WIN FAIL Dellutri Fiat

Nel giro di pochi giorni il fondatore e il leader di Forza Italia (poi PDL, poi di nuovo Forza Italia) sono stati annichiliti dalla magistratura. Proprio a vent’anni dalla prima affermazione politica il partito sembra dunque destinato ad implodere e sparire. Intanto la FIAT, anzi la FCA, fa uno scherzo ai dipendenti, ma non fa ridere.

WIN: Dell’Utri non vuole fare la fine di Silvio

Probabilmente Forza Italia è un partito destinato a sparire. Intanto è sparito il suo fondatore, Marcello Dell’Utri. Nei giorni in cui si decide l’affidamento di Berlusconi ai servizi sociali il senatore siciliano ha forse pensato che, in caso di condanna definitiva per mafia, si sarebbe fatto sette anni di gabbio, e non se la sarebbe cavata con dieci mesi a giocare a briscola coi vecchietti come Silvio. La condanna è arrivata assieme all’ordine di arrestare il senatore, che però è irreperibile. Dell’Utri non è un Cosentino qualsiasi e non ha voluto farsi fregare. Ha quindi preferito la via di Lavitola e, ancora prima, di Craxi, che a Berlusconi disse: “Un giorno toccherà a te”.

CIAO MARCELLO!

Invece è capitato al suo braccio destro, che al posto della Tunisia pare  abbia scelto il Libano. Tramite il suo avvocato ha fatto sapere di voler tornare in Italia senza sottrarsi alla cattura, per il momento però sta facendo il furbo. Paradossalmente i condannati per mafia non hanno il divieto di espatrio (ce l’ha invece Berlusconi) e il Viminale forse ha dormito. E così adesso Dell’Utri può fondare Forza Libano e dare filo da torcere agli Hezbollah. Oppure, data la sua passione per la letteratura, può scrivere il suo primo romanzo stando al mare.Vedremo se questa situazione farsesca si risolverà o diventerà sempre più un papocchio all’italiana.

 

FAIL: La Fiat impacchetta le auto straniere, ma vende solo pacchi.

L’iniziativa si chiama “Così mi spezzi il cuore” ed è mossa sicuramente da uno spirito giocoso. Ma non credo che gli operai degli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano (i pochi che non sono in cassa integrazione o che non sono stati licenziati) si siano fatti grasse risate quando si sono trovati, alla fine del turno di lavoro, la loro auto impacchettata e sigillata da un cuore spezzato.

Fiat cuore auto impacchettate

 

L’incarico è stato affidato ad alcuni dipendenti (che adesso sicuramente saranno più sereni sul lavoro) con lo scopo di “punire” chi ha un’auto straniera, per promuovere la campagna di incentivi destinati ai dipendenti che acquistano un’automobile del gruppo FIAT, sempre che la trovino ancora. Sì perché dopo l’acquisto della Chrysler la FIAT ha cambiato nome come Prince e adesso si fa chiamare FCA (con tutti i doppisensi del caso) e ha spostato la sede legale da Torino ad Amsterdam e quella fiscale a Londra. L’amministratore delegato della FCA, Sergio Marchionne, guadagna circa 6 milioni di euro l’anno, che non dipendono dalle vendite (le scarse vendite le pagano casomai gli operai), i modelli sono sempre gli stessi e i prezzi, a confronto con case come Renault e Peugeot, non sono competitivi. I dirigenti potrebbero quindi lasciare in pace gli operai e  pensare a prezzi più competitivi e nuovi modelli che non siano suv. Oppure prendersela con i politici, visto che le auto blu sono in gran parte Audi, ma questa seconda ipotesi appare più remota, visto come la pensano gli attuali ministri (anche se tecnici).

 

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