CAM#06

È uscito CAM#06: Don’t worry, be angry. Leggi e scarica gratis.

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Person of the year 2011: il Time elegge The Protester, il volto elaborato da Shepard Fairley, celeberrimo artista del momento (Obey, “Hope” Obama Campaign ecc…). Una scelta che ci racconta cos’è stato l’anno che ci siamo lasciati alle spalle: «Everywhere this year, people have complained about the failure of traditional leadership and the fecklessness of institutions». Quest’inverno, quand’è stato il momento di pensare al nuovo numero di ConAltriMezzi, non ci sono state incertezze nel determinare il tema da declinare nelle nostre sezioni: l’intenzione è stata immediatamente quella di narrare le vicende di un anno decisivo e di cogliere l’anima del moto di rabbia globale. La scelta del Time, in corso d’opera di CAM#06, non ha fatto altro che confermare le nostre intenzioni. È per questo motivo che ConAltriMezzi ha deciso di dedicare il primo numero del 2012 proprio a questo tema: dagli eventi che stanno scrivendo il nostro futuro, allo spazio che la letteratura dedica e ha dedicato alla rabbia, passando, con lo stile che ci è proprio, per l’arte contemporanea e raccogliendo qualche istantanea delle sue espressioni, della sua violenza e delle sue pretese.

Abbiamo riportato le rivolte e le rivoluzioni che hanno caratterizzato il 2011; i fenomeni di massa – da Indignados a Occupy – che da queste si sono generati o che le hanno prodotte per poi approfondire le posizioni di due importanti comunità militanti radicali della scena extraparlamentare italiana e padovana, raccolte in due interviste esclusive: CSO Pedro e CasaPound. Inoltre abbiamo presentato quel fenomeno letterario diffuso – e in costante crescita commerciale e, forse, qualitativa – che va sotto il nome di noir; abbiamo osservato il panorama contemporaneo della poesia militante e civile; abbiamo approfondito l’esistenza di un tema tanto attuale anche tra le pagine di un grande intellettuale italiano come Paolo Volponi. Infine abbiamo ascoltato la musica di Gaber, tuttora esempio di lucida e brillante abrasività; abbiamo conosciuto l’etichetta indipendente Tempesta Dischi; abbiamo guardato i film del controverso cineasta danese Lars Von Trier e analizzato la lotta espressa attraverso performance provocatorie del collettivo russo Voina. Aspettando i prossimi passi dei Protesters di tutto il mondo, e invitando i lettori a seguirci sul nostro nuovo sito, www.conaltrimezzi.com – dove approfondimenti, commenti e osservazioni su CAM#06 troveranno, come al solito, ulteriore spazio – non ci resta che affidarvi questo numero dal titolo solo apparentemente ironico: DON’T WORRY, BE ANGRY.

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