Gianluca Carofiglio - Il silenzio dell'onda

di Emanuele Caon.

Il mio rapporto con questo libro è iniziato per “dovere”, e il dovere è quello di recensire. La lettura invece si è rivelata una piacevole sorpresa. Roberto Marìas, maresciallo dei carabinieri congedato per motivi di salute, ha lavorato per anni come agente segreto. Nel libro però lo incontriamo dallo strizzacervelli, lì dove dal portone del dottore incrocerà più volte Emma, un’altra protagonista della storia, che fin da subito appare destinata a legarsi alle vicende di Roberto. Tutti e due sono afflitti dal dolore, hanno alle spalle un passato che non riescono a dimenticare, ma soprattutto delle colpe che non riescono a perdonarsi. La loro storia emergerà piano piano, rivelandosi nell’avanzare della lettura.

Il romanzo è diviso in due tipologie di capitoli, una numerata con numero progressivo, l’altra semplicemente con il nome di Giacomo, il figlio undicenne di Emma, sofferente per la mancanza del padre scomparso e incapace di prendere in mano la sua vita. Certo nessuno si aspetta che un ragazzino di undici anni prenda in mano la propria vita, ci aspetteremmo tutti che la viva con serenità e leggerezza, ma questo sembra impossibile, Giacomo non riesce a superare la mancanza del padre e ad affrontare l’amore per Ginevra, una sua compagna di classe, che sarà per lui l’elemento di svolta così come Emma lo sarà per Roberto.

Una nota di merito va allo sviluppo narrativo del racconto, lo stile dell’autore riesce ad adattarsi bene ai due diversi protagonisti del romanzo. A raccontare le vicende e le pulsioni di Giacomo è la sua stessa voce di bambino, mentre ad una narrazione in terza persona che si alterna senza dare nell’occhio alla prima persona spetta il compito di farci conoscere la storia di Roberto; i dialoghi sono ben inseriti e si fanno attendere senza mai lasciare appagato il lettore che resta in continua attesa del prossimo scambio di battute fra i personaggi. A fare da legante di tutto il libro è il rapporto di specularità dei due protagonisti, entrambi sofferenti, aiutati da una figura femminile che saranno però loro stessi ad aiutare, entrambi indirizzati alla salvezza da una figura guida. Scott, un pastore tedesco che compare nei sogni di Giacomo e lo porta vicino alle risposte senza mai dargliele direttamente, così come fa il dottore con Roberto, e lo psichiatra che sembra poter aiutare tutti a superare i propri dolori è egli stesso vittima della sofferenza. Roberto e Giacomo si incontreranno verso la fine del romanzo, saranno l’uno per l’altro la vera chiave di svolta, l’uomo aiuterà il bambino in un’impresa per lui troppo grande, in cambio il bambino darà all’uomo l’occasione per la sua azione di salvezza.
L’onda che compare nel titolo è il simbolo di questo libro: il dolore travolge i protagonisti del romanzo, come un’onda li trascina in fondo, li risucchia e sembra soffocarli, il loro compito è quello di mettere la testa fuori dall’acqua e respirare, sperando di riuscire non solo a non annegare ma anche a dominare quella stessa onda: «Com’era quella frase che gli aveva detto il dottore? Un conto è aspettare l’onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva»

Alla fine, nonostante l’enorme fascetta rossa (che ho cestinato perché non veniva buona neanche come segnalibro), il romanzo risulta piacevole anche se quell’onda di dolore non travolge il lettore, certo lo tocca e un po’ lo scuote ma resta sempre leggermente lontana, non concede in pieno l’occasione di farsi trascinare sott’acqua per provare poi il piacere di emergere assieme ai protagonisti del libro. Il romanzo può essere letto con trasporto e partecipazione per le vicende dei suoi personaggi, ma lo si vive sempre dal di fuori, da lettore e non da spettatore interno agli eventi. Tranne per alcune pagine, davvero perfette, in cui si diventa tutt’uno con Roberto, le pagine che ci regalano per un po’ l’impressione di vivere la sua stessa vita.

 

Le nostre recensioni della cinquina finalista del premio Strega 2012:

Emanuele Trevi, Qualcosa di scritto, Ponte alle Grazie (92 voti)
Gianrico Carofiglio, Il silenzio dell’onda, Rizzoli (70 voti)
Alessandro Piperno, Inseparabili. Il fuoco amico dei ricordi, Mondadori (68 voti)
Marcello Fois, Nel tempo di mezzo, Einaudi (64 voti)
Lorenza Ghinelli, La colpa, Newton Compton (38 voti)

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