Sabato 15 settembre c’era Pif, il celebre conduttore di Mtv ed ex Iena, al Vintage Festival. Ci ha intrattenuti per un’ora con battute divertenti, ma anche con interessanti racconti sul mondo della televisione e non solo. Premesso che Pif non è Gip, che per presenziare ad un incontro ti possono regalare un telefonino Samsung da settecento euro e che gli gnocchi al ragù sono buonissimi ma non ti abbandonano mai, nemmeno durante la conferenza, Pif ci ha raccontato il passaggio da Le Iene a Il testimone.

Si tratta in entrambi i casi di un’incursione nelle vite degli altri, senza scorta e con possibilità di prendere botte (a Pif è successo proprio a Padova, anni fa), ma allo stesso tempo sono due tipi di televisione molto diversi. Nelle Iene si trattava spesso di mettere in pratica scherzi che lo stesso Pif ideava e proponeva nella sala mensa di Mediaset durante il corso per autori televisivi. Per esempio fingersi un supervip ed entrare a scrocco nelle discoteche o nei gran galà o in negozi Ferrari atteggiandosi da riccone. Oppure “travestirsi” da padano ai raduni leghisti per vedere se gli stereotipi su “nordisti” e terroni sono veri. Vittime predilette a quel tempo erano i politici, che a quanto pare hanno emanato una legge ad Ienam per impedire le domande irriverenti degli inviati. Anche se, racconta Pif, c’erano dei politici che insistevano per farsi intervistare.

E a proposito di politici, Le Iene gli hanno consentito di avvicinarsi ad Andreotti per ricordargli i suoi trascorsi mafiosi, cosa che i giornalisti “ufficiali” (quelli che si portano appresso le piante ed annuiscono sempre) non fanno mai. In quei casi si trattava però di servizi organizzati e mediati dai fonici, dal cameraman, etc.

Pif ce l'ha detto: ha sempre voluto fare il registaPif a un certo punto ha avuto voglia di essere più povero, e quindi più libero. E così è nato Il testimone, in cui c’è solo lui e una telecamera nascosta. Le persone in questo modo si aprono, dicono cose che altrimenti non direbbero, e il tutto assume un carattere più realistico ed autentico. La scelta dei personaggi da seguire e intervistare dipende dalla curiosità dello stesso Pif di scoprire mondi nuovi (i nani, i raeliani, i vip, il porno) ed informarsi su situazioni ignote.
A volte basta semplicemente premere rec perché il personaggio parla praticamente da solo come un fiume in piena. In altri casi si tratta invece di interviste interessanti anche come documento giornalistico, come quella ad un imprenditore siciliano che da anni si rifiuta di pagare il pizzo.


Tra una battuta e l’altra abbiamo assistito ad una narrazione sul mondo della Tv e su un modo nuovo di scrivere e pensare i programmi televisivi, un modo che probabilmente cambierà il concetto stesso di reality, spostandolo dall’intrattenimento al sociale. Uno stile che  coinvolgerà anche il cinema, del resto Pif confessa di aver sempre desiderato fare il regista.

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