Tag Cover intervista

Siamo andati a Vigodarzere (PD) a conoscere #TAG, temporary art gallery, un’emergente galleria d’arte contemporanea che si propone come spazio d’espressione e sperimentazione per giovani artisti e curatori.

In occasione dell’inaugurazione di #TAG, temporary art gallery, tenutasi il 13 e il 14 dicembre con il festival di video arte 100×100=900@Padova, ConAltriMezzi ha pensato di intervistare Emmanuele Panzarini, ideatore e curatore dello spazio espositivo.
#TAG ha attirato subito la nostra attenzione perché è un progetto coraggioso e ambizioso, ideato per sopperire alle carenze di un sistema incapace di creare spazi d’espressione per i giovani.

 #TAG 1

Cos’è #TAG?

#TAG è l’acronimo di (con)temporary art gallery, una galleria d’arte temporanea che si occupa di arte contemporanea e che intende dare un’opportunità a giovani artisti e nuovi curatori di mettersi alla prova e poter esprimere il proprio lavoro.

 

Come nasce il progetto di questa galleria?

L’idea di #TAG nasce all’inizio del 2013, da quando abbiamo saputo che lo spazio sarebbe stato disponibile a partire da settembre. Più volte in passato avevo immaginato, qualora si fosse presentata l’occasione, di utilizzare questo luogo per interventi artistici personali. Una volta presentatasi l’effettiva possibilità però, ho ritenuto più interessante e stimolante aprire lo spazio ad artisti, curatori e associazioni per esposizioni temporanee.

 

Mi sembra di capire che #TAG voglia essere una realtà rivolta soprattutto ai giovani, mi sbaglio?

No, non sbagli. Con #TAG intendo rivolgermi a giovani artisti e curatori che hanno voglia di mettersi in gioco: vorrei che #TAG diventasse uno spazio di sperimentazione, fuori dai soliti schemi tradizionali.
Questa mia attenzione è dovuta anche al fatto che sono conscio di quanto sia difficile per un giovane artista trovare uno spazio in cui potersi esprimersi e farlo liberamente, perché io stesso, come artista, ho avuto le medesime difficoltà. Il concept di #TAG nasce per rispondere a queste esigenze, dando una possibilità a tutti quelli che hanno voglia, energie e idee innovative, mettendo a disposizione un luogo dove poter elaborare nuove modalità di produzione artistica.

#TAG 2


Credo che anche il nome stesso della galleria sia un diretto richiamo ai giovani, giusto?

Sì, esattamente. L’idea iniziale era quella di (con)temporary art gallery, il “con” è stato poi rimosso e sostituito con l “#” (hashtag) per richiamare le nuove generazioni, le nuove tecnologie e avvicinarsi al linguaggio giovanile, dando così una connotazione moderna al progetto. Inoltre credo che “temporary” sia un termine che si adatti molto bene alla società di oggi, soprattutto al mondo dei giovani, che stanno vivendo un momento di crisi generale profondamente connotato da un senso di precarietà percepito in diversi ambiti, quali il lavoro, gli studi e le relazioni personali.
In quest’ottica di sperimentazione e di creazione, mi piacerebbe che i lavori realizzati in questo luogo fossero concepiti ad hoc e siano perfettamente complementari ad esso, che siano in tutto e per tutto degli interventi site-specific.

 

Perché proprio interventi site-specific?

Per le caratteristiche stesse dello spazio: #TAG è uno ambiente neutro, con pareti perfettamente bianche ed importanti vetrate che danno la possibilità di vedere tutto l’ambiente dall’esterno; si trova lungo la strada principale del paese, che è una provinciale, è quindi piuttosto trafficata e infine gli spazi di #TAG, tranne per le eventuali utenze elettriche, vengono concessi gratuitamente consentendo di agire in completa autonomia, al di fuori delle dinamiche di mercato.
Proprio per questi motivi credo che lo spazio si presti in modo particolare ad installazioni artistiche più che per una classica mostra a parete. Le innumerevoli possibilità espositive fanno sì che #TAG sia il luogo ideale per realizzare quei lavori che altrove sarebbero difficilmente concretizzabili.

#TAG 5

 

Un progetto ambizioso e coraggioso…

Sì, ma in fondo questo mi sembra il compromesso migliore e più stimolante tra la galleria e tutti coloro che ci lavoreranno. D’altronde #TAG è una sfida coraggiosa e vorrei che anche coloro che decidessero di lavorare in questo spazio fossero animati dal medesimo entusiasmo e volontà di realizzare qualcosa di unico.
Ovviamente queste mie indicazioni sono solo delle linee guida che mi sono dato all’inizio di questa avventura; è evidente che di volta in volta si cercherà sempre di trovare la soluzione migliore che possa coniugare il concept di #TAG e le esigenze dell’artista.

 

#TAG non è difficilmente raggiungibile, nè particolarmente lontana da Padova, ma comunque si trova in un’area piuttosto periferica, come pensi di affrontare questo problema?

Credo che il modo migliore sia quello di creare un’identità precisa, forte e unica, in modo che la galleria riesca ad emergere e diventi riconoscibile nel territorio, riuscendo ad attirare un pubblico ampio ed eterogeneo. Questo anche perché la galleria nasce all’interno di una spazio con una identità storica ben precisa nel comune di Vigodarzere, questo ambiente, infatti, è stato occupato per oltre 35 anni dalla medesima attività commerciale.
Per questo motivo sono alla ricerca di artisti che lavorino in particolar modo con interventi site-specific, magari anche di forte carattere sperimentale, proprio per creare qualcosa di alternativo e caratterizzante, al fine di connotare in modo chiaro la nuova identità della galleria.

#TAG 3

 

Quindi, ora come ora, qual è il presente di #TAG?

Grazie all’aiuto di Guido Bartorelli (ricercatore di arte contemporanea presso l’Università di Padova, NdR) sono entrato in contatto con Giulia Gamba, giovane curatrice, che ha aderito con entusiasmo al mio progetto, decidendo di collaborare allo sviluppo di #TAG, entrando a far parte dello staff.
Per quanto riguarda gli eventi tenuti in galleria al momento ne abbiamo realizzati due. Il primo è stato a settembre, in concomitanza con la sagra del paese. Si trattava di un’installazione site-specific composta da una serie di blocchi di cemento colorati in verde e illuminati da fasce di luci a led. I lavori per la galleria non erano ancora conclusi, ma volevo far capire che qualcosa all’interno di questo ambiente stava cambiando.

 

E il secondo intervento?

Si è trattato dell’inaugurazione vera e propria della galleria, tenutasi il 13 e 14 dicembre con la presentazione di 100×100=900@Padova, festival internazionale di video arte realizzato per celebrare il 50esimo anniversario della nascita della video arte e curato, nella sua trasferta padovana, dall’associazione culturale ArtMusicEvent. Il progetto consisteva nella proiezione di 100 video realizzati da 100 diversi artisti provenienti da ogni parte del mondo. Ognuno di essi si è dedicato ad un diverso anno del ‘900 trasformando la proiezione in una sorta di storia visiva, anno per anno, del XX sec…

 

Progetti futuri?

Stiamo lavorando su alcuni progetti espositivi per i primi mesi dell’anno nuovo, con un gruppo di giovani curatori e alcuni artisti che al momento vivono e lavorano all’estero tra Parigi, Londra e Dublino.
In cantiere quindi ci sono diverse idee, ma non vorrei svelare troppo a riguardo, non per una questione di scaramanzia, ma per mantenere un giusto riserbo.

Commenta l'articolo
La tua e-mail non sarà pubblicata
  • ( non sarà pubblicata )