Morandi-Celentano-Sanremo-Coprofagia

Il web odia Sanremo: come biasimarlo? E quindi ecco il meglio dei peggio commenti vomitati sui social. Just for the lulz.

PARENTAL ADVISORY – EXPLICIT CONTENT: il seguente articolo esibisce un linguaggio scurrile e contiene volgarità e battute di cattivo gusto, non tutte di proprietà dell’autore. Purtroppo.

Se domani morisse Gianni Morandi e si procedesse con l’autopsia, si rivelerebbero, nel suo stomaco, non solo tracce degli sketch dei Soliti Idioti, mezzo sermone di Celentano e Rocco Papaleo, ma anche tre quarti di Rai, qualche milione di italiani e Vincenzo Mollica.

Perché se dopo tutti questi anni di accanimento terapeutico Sanremo riesce comunque a calamitare l’attenzione di un intero paese per una settimana e più, è anche merito di giornalisti osceni, pingui cronisti gaudenti e proni prosseneti devoti al grigiore democristiano della tv di Stato. Senza contare i milioni di zie Genoveffe e mariti ritardati messi lì sul divano davanti alla tv.

Sbagliato. Da quando c’è il Web 2.0 le cose sono cambiate. A tirare acqua al molino di Sanremo non sono solo le testate mediatiche e mandrie di celebrolesi over 40-50, ma un furore popolare montato (ad arte?) dai media alternativi: su tutti (ma che ve lo dico a fare) internet e i social network. E quindi succede che, come avviene con altri programmi televisivi, la gente si metta a twittare davanti alla tv, rendendo le home un mercato del pesce che trasuda sarcasmo feroce, comicità politicamente scorretta e tanta ma tanta cattiveria.

Chiamatelo esorcismo civile, chiamatela evacuazione di massa, chiamatelo scagotto via etere, ma questa cosa sembra funzionare alla grande. E per fortuna, dico io, altrimenti saremmo stati soli ad affrontare il Dopo Festival di Marzullo e l’Arena di Massimo Giletti.

Insomma: il web come canale di sfogo di un umorismo spontaneo, che prude, che vuole esplodere come un cumshot di bile in una affollata gang bang di stronzi. L’abbiamo detto: i social network da questo punto di vista fungono da catalizzatore. Ma non solo loro, esistono anche blog e siti che incoraggiano, fomentano e, in un certo senso, hanno inventato questo modo di comunicare, da Spinoza fino a, in questo caso, Sanremo Chiuso, petizione e movimento culturale creato da Costantino della Gherardesca che da anni cerca di sensibilizzare la gente a farla finita con il festival.

«Ogni anno in Italia si celebra Sanremo, un festival della Democrazia Cristiana, dove dei discografici inetti obbligano dei musicisti ingenui oppure venali oppure bisognosi, a cantare della merda. Tutto questo è trasmesso dal canale del Vaticano Raiuno che, si suppone, spera di guadagnare introiti pubblicitari proponendo lo sterco più fetente e populista immaginabile».

Questo quello che Costantino fa sapere tramite Vice Magazine. Mentre su Vogue dice queste cose qui:

«Aldo Grasso, ormai un eroe non solo della televisione ma anche della musica e della moda, ha scritto che il Primo Ministro Mario Monti dovrebbe chiudere Sanremo come atto simbolico. Possiamo solo dargli ragione: il programma rappresenta il vecchio ma non la tradizione, la volgarità priva di humour e la provincialità senza folklore. Soprattutto, il Festival di Sanremo non rappresenta la musica».

Celentano-Belen Rodriguez-Sanremo-FarfallaCome dargli torto? Certo chiericume senza arte né parte è in grado di provocare all’unisono gastriti ed orchiti acute. Aggiungeteci i compensi stratosferici, le gaffe, l’ignoranza di Morandi, i testi delle canzoni e la cosa finisce per assumere un aspetto persino pornografico. Tuttavia sono anche del parere che nessuna trasmissione debba “essere chiusa”, altrimenti, seguendo questo principio, dovremmo azzerare l’80% della tv di Stato e di quelle commerciali, oltre che dare adito alle accuse di censura dei soliti quattro idioti egomaniaci della “libertà di espressione” (quelli che pur di riavere Santoro in Rai sarebbero disposti a raddoppiare Vespa aggiungendoci una prima serata alla D’Eusanio giusto per onorare i loro ebeti principi di ultrademocrazia del cattivo gusto). Infatti Sanremo, come molti altri format, non lo si deve cancellare, ma lasciarlo “morire”. Ed è proprio questo il problema: certi tumori sono difficili chemioterapizzare. La miglior medicina forse sarebbe l’indifferenza, muta e raggelante, ma nel 2012 siamo ancora distanti da questo obiettivo: l’accanimento terapeutico-mediatico (delle nonnine e dei pennivendoli tanto quanto dei giovani hater e del popolo di internet) è sufficiente per prolungare l’agonia del festival, manco si trattasse di Eluana Englaro. Vicenda della quale, peraltro, tutti conoscono il finale. Forse ci vorrebbe davvero un Pannella anche per Sanremo. Oppure un black out del reparto di rianimazione. Fatto sta che, se le cose rimanessero tali, anche i nostri nipotini schiferanno Sanremo ponendosi gli stessi problemi. Dopotutto è proprio questa la forza del trash.

L’edizione 2012, con i suoi tormentoni, con i suoi scandaletti da un tanto al chilo e le sue canzoni da encefalogramma piatto, hanno fornito alla fantasia di milioni di utenti numerosi spunti. Qualche esempio.
La Farfalla di Belen? C’era un fottio di gente che doveva ancora pagare il canone. E poi quella farfalla ricorda pure il logo della Rai. Del resto un falso scandalo: al di là delle diatribe “mutande sì/mutande no”, “l’ha fatto apposta/è stato un caso”, gli stessi milioni d’italiani che ora si arrovellano, qualche mese fa, avevano visto di Belen ben più di una farfallina. Quindi inutile farne uno scandalo: perché più di mezza Italia ha già fatto uso di materiale pedopornografico. Con l’aggravante che sono passati un bel po’ di anni da Non è la Rai.
Il ballo della Foca? Lobotomia nazionalpopolare: neanche Fiorello assemblato chirurgicamente a Pippo Baudo dal dr. Mengele sarebbe riuscito a fare di meglio. Quel genere di cose che ti fanno riconsiderare la legittimità di certe mattanze (video).
Celentano? La Lectio Magistralis di un vecchio inconsapevolmente imbarazzante, travestito da Celentano travestito da caricatura di Celentano, ma con una spruzzata di Santoro e di “teresina” in più. Il livello di involontaria tragicomicità del Molleggiato, trash e inopportuno da risultare irritante, oramai eguaglia quello di Vasco Rossi. Nulla di strano se quest’estate vedremo Celentano duettare con Trucebaldazzi: «Io c’ho tvoppo odio contro Famiglia Cristiana». Che poi: chi cazzo legge Famiglia Cristiana?!

E mentre a Sanremo il freakshow persiste tra rantolanti moine, a casa la gente sbrocca. Non esce, non vive la sua vita, oppure, molto più semplicemente, non cambia canale. No, non ce la fa, rimane a guardare, affascinata dall’orrido, per potersi esibire con i propri commenti. So a cosa state pensando (la stessa cosa è successa anche a me): pur non avendo guardato Sanremo ho saputo tutto tramite le battute sarcastiche su Facebook di incorreggibili stronzi o blogger alternativi che ci hanno tenuto ad invadere la home per avvertirci di quanto faccia cagare Sanremo senza perdersene un minuto. Un controsento: obiezione sacrosanta, ma occorre considerare una cosa e cioè che una buona battuta è una buona battuta e basta, a prescindere che sia su Sanremo piuttosto che su Paolo Brosio. E le buone battute fanno sempre gola: «Sanremo è una notizia sul giornale come qualunque altra. Nel mio caso un pretesto per scrivere buone battute. Che è il vero unico discrimine» dice Twain Qualcosa, rispondendo su Facebook ad un’osservazione di un tizio. E aggiunge: «Fate finta che sia stato sesso anale: anche se vi brucia il culo dovete ammettere che vi siete divertiti». Insomma il popolo del web che si divide in hater o rosiconi. Certo è che in tutto questo fenomeno, narcisismo e autocompiacimento la fanno da padrone, come in una sorta di competizione. La gente scrive quello che scrive per sfogarsi, ma anche per eiaculare alla vista dei likes su Facebook.

Ad ogni modo ora ho deciso di riportare battute/status/twittate e sfottò che più mi hanno fatto divertire (dopo l’immagine qui sotto), selezionati secondo il mio personalissimo cattivo gusto. Magari un giorno ci scriveranno un libro, tipo le raccolte di barzellette sui carabinieri (o sugli ebrei, quelle che fanno ridere tutti ma che non si possono dire). Se ciò avverrà significa che Sanremo si sarà ridimensionato in un meme (inerte?) del nostro italico e grottesco costume; anche se probabilmente lo è già, com’è del resto probabile che da questo incubo non ci sveglieremo mai. Intanto continuiamo a fare quello che ci riesce meglio: sfottere e riderci addosso, ma delle nostre disgrazie. Dal capitan Schettino alla coprofagia di Morandi. Popolo di santi, poeti, navigatori e mangiatori di m***a.

 

 

  • Fonte: COSTANTINO DELLA GHERARDESCA E SANREMO CHIUSO
    Sul Festival, in generale
  • Un’artista commenta “Come si fa a dire di no a Sanremo?” Risposta: “Diventi testimone di giustizia.”
  • La platea di Sanremo sembra una prima comunione di Cosa Nostra.
  • Fuori da Sanremo questa musica si sente solo nei risto-bar per vecchie troie a Losanna. Quando il cameriere si toglie la giacca e va al pianoforte.
  • Abbassano le pensioni degli organizzatori di Sanremo. Meno male percepiscono i pizzi.
  • Mio nonno si è rimesso la dentiera per fare BUU. (Stefano Mavillo)
    Su Gianni Morandi
  • Morandi fa tanta tenerezza quando gli vengono gli ictus in diretta.
  • Morandi si tinge i capelli con quello che gli rimane di uno spuntino. (J.Magri)
    Su Rocco Papaleo, co-conduttore comico che non fa ridere
  • Rocco Papaleo sembra Weekend con il Morto (Virginia W. Ricci)
  • L’ironia di Rocco Papaleo è frizzante come una morte in famiglia.
  • Il presidente della Basilicata dovrebbe far partire una diffida contro Papaleo che si spaccia come uomo immagine della regione.
  • L’anagramma di Rocco Papaleo è: popolero caca.
  • Strozzerei Papaleo con le mie mani come opera di bene per la Repubblica. Per il progresso! La sua morte equivarrebbe a 700 chilometri di rotaie per l’alta velocità.
    Su Adriano Celentano e i suoi discorsi
  • Adriano i preti non parlano del paradiso perché manco le vecchie che vanno in chiesa ci credono più. Vogliono solo morire senza troppe rotture di coglioni.
  • (Adriano Celentano dà del deficiente ad Aldo Grasso, critico televisivo del Corriere)
  • Il pezzo di A. Grasso farà più ridere del lavoro degli autori collaborazionisti. Sicuro.
    Su Belén Rodriguez
  • Fra le tette di Belén vive un folletto che vende il migliore crack di Milano.
    Su Belén, la mancanza di mutande, e susseguente gag troieggiante
  • O però quando le troie troieggiano è la cosa migliore di sto programma di merda. E sono pure frocio.
    Su Ivanka, che raccontava di sua nonna quando la chiamava per nome
  • Tua nonna ti chiamava Ivanka finché non ti ha imbarcato nella stiva di un peschereccio nel Bosforo.
    Sulla moda a Sanremo
  • A Sanremo gli stylist sono eterosessuali.
  • La tipa dei Matia Bazar sembra la Franzoni che sbuca da una fregna.

    Sulla regia
  • Il regista l’11 settembre 2001 avrebbe ripreso il ponte di Brooklyn.
    Su Loredana Berté
  • Richard Benson Berté, psicologicamente, è molto più stabile di Adriano Celentano.
    Su Gigi D’Alessio
  • La giacca di pelle di Gigi D’Alessio è fatta con la pelle delle chiappe dei pentiti. (A. Mannucci)
  • Gigi D’Alessio non è frocio nonostante sia vestito da fister. Vorrei ricordarlo davanti ai magistrati per tutelare i diritti civili dei gay.
    Sui Marlene Kuntz, ed il loro “messaggio rock”
  • Il “messaggio rock” dei Marlene Kuntz è come il “messaggio moda” di Patrizia Pepe.
    Su Irene Fornaciari
  • L’erede genetica della bellezza e il talento di Zucchero.
    Su Lucio Dalla
  • In mezzo a tutta questa merda c’è anche l’orrenda sensazione che Lucio Dalla trombi più di me.
    Su una giovane artista che cantava di avere “i piedi a bagnomaria” e di voler “invecchiare con le rughe”
  • Questa giovane suora ha appena portato sfiga. ATTROIA: LI MORTACCI TUA!!!!
    Su Skye dei Morcheeba
  • Skye piuttosto di fare questa fine non poteva fare una sparatoria in una scuola elementare e poi suicidarsi che è più dignitoso?
    Su Patti Smith
  • Robert Mapplethorpe si rivolta nella tomba adesso che sta vecchia pelosa sale sul palco dell’omofobia di Sanremo.
  • L’unica consolazione è sapere che Patti Smith avrà trattato a stronzi in faccia tutto lo staff di Sanremo.
    Su Shaggy
  • Sembra la mamma di Tracy Chapman.
    Su Jane Fonda
  • Nessuno dica a Jane Fonda che, dopo anni di battaglie contro il fascismo, il suo spot viene mandato in onda durante Sanremo.
    Sulla presunta Eurovisione del Festival
  • Eurovisione in Vaticano, Lampedusa e quella strisciolina della Yugoslavia che abbiamo dovuto dare indietro.
    Su Beppe Vessicchio, conduttore d’orchestra
  • Mi chiedo se la magistratura ci può dare qualche informazione su Beppe Vessicchio.
    In seguito a un tweet che diceva che Rocco Papaeleo è “l’unico che si salva”
  • Io vado a fare la vivisezionista perché si hanno meno dispiaceri che in tv.
    Su Emma Marrone, la vincitrice
  • Emma Marrone che si sforza di fare un’espressione divertita sembra uno stronzo nella galleria del vento. (Alessandra Angeli)
  • Emma Marrone ha vinto Sanremo. Il suo futuro nella musica è come il paradiso di Celentano.
  • Segui Costantino su Twitter: @CdGherardesca
  • @sanremochiuso
  • Fonte: QUALCOSADELGENERE
  • Usare Pupo come spalla per uno sketch è immorale come sperimentare i nuovi farmaci sui bambini down. Ma meno divertente.
  • Comunque è stato coraggioso Morandi dopo tutte le insinuazioni sulla coprofilia a invitare Rocco Papaleo.
  • Qualcuno dovrebbe spiegare a Francesco Renga che il suo target ha già dovuto affrontare fin troppi aborti per apprezzare canzoni sull’amore.
  • Anche a voi quando parla Celentano viene quella mortificazione ansiogena di quando vostro nonno scorreggia a Natale?
  • Brava Emma Marrone. Così giovane e già così pronta a farsi inseminare artificialmente in Scozia.
  • La partecipazione di Belen è stata così scialba ed inadeguata che per un attimo ho pensato che fosse un suo porno.
  • Il duetto D’Alessio/Berté è una specie di serata Mucca Assassina finanziata dalla camorra.
  • Lucio Dalla ha il potere di regalare significati sempre nuovi alla mia omofobia.
  • La gente è rimasta ad ascoltare i Matia Bazar solo perché fuori dall’Ariston c’è la guardia di finanza.
  • Comunque, anche se i Marlene dovessero essere eliminati, a Cristiano Godano rimane la soddisfazione di aver vinto la causa contro l’Eternit.
  • Cristiano Godano è uscito dall’hotel col pigiama sotto ai pantaloni perché tanto lo sa già che di scopare non se ne parla.
  • Potessi scoparmi la Pellegrini credo la dividerei in settori come il Salone del Mobile. “Oggi sborro su 22-E”.
  • L’affetto di Gianni Morandi verso i gay non è certo di uno quelli che ti rimpiazza i linfociti T.
  • Fonte: FORUM SPINOZA
  • Anche Andrea Pirlo al festival di Sanremo. Ah no, era solo Patty Smith.
  • L’abito di Nina Zilli unisce la tradizione italiana all’eleganza francese. E’ un Ferrero Rocher
  • Il codice per Pierdavide Carone è lo 03. Ricordatevelo quando sarete nel reparto ortofrutta.
  • La Bertè si è commossa con un grande classico della Martini. L’Extra Dry.
  • Guardando la Bertè mi sorge un dubbio. Siamo sicuri che abbiano seppellito la sorella giusta?
  • Gli occhiali sono una scelta obbligata. Le servono per vedere Gigi D’Alessio in 3D
  • Bregovic a Sanremo. Le prime file stanno pensando: “Ma ti pare che ho speso tutti sti soldi per sentire sto punkabbestia!”.
  • Dopo la performance di Bregovic mi sono ricordato perchè bombardammo l’ex-Yugoslavia.
  • Al Festival non avevano abbastanza soldi per ospitare Stewie Wonder. Ma a giudicare dalle acconciature l’hanno preso come parrucchiere.
  • Patty Smith sceglie “Because the night” per Sanremo. Era inopportuno venirci a dire che la gente ha il potere.
  • Patty Smith grandiosa. Ma dallo spacco le si intravedeva un tafano.
  • Irene Fornaciari tra i big?Ma se l’unico momento in cui e’ stata famosa e’ stato quando era nelle palle di suo papà
  • La preparazione in inglese di Morandi e’ inversamente proporzionale alle dimensione delle sue mani.
  • Patti smith e’ stata fantastica e quel topo che aveva in testa e’ stato tranquillo per tutta l’esibizione.
  • Gigi D’Alessio ripescato con Loredana Bertè. Un semplice gommone sarebbe stato meno scenografico.
  • Sanremo è la solita merda di sempre. Ma non fatelo sapere a Morandi…
  • Dopo aver visto Brian May con Irene Fornaciari a Sanremo, Scilipoti ha chiesto a Cormac McCarthy di intervenire alla presentazione del suo ultimo libro.
  • Fonte: DAVIDE LA ROSA
  • E improvvisamente, canto gregoriano dal mio player. “Ma quando mai ho scaricato canti gregoriani?” E invece era solo Radiomaria, infiltratasi nella mia playlist dopo la fine di Sanremo.
  • Potrebbero far presentare il festival di Sanremo a Saviano così Gigi D’Alessio non ci va.
  • Ha vinto la De Filippi
  • Io non vivo senza questo festival. Congelatemi e risvegliatemi fra un anno… ma solo se lo presenta ancora Morandi. Se dovesse presentarlo Carlo Conti allora datemi fuoco… così muoio e il mio cadavere sarà più abbronzato dello stesso Carlo Conti.
  • Dolcenera fa gli auguri a De Andrè… è come sentire il Papa che fa gli auguri a Marilyn Manson
  • Macy Gray suda grappa.
  • “Per chi chiama da un SMS… no, cioè, per chi chiama da un fisso portatile” (Cit. Morandi)
  • Irene Fornaciari potrebbe cantare una bella canzone sulla meritocrazia.
  • Il qualunquismo del testo della canzone di Emma è secondo solo ai discorsi del pubblico di Forum.
  • Morandi: “Tu sei un gruppo?”
    Cantante: “No, noi preferiamo definirci gruppo”
    Morandi: “Ma sei tu che parli.
    Cantante: “Sì”
  • La cantante dei Matia Bazar aveva un anello che secondo me è il dispositivo per pilotare Andreotti.
  • L’arrivo di Gigi D’Alessio mi ha ricordato che devo andare a buttare l’umido.
  • La canzone di Renga sembra una di quelle canzoni che cantano gli anziani ubriachi nei bar che inventano il testo sui due piedi per farsi belli agli occhi della barista.
  • Morandi recita come uno di Centovetrine.
  • Sanremo è il Vaticano del trash.
P.S. se qualcuno ritenesse di aver scritto, o di aver letto in giro, commenti e sfottò migliori o altrettanto divertenti ci scriva, così possiamo arricchire questa piccola antologia.

1 commento a “ Haters gonna hate Sanremo ”

  1. Giovanni

    Giovanni

    Direi che fra i Commenti di Davide La Rosa, hai saltato uno dei più belli: “Dite quello che volete ma Gigi D’Alessio come ventriloquo non è male.” 😀

    Rispondi
Commenta l'articolo
La tua e-mail non sarà pubblicata
  • ( non sarà pubblicata )