ci dimostrano che la donna è sempre l’appoggio dell’uomo che pensa e agisce, ma null’altro che questo»
Jorge Mario Bergoglio, 2007 (fonte)

Jane Austen sarebbe molto fiera di lui. Inoltre ho come l’impressione che La Chiesa ce l’abbia a morte con le due categorie di esseri umani che in genere apprezzano di più i libri di Jane Austen. Eppure siamo tutti, chi più chi meno, figli di Dio, o almeno questo mi pare fosse una cosa che amava ripetere qualche volta il prete.

Ad ogni modo, che ci piaccia o meno, le parole del papa non possono che essere nel giusto: voglio dire, quelle provengono direttamente dal Capo, Dio, o almeno questo è quello che dice lui, il papa (stile Marchese del Grillo). Dio, a quanto sembra, è da un po’ che non si fa vivo. E come disse Woody Allen, se Dio esiste veramente noi tutti speriamo che possa avere una gran bella scusa da darci per questi secoli di silenzio e tutto il resto. Probabilmente è in coda alla posta, magari anche lui tra gli arteriosclerotici in attesa del rimborso dell’IMU.

Quello che voglio dire è che c’è stata tanta attesa per l’elezione di questo pontefice, tante erano le aspettative, soprattutto dopo le clamorose dimissioni di papa Ratzi, difatti in molti si erano illusi che quello nuovo potesse essere il “papa delle donne”, pronto ad aprire la Chiesa alle questioni etiche, di genere e ai diritti civili di coloro che in tutti questi anni, anzi, secoli, hanno subito pregiudizi e vessazioni.

Del resto li posso capire: dopo una settimana di reality show 24 ore su 24, dove non si è fatto altro che parlare dei vestiti del papa, delle scarpette rosse del papa, dei gioielli e dei tessuti e degli accessori del papa, molti gay e spettatrici di Sex and the City pensavano di essere di fronte ad un nuovo programma di Real Time con Carla Gozzi. E invece no, era Bruno Vespa.

Come se, tutto ad un tratto, da quella benedetta finestra in piazza San Pietro sarebbe potuta sbucare Gwen Stefani, piuttosto che Agyness Daeyn, unanimemente eletta da un conclave composto dalla redazione di Vogue. Vatican chic altro che Vatileaks. Un feticismo glamour che ha preso in ostaggio la tv di Stato, e non solo quella, probabilmente per rilanciare l’immagine del Soglio Pontificio, sperando, in questo senso, di accattivare popolarità tra le fashion blogger e un target di persone che in questi anni ha preso sempre più le distanze dalla Chiesa.

(Inizio a sospettare che il Vaticano abbia assoldato gli stessi media advisor del PD).

E mentre i talk show si riempivano di vaticanisti tutto d’un pezzo come Massimo Giletti, non si è fatto altro che ripetere questo mantra del “Papa del Cambiamento”, come se si fosse trattato di eleggere Obama o, che so, Sidead O’Connor, ve la ricordate? (a proposito, qualcuno sa che fine ha fatto? So che deve averne passate di ogni dopo aver recitato in Soldato Jane). Poi il papa nero è arrivato per davvero, ma nero non nel senso di “negro”, ma di gesuita, o di fascista, ancora non si è capito bene.

Già, perché dopo neanche una mezzora dalla proclamazione del nuovo papa hanno cominciato a circolare sul web delle voci su una sua possibile vicinanza alla dittatura argentina eccetera, eccetera, tanto lo sapete già. Vere o presunte che siano queste supposizioni (immagino l’isteria tra giacobini rossi e antiabortizionisti da tastiera nei prossimi giorni), in attesa dell’opinione su Studio Aperto di Belen Rodriguez incinta, se io fossi nei panni della casa editrice di Verbitsky farei al più presto in modo di ristampare quel dannato libro.

Ad ogni modo pare che Bergoglio abbia effettivamente pronunciato le seguenti parole:

«Il processo di Riorganizzazione Nazionale è una voce di Dio che ci ricongiunge come popolo unito nella lotta al peccato, Videla per quanto duro ha una funzione d’ordine che è tollerabile e impedisce che l’uomo dia libero sfogo ai suoi istinti primordiali cedendo al caos»
Jorge Mario Bergoglio, 28 maggio del 1976, Buenos Aires.

Embè, che sarà mai? Ci sono stati molti altri uomini di potere che dopo di lui hanno riconosciuto dei meriti al fascismo, non vedo perché la cosa dovrebbe costituire un’aggravante per un uomo di Chiesa. Voglio dire, per una volta che mantengono una certa coerenza con la loro storia plurisecolare.

Però posso capire l’indignazione dei ben pensanti. A molti è bastata qualche ora, ai più lenti un paio di giorni, per cominciare a storcere il naso. Il nuovo papa comincia a puzzare di conservatorismo di destra, lo dice anche Libero, malgrado si tratti di una persona alla mano, che prende la metro, che balla il tango, che vuole ridurre i lussi e gli sprechi della Chiesa. Un appassionato di Chagall, Dante, Manzoni e Beethoven (se non ci fossero i giornali ad illuminarci la giornata con queste notizie) ma poi la musica rimane sempre la stessa: “chi non prega Gesù prega il Demonio”, “l’aborto non è mai una soluzione”, “il matrimonio omosessuale una mossa del diavolo”, le donne inette, non ci sono legami tra pedofilia e sacerdozio. Avanti di questo passo e…

 

Del resto mi chiedo cosa ci si potesse aspettare da un pontefice eletto da un conclave così progressista: età media 72 anni (ah già, rinnovare la Chiesa, il Papa del Cambiamento), peggio della giura del Premio Strega.

Che poi, fosse solo un problema anagrafico: sono quindici i cardinali elettori che hanno protetto pedofili, coperto casi di violenza, corrotto testimoni, riciclato denaro nello IOR eccetera eccetera. Voglio dire, per trovare così tanti pregiudicati occorre aspettare la prossima manifestazione del PdL sotto il tribunale di Milano. Inoltre immagino che meno della metà della metà di loro non possieda un profilo Twitter. Che persone orribili, mi aspetto le sfanculate degli smart media addicted del Post.

Già, il rinnovamento della Chiesa, il Papa del Cambiamento. Da questo punto di vista il senso di continuità tra Papa Ratzinger e Bergoglio appare al contrario intatto. Nel 2005 il cardinale argentino, in lizza per il Soglio di Pietro, lasciò il passo a quello che sarebbe diventato Papa Benedetto XVI. Nel 2013 Ratzi gli restituisce il favore. Dal pastore tedesco siamo passati al dogo argentino. Beh, io sono sempre stato un amante dei cani.

E delle donne. Passione condivisa da Papa Francesco, che tempo fa ha avuto persino una fidanzata, proprio come padre Milingo. Amalia, raggiunta immediatamente dalla stampa di mezzo mondo: «Mi disse: “Se non ti sposo mi faccio prete”». Cara signora Amalia, ora si faccia qualche domanda. Fossi Maria De Filippi farei in modo di averla in trasmissione.

Sfortunatamente il “papa delle donne”, così buono e gentile, si trova costretto a fronteggiare una coriacea e millenaria misoginia sessuofobica che i vaticanisti chiamano “carità” e “purezza della fede”, da far irrimediabilmente esplodere in America Latina, nuova patria della cristianità, dove la parola “omofobia” è un eufemismo e il femminicidio è uno sport.

Mossa prevedibile per alcuni. Una priorità politica per altri. Ieri sera ho perfino sentito questo alla tv: “occorreva dare un segnale forte, eleggere un Papa italiano non sarebbe stata una mossa giusta”, ok, ci sta, oppure, “L’Occidente che ha evangelizzato e colonizzato il Sud America ora verrà evangelizzato dall’America Latina”, perché, non bastano Taco Bell e Jennifer Lopez?

 

Voglio dire, checché ne dicano i Padri della Chiesa, le Sacre Scritture, i Santi e gli Apostoli, nel 2013 noi cittadini del mondo siamo disposti ad accettare un solo Medioevo, quello di Feudalesimo e Libertà (e vabbé, Games of Thrones). Credo che questo sia un concetto che ciascuna illustrissima eminenza si debba mettere in testa una volta per tutte.

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” Bibbia, Siracide IX, 10 
 
“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” Tertulliano
 
“In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia, di mediocre intelligenza.” Epifanio, Panarion 79, §1.
 
“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori.” 
Sant’Agostino, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.

 

“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo.” Sant’Agostino, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.

 

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” Sant’Ambrogio
 
“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” Sant’Agostino
 
“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” San Paolo, Lettere a Timoteo
 
“L’Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore, in ordine che la Chiesa di Dio è pura.” Ambrosiaster, Sulla prima lettera a Timoteo 3,11. 
 
“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” Papa Pio II
 
“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” San Giovanni Crisostomo

Uno dice, vabbé dai, a quei tempi non esistevano ancora Harem di Catherine Spaak e le tirate sindacaliste della Littizzetto. E naturalmente YouPorn. Se nel 2013 gli uomini della Chiesa hanno ancora paura della donna e del suo corpo, diabolicamente parlando, il minimo che possiamo consigliare loro è la banda larga. Per tutto il resto rivolgersi a Lidia Ravera o, tutt’al più, a Sasha Grey.

Insomma, questo Papa Francesco riuscirà a far voltare pagina al Vaticano e a scrivere un nuovo romanzo della Chiesa? Nel frattempo gli consigliamo la lettura di qualche libro di Jane Austen, anche per via della facile assonanza tra il titolo del famoso romanzo e il buon nome del pontefice. Inviargliene delle tonnellate potrebbe essere una buona iniziativa in sostituzione di Se non ora quando? e il Gay Pride. Mal che vada potrebbe comunque trattarsi di un gentile omaggio che si è soliti offrire a chi, in fin dei conti, non si sa ancora perché, è andata estremamente di lusso.

Il papa è un divino Otelma a cui è andata da Dio.
Aldo Busi, E io, che ho le rose fiorite anche d’inverno? 

 

Galleria d’immagini:

 

Link e approfondimenti:

“Donne inette per la politica”: parola di Papa Francesco. Magari si riferiva alla Santanchè.

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