È uscito CAM#05: Trash Macht Frei. Leggi e scarica gratis.

leggi CAM #5
Si fa presto a chiamarla spazzatura, ma se è vero che passeremo alla storia per aver prodotto in un solo secolo più immondizia di quanta l’umanità non ne abbia prodotta dall’origine dell’uomo, allora occorrerebbe elevarla a simbolo di un presente libertino e sprecone che ha assunto il trash alla stregua di un valore, di un imperativo o, quantomeno, di un facile compromesso. Ma se siamo quello che mangiamo, lo stesso principio potrebbe valere per ciò che espelliamo. Rimestando tra la spazzatura, nell’epoca del consumo, dello scarto e del riciclo, si potrebbe desumere non solo la flora intestinale della nostra cultura, ma anche il dna di questa società finalmente, o purtroppo, di assa. Ecco perché ConAltriMezzi, dopo un numero dedicato agli intellettuali (CAM#04), ha deciso di immergersi in quest’entità polimorfica, sfuggente ma arrogante, confusa ma onnipresente, soverchiante e forse egemonica, di questa ultima fase del postmoderno. Conaltrimezzi cercherà di perlustrare ogni piega del presente, ma anche del passato, alla ricerca delle radici, delle sembianze e delle conseguenze di questo fenomeno. Abbiamo chiesto anche il vostro parere, tramite un sondaggio su Facebook: che cosa vi suscita la facile ed abusata etichetta di Trash? Il 36% l’ha ritenuta “una categoria estetica”. A seguire, con il 17% dei voti, avete optato per “qualcosa di cattivo gusto”, mentre il 10% ritiene si tratti di “una questione di linguaggio”; “qualcosa di cui discutere” ha ottenuto poco più del 7% dei voti. Prevalgono quindi posizioni generalizzate e ambigue mentre poco meno della metà degli tervistati si è sbizzarrita con riferimenti ironici ad un pulviscolo di singole realtà (dai Metallica ad Antonio Zechila, passando per l’Inter F.C., i concorrenti dei realities e Giuliano Ferrara). Un caos che, malgrado l’inesauribilità del tema, ha sicuramente ispirato la nostra ricerca: abbiamo esplorato le cloache linguistiche della politica e i meccanismi di un format televisivo quale la “tv del dolore”. Abbiamo conosciuto uno dei fenomeni virali più controversi del web oltre ad essere entrati in contatto con l’universo distorto di Chuck Palahniuk, la poesia di Antonio Maria Pinto e la letteratura pulp dei nostrani Cannibali. Esaminando, infine, le incresciose bizzarrie dell’arte contemporanea, l’istrionica fotografia di LaChapelle, la creatività bulimica di Tarantino, la pruriginosità della commedia erotica e le liriche bislacche del rock demenziale italiano. Spunti ed approfondimenti che come sempre troveranno spazio, oltre che in questa rivista, sul blog conaltrimezzi.com. Come al solito proponiamo una piccola selezione di materiale inedito, tra poesia e narrativa, in attesa di dare maggiore spazio a questa produzione con il prossimo numero, interamente dedicato alle nostre ed alle vostre fatiche. Nel frattempo godetevi CAM#05: TRASH! dove cultura fa rima con spazzatura.

Contenuto:

Trash e società:
Trash, qualche ipotesi – Il trash: cos’è, cosa non è, come e perché (Tommaso De Beni); Il linguaggio della politica – Tra sdoganamento del brutto e sdoganamento (Tommaso De Beni, Alberto Bullado); L’eredità del qualunquismo – Alle origini dell’antipolitica (Emanuele Caon); Teledolore S.p.a va ora in onda la tragedia – Trash catodico e spettacolarizzazione del dolore (Alberto Bullado); Lo scherzo del quadrifoglio – 4chan: dove il trash è eversivo (Antonio Lauriola); A patto che se ne parli – Perché il trash è una questione di linguaggio (Antonio Lauriola); Un leviatano postmoderno – Il trash come spirito del tempo, da formati di genere a cifra unificante di un’epoca (Alberto Bullado). Cronaca Letteraria: Dai libertini ai cannibali – Il postmoderno letterario italiano sospeso tra kitsch e trash (Tommaso De Beni); La maschera del poeta – Il turpiloquio come arma e scudo nella poesia di Antonio Maria Pinto (Tommaso De Beni); Apo-Cannibali e integrati – Nascita e declino del pulp letterario made in Italy (Giulia Cupani); “La vita non funziona se non con il senno di poi” – Il mondo rivisto da Chuck Palahniuk: siamo tutti nel trash (Antonio Lauriola). Altre arti: Art is trash, trash is art – Spazzatura, paradossi, bizzarrie. Come l’arte contemporanea dialoga con il trash (Alberto Bullado); “Se dovessi fare una foto al papa lo ritrarrei mentre si lava i denti” – David LaChapelle: da Courtney Love al Diluvio Universale (Sara Apostoli); Il riso abbonda nella bocca degli stolti – L’epopea ’70-’80: il mondo distorto, sguaiato, burino della commedia trash all’italiana (Alberto Bullado); “I’m the foot fuckin’ master” – La rivalutazione del trash come elemento di qualità nel cinema di Quentin Tarantino (Antonio Lauriola); Dal cabaret al rock demenziale – Forme di comicità per musica (Tommaso De Beni); Trash, kitsch, cult, pop: onomatopee del postmoderno – Raccolta differenziata di nomenclature abusate ma alle volte poco chiare (Alberto Bullado). Poesie e racconti: So essere così soffocante e fitta (Laura Peron); Fango (Sabrina Mantini); Desiderio – Crepe sui Muri (Tommaso De Beni); Conseguenze impreviste di una bomba esplosa una domenica mattina (Chiara Pasin).
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