Libri sotto l'albero

Domani è Natale, e noi parliamo di libri: se, affascinati dalla profezia Maya, avevate deciso di non comprare nessun regalo e ora dovete salvarvi in corner dando l’assalto alle ultime librerie ancora aperte, se cercate il tascabile ideale da nascondervi in tasca per risollevare il morale dopo il pranzo con i parenti, se semplicemente volete sapere cosa vi consiglia la redazione di CAM per passare indenni attraverso queste feste, non avete che da leggere i nostri consigli natalizi, edizione 2012 (oppure, perché no, rispolverare quelli dello scorso anno, che restano sempre validi)!
Speriamo che vi piacciano e possano darvi qualche spunto per affrontare con lo spirito giusto spumanti, gingilli e pacchi ricoperti di carta a stelle e fiocchi di neve!  A tutti voi, buon Natale!

 

Tommaso De Beni consiglia:
Paolo Crepet, Elogio dell’amicizia, Einaudi, 2012, 144 pgg.

Scordatevi di ricevere un capolavoro della letteratura. Io i libri belli li tengo per me. Ecco perché vi consiglio l’ultima fatica di Crepet. Sperando ovviamente che vi piaccia, perché le intenzioni sono buone. Forse il libro non raggiunge una profondità maggiore di quella vecchia canzone di Baldan Bembo, ma l’amicizia è un tema importante, soprattutto al giorno d’oggi, in cui la vera amicizia non si sa più cosa sia. Ed è per questo che Crepet ha voluto tesserne gli elogi, perché siamo pieni di falsi amici e magari pensiamo che basti Facebook o una chiacchierata nella sala d’attesa del dottore per dire di avere degli amici. A Natale (e poi basta) siamo tutti più buoni e quindi non c’è periodo migliore per aprire il proprio cuore e riflettere su quali sono le persone che veramente contano (o anche che potrebbero diventare inaspettatamente importanti e gradite) nella nostra vita. Alcune ce le abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, senza però arrivare mai alla verità. Altre sono lontane, perché diverse da noi o perché si sono allontanate (o magari siamo noi a tenerle lontane). Amico è una parola sicuramente abusata, ma che allo stesso tempo viene svalutata, soprattutto quando si tratta di amicizie “eterodirette” e si sente dire: «È solo un amico/a.» Solo? Non è mica una cosa da poco, se diamo un senso alle cose e ai sentimenti. Proprio in nome dell’atavico tabù sull’amicizia tra uomo e donna consiglio ai maschi di regalare questo libro a un’amica e viceversa.

Nicolas Alejandro Cunial consiglia:
Raymond Queneau, I fiori blu, Einaudi, 2005, 278 pgg.

Oggi, 24 Dicembre 2012, non posso non parlarvi di quello che è diventato il mio libro preferito. E mica da molto! L’ho scoperto appena due settimane fa, e me ne sono innamorato: I fiori blu di Raymond Queneau.
Tutto ciò che si può desiderare da un libro, lo si trova in questo capolavoro: trama, personaggi, narrazione, comicità. Dovrebbe bastarvi questo per spingervi a regalar(ve)lo per questo natale, ad impacchettarlo accuratamente e poi, il 25 Dicembre, a strappare con le stesse mani la carta natalizia e immergervi nella lettura di questa storia straordinaria che fu tradotta in italiano da un incredibile Italo Calvino, che si trovò ad affrontare un lavoro non certo semplice: riuscì infatti a riproporre giochi di parole e francesismi in un Italiano sregolato, talvolta comico, talvolta geniale, definito “inventivo” dal traduttore stesso. Un libro, I fiori blu, che vi rapirà fin dalle prime righe grazie al suo essere una narrazione esasperante, superba, un vero delirio-ironico-culturale.
Un ultimo dettaglio, infine, fa sì che questo libro sia particolarmente adatto a questo Natale: se è vero che siamo attraversati da agenda-setting che ci parlano di guerre, stragi insensate e di una situazione economica-sociale-politica italiana da far paura, questo racconto ha la capacità di dare alle risate il giusto spazio, perché diventino il sottofondo di questo Natale. Tanti auguri e buona lettura.

Giulia Cupani consiglia:
Valeria Parrella, Mosca più balena, Minimum Fax, 2003, 103 pgg.

Ci sono molti motivi per cui, oggi che è quasi Natale, consiglio di aprire questo libro.
Perché è pieno di luce, di calore, di cose che turbinano e scorrono, in primo luogo.
Perché dentro ci sono sei racconti brevi che potranno facilmente consolarvi tra un pranzo multi-portata e l’altro – se appartenete alla gloriosa falange degli allergici alle feste – con la loro grazia che non si prende troppo sul serio, che si muove precisa e sa dipingere un intero mondo in poche parole e con allegra, colorata, spietata leggerezza.
Questi sei racconti napoletani di Valeria Parrella scivolano via uno dopo l’altro senza pause, senza cali di ritmo, e a leggerli si cade felicemente nella rete del loro mondo affascinante, tragico e insieme drammaticamente normale, un mondo apparentemente “qualunque” dentro cui però vivono le storie incredibili di ragazzine che credono alla magia, un mondo in cui la camorra è l’ascensore sociale per arrivare – un giorno, se si avrà fortuna – a guadagnarsi l’ambito appellativo di ‘signora’, un mondo in cui ci si innamora e si ospitano sconosciuti nel salotto di casa e insomma si vive, in qualche modo, inventandosi in ogni momento una strada che diventa, per incanto e miracolo, l’unica strada possibile.
Sono storie brevi e forti, quelle che troverete in queste pagine. Fuocherelli semplici, ma capaci di illuminare un po’ di sana, robusta, evidente e dolorosa verità. E, per questo Natale, mi sembra già moltissimo. Auguri a tutti, e buona lettura.

Emanuele Caon consiglia:
Elio Vittorini, Il garofano rosso, Mondadori, 2001, 210 pgg.

Se per Natale dovete regalare un libro ad un adolescente, Il garofano rosso di Elio Vittorini è quello che cercate.
Nella prefazione dell’autore potrete leggere che il principale valore documentario del libro è: «nel contributo che può dare a una storia dell’Italia sotto il fascismo e ad una caratterizzazione dell’attrattiva che un movimento fascista in generale, attraverso malintesi spontanei o procurati, può esercitare sui giovani». Sono passati molti anni dalla prima pubblicazione del romanzo, ma io l’ho letto solo qualche mese fa e quindi lo voglio consigliare non perché oggi ci si debba difendere dal fascismo – ormai è ora di parlare d’altro – ma perché questo è un libro che può essere utile a chi si trova nel pieno dell’inquietudine adolescenziale. La storia inizia nel 1924 e il protagonista, Alessio Mainardi, è nella fase in cui l’adolescenza sta finendo e arriva l’età adulta. Il passaggio sarà segnato da alcune esperienze formative: la fine di un amicizia; un amore idealizzato che – eccetto un bacio – è alimentato solamente dai suoi pensieri; la forza dell’eros scoperto con l’affascinante Zobeida; ma, soprattutto, la presa di coscienza che tra il modello di vita e i valori del padre e i suoi esiste uno scarto. Ed è percorrere questo scarto che porta l’adolescente nel mondo adulto.
Nel finale la violenza fascista perde il potere di seduzione che aveva su Alessio e nasce in lui un diversa sensibilità, non politica ma etica, che proviene dalla scoperta del «mondo offeso». Dopotutto la letteratura può avere anche una sua utilità formativa e nella stagione incerta che stiamo vivendo credo che questo possa essere un libro utile ad un adolescente costretto, che lo voglia o meno, a diventare una persona matura.

Valentina Mele consiglia:
Martìn Kohan, Fuori i secondi, Einaudi, 2008, 233 pgg.

Nel 1973, in una città argentina, ricorre il cinquantesimo anniversario della fondazione del giornale locale. Per celebrare l’evento il caporedattore decide di editare un supplemento speciale che raccolga alcuni eccezionali fatti di cronaca avvenuti nel settembre del 1923, anno di nascita del quotidiano in questione.
Tre sono gli avvenimenti che Martìn Kohan rivisita, – tramite le penne di due giornalisti, Verani e Ledesma – nel corso del suo romanzo: il combattimento tra George Dempsey e Louis Angel Firpo, i concerti di Richard Strauss e la misteriosa morte di un giovane orchestrale.
Diciassette sono i capitoli di Fuori i secondi, e diciassette sono i secondi che impiega Dempsey ad essere scalzato fuori dal ring nel primo round del combattimento contro Firpo.
Questa è l’istantanea che fa da struttura portante all’intero romanzo, concepito come una composizione musicale che, con stranianti andirivieni attorno alla dinamicità e alla fugacità di questa azione, riuscirà a portare a galla il filo conduttore che lega queste tre vicende apparentemente slegate tra loro.
Dunque, niente pistole e pallottole, ma un pizzico di ingegno e di suspence che non fanno mai male per combattere la dispepsia post-natalizia e la fame compulsiva da panettone. Enjoy!

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