I love Indie

di Simone dei Mogami.

Siamo alle porte dell’estate e, come ogni anno, si apre la stagione dei festival indie nell’insolito nord.
Insolito perchè, nonostante la viva presenza di molti concerti di artisti nazionali ed internazionali di spicco, il movimento indie locale sta assumendo proporzioni sempre più inaspettate,tanto da togliere pubblico a Festival come l’Heinecken.
Eh sì, quest’anno il festival di Live Nation ha segnato un calo del 50% delle presenze, non solo, a mio parere, per la monotonia di riproporre sempre i medesimi artisti, ma anche perchè la cultura musicale (e personale) italiana purtroppo si allontana dalle caratteristiche di questi eventi, e perchè i comitati cittadini ancora vedono (rompendoci le palle) questi eventi come forieri di droga, alcool, delinquenza, diversità (da loro? per fortuna!), influenzando le amministrazioni locali. E’ un peccato, poichè i momenti sono fortemente aggregativi e permetterebbero, sulla scia del seguito dell’headliner, di far scoprire talenti minori (ma non nella qualità, anzi) e ampliare le visioni musicali di un pubblico assolutamento fighetto e conservatore. E la sorpresa sta proprio su questa argomentazione: i festival di grandi, enormi dimensioni funzionano solo con headliner di spicco: un artista singolo con i seguaci storici è una sicurezza per l’organizzazione, anche se i costi lievitano per il fatto che queste super star sono profumatamante pagate; i festival di medie dimensioni latitano, proprio perchè la frattura tra popolo indie e popolo della borghesia musicale si è fatta più marcata.
L’Heinecken soffre la mancanza del pubblico più nobile, mal disposto a beccarsi la pioggia, a campeggiare con le zanzare del San Giuliano (che atterrano al Marco polo da quanto son grandi), ad aspettare tante ore il suo idolo. Mentre dall’altra parte, i veri cultori della musica indie godrebbero di questo. Godrebbero di passare ore a parlare di musica con perfetti sconosciuti, godrebbero a bere e delirare in discorsi da campeggio con i loro amici.
Passerebbero una vera giornata “indie”, indipendente. Non sarebbero schiavi dell’istante “concerto”, ma solo avidi di puro divertimento.

Per questo i piccoli festival delle nostre zone vincono. E pullulano di anime vive e attive. E’ un movimento che segue la nuova ondata di richiesta libertà che sentiamo a livello sociale e che ovviamente si riflette nella nostra cultura. Proprio dentro!
Perciò sarà un estate fervida e soddisfacente, anche se qualche nome storico ha dovuto lasciare il passo ai rompipalle di cui sopra. Mancheranno il Rototom Sunsplash, che a mio parere era grandioso, trasferitosi a Benicassim (Spagna), il Gigapaluusa (che è un pò minore ma fatto benissimo). Un peccato. Ma, accanto a storici festival come Italia Wave, Rock’n’doc (Noventa di Piave), Marghera Village, Sherwood Festival  si è aggiunto a luglio POP Circus, festival totalmente e soltanto indie all’idroscalo di Milano, e i minori Curtarock (già attivo da qualche anno), Arca festival a Castelfranco Veneto (svoltosi già il 3 e 4 giugno), nonchè Rockelo (29 maggio) a Montebello Vicentino.
Un crescendo che dimostra come la cultura e la musica nella nostra Italia sono in pieno fervore, soprattutto per la presenza di tante interessanti nuove band nel circuito rock, band che presenteremo e vi faremo conoscere dal prossimo appuntamento su questo blog.
Nel frattempo: rock’n’roll.

P.S ConAltriMezzi  inoltre segnala il Radar Festival, dal 22 giugno al 26 agosto, Bastione Alicorno, Piazzale Santa Croce, PADOVA. Questa sera, mercoledì 15 giugno, c’è la presentazione ufficiale del programma, con dj set, visual e gadget al Berlin Bar, Via N. Sauro (vicino Ai Due Archi e la Posada) dalle 20.30 fino alla chiusura. Accorrete numerosi!

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