discepoli1In questa storia ci sono tre uomini con la barba e i capelli lunghi. Uno è Barabba, noto anche con il nome esteso di Gesù Barabba, l’altro è Giuda e l’ultimo è conosciuto come Gesù di Nazareth. Con ciò non voglio dire che essi siano gli unici uomini con la barba e i capelli lunghi presenti in queste zone di questi tempi, semplicemente questi tre hanno tutti una faccia che buca lo schermo e una personalità interessante. Sono tre uomini interessanti, con storie interessanti e un volto adatto a diventare un simbolo sulle magliette. Ciononostante uno solo di loro si è meritato una fama millenaria e una buona reputazione.

Dei tre quello che scopa di più è Barabba, ma il più bello è sicuramente Giuda. Gesù invece è il filosofo, il pensatore, ed ha una bella voce, talmente suadente che non si può non fermarsi ad ascoltarlo, anche per ore. Interromperlo per chiedergli di spiegarsi meglio o per controbattere le sue tesi sarebbe un peccato imperdonabile, e infatti nessuno ha mai il coraggio di farlo. Tranne Giuda, che per questo si è guadagnato l’antipatia delle folle e dei seguaci più fedeli di Gesù, soprattutto quelli di sesso femminile. A Giuda non basta la bellezza per piacere alle donne. Egli si porta dietro un po’ di rancore e un soprannome, che serve anche a distinguerlo dall’altro Giuda presente nella compagnia. Il suo soprannome è Iscariota, che fa rima con idiota e per questo non piace per niente a Giuda, che preferirebbe essere chiamato “Giuda il bello” o in qualsiasi altro modo. Nessuno parla mai dei suo straordinari occhi, di un colore che nessuno ha mai visto da queste parti, un azzurrino chiaro che fa pensare a terre lontane e fredde. Iscariota è, in ogni caso, il soprannome inflitto a tutti gli abitanti del paese di Giuda, che ama invece distinguersi; un paese lontano in una provincia diversa. Anche per questo si sente un po’ emarginato rispetto al resto del gruppo. Nessuno conosce perfettamente la vera natura del rapporto tra Gesù e Giuda, né tantomeno i motivi per cui quest’ultimo sia stato scelto.

Barabba invece è un gran figlio di puttana, su questo non c’è dubbio. In realtà però la sua immagine, come quella di Giuda, è stata un po’ distorta dalle varie narrazioni che si sono succedute nel tempo. Alcuni lo chiamano bandito, altri ribelle. Quello che non si dice è che alcuni lo chiamano eroe. Barabba non è un grande oratore, come Gesù, però fa politica, dalla quale il nazareno si tiene invece lontano. La vita fa schifo? Be’, chi soffre adesso sarà felice dopo la morte. I romani ci invadono e pretendono tasse assurde? Be’, date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio.

Gesù è un riformista, mentre Barabba è un rivoluzionario. Si è armato per ribellarsi all’occupazione romana. Se l’origine di Gesù e Giuda è misteriosa, quella di Barabba non lo è affatto. Egli è, come si dice, radicato nel territorio; la gente lo conosce e lo stima per il suo tentativo di liberare la Palestina. Gesù lo ha visto una sola volta, prima del processo. Barabba invece sa benissimo chi è Gesù e non ha ancora capito se deve ammirarlo o disprezzarlo. Di sicuro ammira la sua capacità di arringare le folle, e pensa che sarebbe utile alla causa rivoluzionaria. Però lo disprezza quando dice che bisogna pagare le tasse ai romani e porgere l’altra guancia rispetto ai soprusi. Un altro motivo di contrasto è il lavoro di suo padre Giuseppe, cioè il falegname, lavoro praticato per un certo periodo dallo stesso Gesù. Barabba sa che i romani prima o poi lo cattureranno e lo condanneranno a morte per crocifissione e non sopporta l’idea che il suo strumento di morte possa venire proprio dalla fabbrica di Giuseppe e suo figlio. Che poi non si sa se sia veramente suo, dato che va in giro a dire di essere il figlio di Dio, ma su questo argomento Barabba è troppo confuso per metterci il naso.

Una volta che Gesù era andato a fare i suoi discorsi sul monte, Barabba ha minacciato Giuseppe. In seguito è anche passato ai fatti tentando di dare fuoco alla bottega. Un figlio avrebbe dovuto vendicare questo oltraggio, ma Gesù era diverso. L’incontro tra Gesù e Barabba è avvenuto in seguito, un giorno in cui c’era anche Giuda.

Un giorno Gesù e Giuda stavano camminando su una strada polverosa, fuori città. Stavano facendo discorsi privati e importanti di cui purtroppo non mi è dato sapere nulla. Una cosa su Giuda però la so: anche lui credeva di essere il figlio di Dio, ma si vergognava a dirlo in giro. Forse però con Gesù si aprì, anche perché due messia in un colpo solo rischiano di entrare in conflitto di interessi.

C’era anche una questione sentimentale. Pare infatti che Giuda fosse innamorato segretamente di Maria Maddalena, anche se pubblicamente la disprezzava per il suo passato di prostituta. La questione amorosa comunque non emerse mai.

Ad un certo punto incontrarono una nuvola di polvere e delle grida umane.

Quando l’orizzonte fu libero, videro una guardia romana distesa in terra e un uomo in piedi, con un pugnale sanguinante in mano. Si trovavano ad un incrocio di strade usate dai mercanti.

Giuda stava coltivando l’idea di catturare l’uomo, poi vide che era Barabba e pensò anche all’incolumità di Gesù.

-Andiamo, maestro- disse -ci siamo allontanati troppo dalla città. In questi incroci si fanno incontri pericolosi.

-Aspetta- disse Gesù, -non possiamo far finta di non aver visto nulla. Ehi, tu! Straniero! Hai ucciso tu quest’uomo?-

-Uomo?- rispose Barabba -io non vedo alcun uomo. Vedo solo un porco invasore che è stato condannato dalla giustizia popolare che io rappresento. E per tua informazione, caro Gesù di Nazaret, io non sono uno straniero. Sono Barabba.-

-Hai ucciso un uomo e ne risponderai davanti a Dio. E prima ancora davanti alla giustizia.-

-Ah, sì? E chi sarà a costruire la croce sulla quale mi immoleranno in nome della giustizia? Tu? O tuo padre Giuseppe? O forse l’altro tuo padre, Dio?

-Tu colpisci con il pugnale e con le parole, ma ciò che accadrà a te su questa terra non ha alcuna importanza.-

-Va bene. Allora facciamo che su questa terra io me ne vado per la mia strada e tu per la tua, come se nulla fosse successo. Quel che sarà in cielo, be’, chi vivrà vedrà. Ahahahaahah!-

-Presto qualcosa di grande accadrà-

-Hai ragione. Perché non ti unisci a me? Di profeti dalle facili promesse ce ne sono stati tanti, ma di gente che avesse le palle per cambiare le cose mai nessuna traccia. Perché non dici ai tuoi discepoli di ribellarsi? Perché non ti unisci a me e questa cosa grande la facciamo accadere subito?

-Gesù, andiamocene. Questo folle porta solo guai- disse Giuda.

Invece fu Barabba ad andarsene. Gesù rimase in silenzio per un bel po’ di tempo. Tanto da far temere Giuda della sua salute. Aspettarono finché non passò di lì un carro. Si fecero riaccompagnare in città e convinsero il mercante a portarsi dietro anche il cadavere del soldato romano, per una degna sepoltura. Inoltre Gesù decise di denunciare Barabba alle autorità costituite.

Tre giorni dopo Barabba venne catturato e arrestato. Era già in cella da un mese quando fu arrestato anche Gesù. La storia del presunto tradimento di Giuda, dell’arresto di Gesù con conseguente processo e condanna, è abbastanza famosa.

Gesù aveva già capito e assimilato l’attitudine dei politici e dei preti: organizzava le cene, ma non pagava mai. Toccava sempre a Giuda saldare i conti, e quella famosa volta il conto era più salato del solito: trenta denari. Non ce li ho io trenta denari, né attingendo dalla cassa comune e nemmeno prendendone dei miei, pensò Giuda, che ne aveva le palle piene di dover sempre farsi carico delle responsabilità senza che gli venisse mai riconosciuto alcun merito. Con una sola mossa, decisa in pochi secondi una calda sera in cui qualcuno aveva bevuto troppo, Giuda saldò il conto senza lasciare debiti in giro, cosa che odiava, e allo stesso tempo si sbarazzò del suo concorrente in amore, e non solo in amore. Sapeva che i sacerdoti cercavano Gesù già da qualche tempo senza però essere mai riusciti a trovarlo. Un po’ perché era sempre in viaggio e sempre circondato dalla folla, un po’ perché persone affascinanti con la barba e i capelli lunghi non mancavano in quella compagnia. In particolare proprio Giuda era stato, a sua insaputa, più volte sul punto di essere arrestato perché scambiato per colui che andava dicendo di essere il figlio di Dio. Del resto Giuda era alto e bello, talmente diverso dagli altri che non sarebbe stato difficile chiamarlo angelo o dio.

Esistono anche altre versioni della storia, altri racconti di come Gesù fu trovato e arrestato. Una versione che piace molto agli scrittori spiega che Gesù aveva deciso di consegnarsi spontaneamente alle guardie e ai sacerdoti, una sorta di autodenuncia. Poi pensò che aveva bisogno di un traditore e scelse proprio Giuda, il quale accettò coraggiosamente e svolse con fedeltà il suo compito. Ci sarebbe poi un altro personaggio barbuto, un certo Satana, sicuramente dotato di quello che oggi si chiama carisma; pare che anch’egli abbia avuto il suo ruolo in tutta la faccenda, ma non mi interessa approfondire la questione. Questa è un’altra storia, come si dice. A me piace pensare che Giuda fosse in buona fede e che non abbia fatto altro che eseguire gli ordini di Gesù. Come dice Woody Allen, se il tipo di condanna di Gesù fosse stata diversa, o non fosse stata proprio, adesso nei tribunali, nelle scuole, negli ospedali, al collo delle persone e ovviamente nelle chiese ci sarebbe tutt’altro simbolo. La Chiesa si dimentica quanto deve a Giuda, il quale, oltre a rovinarsi la reputazione per sempre, ci ha pure rimesso la pelle, anche se forse non è morto subito, come invece si dice. Alcuni sostengono che si sia impiccato, altri che sia caduto in un burrone spappolandosi in terra e spargendo ovunque le sue viscere in maniera molto splatter. Ma non è escluso, anzi io personalmente propendo per questa ipotesi, che sia semplicemente fuggito fondando una nuova comunità in un posto lontano. Di sicuro non posso pensare che Gesù e Giuda non si siano mai più parlati. Non si sono parlati invece Gesù e Barabba, almeno non credo, quando si sono incontrati al processo. L’esito lo sapete tutti, Barabba è stato graziato e Gesù condannato. Di Barabba ce ne sono stati tanti altri, ma la Palestina non è ancora libera.

La compagnia comunque non si è dispersa, almeno non subito. Pietro è divenuto il nuovo leader e un certo Mattia ha preso il posto di Giuda alle casse. Pare anche che Gesù sia tornato e che Barabba abbia fondato un ospedale per le vittime di guerra, ma queste sono solo voci, io non ne so nulla. Del resto, se non vedo non ci credo.

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