A quanto pare leggere Anna Karenina in e-book è una figata. Probabilmente si dovrebbe cominciare così, dai classiconi in ebook: un’esperienza nuova e positiva. Provare per credere!

di Caterina Di Paolo.

Quando Tereza vede Tomáš con un libro sul tavolo e lo riconosce come persona affine, quando poi lo aspetta in un parco stringendo in mano Anna Karenina e sente che si innamorerà di lui anche in virtù della presenza dei libri, quando chiamano il loro cane Karenin.

Una volta pensavo che quelle sequenze de L’insostenibile leggerezza dell’essere suggerissero l’importanza del libro, delle pagine, quel famoso palloso sbandierato profumo – d’altronde, come si legge un libro? C’era un altro modo di farlo, fino a qualche anno fa?

Ora penso che quelle sequenze siano la cornice di un libro inserita nella cornice di un libro che diventa la vita reale. La cornice non è il libro cartaceo.

Il mio kindle paperwhite ha una custodia artigianale bellissima. È un regalo, ed è l’ex voto del Colombre di Buzzati. Ogni volta che la prendo in mano tocco quella copertina imbottita e mi sembra di aprire un ultra-libro. Ha la forma di un libro, ma è morbida, di tessuto. Ha la forma di un libro che rimarrà sempre il Colombre perché per me quel racconto contiene quasi tutto, e infatti quello specifico Colombre può contenere tutto.

Ora contiene Anna Karenina; Il web e la manutenzione della notizia di Jumpinshark; Il grande Gatsby tradotto da Tommaso Pincio; The Adventures of Huckleberry Finn, Tom Sawyer’s Comrade e A visit from the goon squad; oltre a due dizionari e un documento con tutti i miei ritagli, ovvero le parti dei libri che mi sono piaciute e ho deciso di evidenziare. Sarebbe difficile far stare tutti quei libri, se fossero di carta, in borsa.

Wittgenstein e alcuni logici prima di lui definivano “stati interni” le emozioni. Ho sempre amato questa definizione perché svela l’inganno linguistico che viviamo pensando che le emozioni siano dentro di noi, come se fossero il colon o il cuore, e che per questo gli altri non le possono vedere. Allo stesso modo per me ora i libri sono “i libri fisici”. I libri sono come scatole che contengono coleotteri o qualunque altra cosa. Cosa cambia se una scatola è rossa? Molto, ma non tutto.

Ho sempre avuto un problema con i libroni dei russi. Dostoevskij mi ha vista franare su tutte le sue opere. Amo molto le cose brevi di Tolstoj, lette tutte più volte, e Le anime morte di Gogol’, e Cuore di cane. No, Il maestro e Margherita ancora no. Lo so, lo so, Ponzio Pilato, lo so. Un giorno. È enorme, quel libro, ma credo di aver trovato una soluzione all’impasse. Non storcete il naso.

Quando ho acceso il kindle per la prima volta ho pensato subito: “Anna Karenina. Forse è la volta buona. Anna Karenina.”

L’ho pagato ottanta centesimi. Sono al 58%. Il kindle non mi dice a che pagina sono arrivata, all’inizio è stato difficile abituarsi ma poi mi sono resa conto che m’invoglia a continuare, come la scritta “Tempo mancante alla fine del capitolo: 1 minuto”. Il tempo viene calcolato sulla base della mia velocità media di lettura, e i capitoli di Anna Karenina sono brevi, perché Leone non era mica scemo. Questa cosa mi fa pensare a una fila di ciliegie.

Dal mio 58% di un capolavoro su cui è stato detto già tutto posso mormorare che questo è un romanzo ultraclassico e ultracontemporaneo. Sottolineo solo che chiamare un libro con il nome di un personaggio che appare a romanzo inoltrato è geniale e meraviglioso, anche se so che è un’osservazione ovvia da morire. Comunque davvero, se non l’avete letto fatelo.

Ma questa non è una recensione di Anna Karenina, che non si può scrivere. Questo è il racconto di come accendere il kindle e sentire che un libro di 900 pagine pesa trecento grammi scarsi, è retroilluminato ed è spesso meno di un centimetro non è un’esperienza straniante. E anzi, mi abbia aiutato a sconfiggere la mia resistenza per i mattoni e a inaugurare degnamente l’anno dei classici, che cercavo di vivere da un secolo. Vi consiglio di guardarlo per farvi un’idea.

Vorrei anche precisare che oggi si può leggere Anna Karenina su kindle e Infinite Jest solo cartaceo [immaginiamo per via delle mega-note a piè di pagina ndR]. È un cortocircuito temporale interessante – e almeno il mio kindle sarà pienissimo di classici, che è molto più conveniente comprare in veste elettronica. Huckleberry Finn, per dire, l’ho trovato gratis in lingua originale: qui a Roma mi avevano chiesto di ordinarlo (aspettando giorni) e pagarlo una decina di euro. E mentre leggo in inglese posso schiacciare col ditino sulle parole che non conosco per vederne il significato. Se non è orgasmico questo, ditemi cosa.

Quando l’emaciato Jobs aveva presentato al mondo l’iPad io ho pensato “Che stronzata. Non se lo comprerà nessuno. A cosa può servire?” Qualche mese fa Viola, una scheggia di cinque anni, mi ha mostrato come ha imparato a leggere e scrivere in inglese e in italiano prima di andare alle elementari, perché le piacevano i giochini per tablet in cui devi inserire le lettere mancanti.

Il profumo della carta? Per carità, ultimamente si guarda il dito e non la luna e si pensa che Internet salverà il mondo, mentre è solo un mezzo come tutti gli altri: allo stesso modo ovviamente il kindle e l’iPad sono dei mezzi, l’uso che se ne fa è arbitrario. Però cerchiamo anche di non guardare il libro al posto della luna.

Avere un kindle vuol dire che i libri che ci leggo non li ho sullo scaffale. Prima pensavo che mi sarei comprata sicuramente una copia di Anna Karenina, a fine lettura, per sfogliarlo: ora che l’esperienza di leggerlo su kindle ha assunto identità e autonomia penso che non è così ovvio che per amare un libro devi averlo. Mi fa pensare a quando leggo i libri presi in prestito in biblioteca: sono libri resi impalpabili dalla coscienza del tempo limitato in cui saranno miei. Penso alla mia libreria curva e alla mia borsa leggera e piena di parole.

Penso che se qualcuno mi vedesse in un parco mentre stringo la mia copertina imbottita del Colombre mi riconoscerebbe ugualmente.

 

3 commenti a “ E-Karenina: ovvero leggere classiconi russi su kindle è la svolta ”

  1. dario

    dario

    Il problema di Infinite Jest, come di tanti altri, temo sia la ricontrattazione dei diritti. Per far uscire il libro in versione digitale devi comprare dei diritti aggiuntivi.

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