Libri sotto l'albero

Natale, periodo di regali, periodo di libri. Ne regalerete, ne riceverete, magari ne riciclerete. Girare per le librerie in questi giorni, soprattutto se nelle grandi distribuzioni, significa far visita ad un McDonald’s in orario di pranzo. Probabilmente anche voi siete presi dall’ansia dell’ultimo minuto e disgraziatamente il libro rimane un’idea regalo frequente, intelligente, piacevole, oppure orrendamente banale. Senza contare che le vacanze di Natale sono anche l’occasione per prendersi del tempo, nel quale rilassarsi e dedicarsi alla lettura, contrariamente ad altri periodi dell’anno. Ad ogni modo, sia se avete intenzioni di gettarvi nel tritacarne natalizio dell’acquisto di doni, sia se volete fare un regalo a voi stessi, ConAltriMezzi è disposto a tendervi una mano consigliando un titolo che ogni membro della redazione, per un motivo o per l’altro, in questo momento si sente di segnalare. Consigli ne avete ricevuti a bizzeffe: amici, tv, giornali, web. Noi saremo contenti di confondervi ancor di più le idee. Buon Natale.

 

Andrew Masterson - Gli ultimi giorniAlberto Bullado consiglia:
Andrew Masterson, Gli ultimi giorni, l’apocrifo di Joe Panther, Marsilio Editore, 2002, 406 pgg

Perché è Natale e si festeggia il compleanno di Gesù che, essendo risorto, al giorno d’oggi fa lo spacciatore nei sobborghi di Melbourne, Australia. Si fa chiamare Joe Panther ed è un tipo che non presentereste volentieri a mamma e papà. Un cinico, uno spietato, un tizio che in duemila e passa anni ha perso la voglia di essere il Buon Samaritano. Parla citando la Bibbia, i vangeli apocrifi e i testi eretici. Fa colazione con le anfetamine, indossa t-shirt degli Smashing Pumpkins ed è in sostanza uno stronzo abile nel finire nei guai. Ma è soprattutto il protagonista insolito e perfetto di un romanzo hard-boiled un filino borderline. Decapitano una tossicodipendente e la inchiodano ad una croce all’interno di una chiesa sotto la giurisdizione di un parroco alcolizzato e che per questa ragione diviene il principale indiziato. Entrambi le vittime, tossicodipendente e prete, sono amici del nostro povero Cristo, che si ritroverà ad indagare senza rispettare le leggi, naturalmente, finendo a sua volta vittima di uno snuff movie pronto ad inscenare un nuovo Golgota. Il libro ha qualche annetto, in Italia è uscito nel 2002. Poco fa l’ho riletto praticamente in due pomeriggi. Ve lo consiglio perché è sporco, spassoso, originale e iconoclasta. L’ideale per annientare un cremoso spirito natalizio che puzza di cannella. Dovesse piacervi sappiate che esiste anche una seconda avventura di Joe Panther: Il secondo avvento. La passione di Joe Panther. Poi però Andrew Masterson, giovane promessa della letteratura di genere, decide di sparire. Che io sappia non ha scritto più niente (tranne questa cosa strana). Peccato.

Arto Paasilinna - L'allegra apocalisseEmanuele Caon consiglia:
Arto Paasilinna, L’allegra apocalisse, Iperborea, 2010, 320 pgg

Per queste vacanze natalizie consiglierei di leggere L’allegra apocalisse  di Arto Paasilinna. Un libro che inizia con la figura del «grande bruciachiese» Asser Toropainen non può che essere adatto a questo periodo di intense frequentazioni di luoghi dedicati al culto cristiano. Scherzi a parte, si tratta di un romanzo tagliente ed ironico che ha come sfondo il progressivo avanzare di una crisi economica globale, l’esplosione della catastrofe ecologica e già che ci siamo anche la terza guerra mondiale. Insomma l’uomo dovrà fare i conti con la mancanza di elettricità, di riscaldamento, di cibo e di tutte le comodità a cui è abituato. In poche parole povertà assoluta. Ma in mezzo a tutto questo qualcuno riesce a sopravvivere, si tratta di una comunità, non proprio ordinaria, nata grazie a Eemeli Toropainen che costruisce un tempio per rispettare le ultime volontà di nonno Asser, che sarà stato anche un comunista ma che di fronte alla morte decide di espiare i propri peccati finanziando la costruzione di una chiesa provando così a porre rimedio per tutte quelle che ha bruciato. Quindi quale momento migliore per leggere questo libro? Diciamolo, siamo sotto le feste, l’anno nuovo è alle porte e con esso la riforma Monti, la crisi fa paura e tanto vale leggersi un libro che diverte e nello stesso tempo ci fa capire che non c’è poi molto da ridere.

Mark Haddon - Una cosa da nullaGiulia Cupani consiglia:
Mark Haddon, Una cosa da nulla, Einaudi, 2006, 358 pgg

Un ritratto di famiglia ironico, cattivo, esasperante, perfetto per un post-Natale di digestione lenta e di leggerezza al curaro. George e Jean sono una coppia di mezza età, assestata in una serena vita che tracima di errori, di scarti del destino e soprattutto di rassicurante normalità. Vivono comodamente nella loro vita media di media famiglia inglese, con due figli cresciuti e diretti a passo trionfale verso vite che loro faticano a comprendere, in una casa che gli assomiglia e in cui immaginano di trascorrere il resto della loro rassicurante, prevedibile, medio-borghese vecchiaia. Ma le loro vite perfettamente allineate, per una serie di imprevedibili coincidenze, un passo dopo l’altro si spostano in una dimensione totalmente nuova, imprevedibile, in cui è possibile ricostruire una sgangherata e asimmetrica forma di felicità. Mark Haddon dipinge con grazia e cattiveria i suoi attori, si diverte a guardarli mentre si nascondono nei fossati, annullano matrimoni ma poi ci ripensano, mangiano cibo di Tesco prima di litigare furiosamente. Poi complica le storie delle loro vite, quasi fino al punto di rottura, ma alla fine in qualche modo tenta di salvarli. E ci riesce: leggero e caustico, ironico, cinico, affettuoso.

Paolo Volponi - Le mosche del capitaleTommaso De Beni consiglia:
L’intera bibliografia di Paolo Volponi

Il mio consiglio natalizio in realtà è un’intera bibliografia: leggetevi Volponi. Leggetelo perché merita. Leggetelo se siete giovani sinistrelli, leggetelo se siete vecchi compagni, leggetelo se, indipendentemente dalle ideologie, amate la bella scrittura e volete saperne di più sul paesaggio e sulla storia dell’Italia. Agli studenti consiglio tutti i romanzi, le poesie, i saggi, gli articoli, perché so che in biblioteca ci sono. A tutti gli altri direi di leggersi almeno Memoriale, il primo, e Le mosche del capitale, l’ultimo. Anche perché questi due l’Einaudi li stampa ancora e dovreste trovarli senza difficoltà. Gli amanti della fantascienza potrebbero stupirsi leggendo Il pianeta irritabile, chi invece preferisce una scrittura sperimentale può scervellarsi con Corporale. Se siete di quelli che comprano i libri in base ai premi letterari, o al catalogo Mondolibri, sappiate che Volponi è l’unico ad aver vinto due volte il premio Strega, con La macchina mondiale e La strada per Roma. Il sipario ducale ricorda un po’ La cognizione del dolore di Gadda ed offre riflessioni importanti sull’Unità d’Italia e sul terrorismo. Il lanciatore di giavellotto ci riporta in epoca fascista mentre l’incompiuto (e introvabile) La zattera di sale è qualcosa di unico e forse mai visto in Italia. Tornando ai due che trovate più facilmente in libreria, Memoriale lo consiglierei a mio padre, perché mostra da vicino la fabbrica, mentre Le mosche del capitale può interessare a chi volesse cogliere dei momenti di grande trasformazione dell’Italia e confrontarli con il presente, per esempio leggere cosa si dice degli Agnelli e pensare ai (in)degni eredi.

Haruki Murakami - Kafka sulla spiaggiaAntonio Lauriola consiglia:
Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia
, Einaudi, 2008, 522 pgg

Oltrepassare l’inconsistente piano che divide l’illusione della realtà dalla certezza del sogno: ecco la sensazione che si impadronisce del lettore di questo romanzo. Attraverso le esperienze, gli incontri, le paure e i trip dei suoi personaggi, Murakami insegna a impossessarsi della dimensione onirica e ad abbandonarsi a essa, alle sue apparenti incongruenze e ai suoi vortici improvvisi. È precipitare nella tana del Bianconiglio senza staccare mai i piedi da terra né, al tempo stesso, raggiungere mai un suolo, muovendosi tra esperienze nuove e ricordi annebbiati. Foreste magiche, antichi palazzi, spazi urbani degradati. Qui, come in un film di Miyazaki, paesaggi d’inarrivabile bellezza si animano misteriosamente per ospitare gli ambigui protagonisti: il giovane Kafka, che tenta la fuga dal destino profetizzato, e il vecchio Nakata, che conosce la lingua dei gatti ma deve fare i conti con un terribile delitto. Kafka sulla spiaggia è un incontro intimo con il linguaggio e con i suoi scherzi: è compito di chi legge (in Italia, nella splendida traduzione di Giorgio Amitrano) fingere una sequenza di suoni e provare ad afferrarne il senso. Senza – e ne siamo grati – riuscire mai a coglierlo interamente.

Eric-Emmanuel Schmitt - Oscar e la dama in rosaIsacco Tognon cosiglia:
Eric-Emmanuel Schmitt, Oscar e la dama in rosa, Bur, 2005, 90 pgg

Se i volumi alti mezza spanna vi incutono una certa angoscia, lasciateli perdere. È Natale e le vacanze sono sempre troppo brevi: non mettetevi in testa di affrontare mattoni che non riuscirete mai a finire (ammesso che riusciate ad iniziarli), in quel corteo festoso di amici parenti capodanni vari e tanti auguri a tutti di cui le vostre giornate, con sacrosanta ragione, si infarciranno. Prendete qualcosa di più agile, più leggero, più a misura d’uomo, ecco. Io, se fossi in voi, prenderei in mano Oscar e la dama in rosa. Libro di qualche anno fa, scritto da un bravissimo romanziere e drammaturgo – un consiglio per gli appassionati di teatro è Variazioni enigmatiche, datato 1996 – racconta la storia di Oscar, malato di leucemia e ormai prossimo alla morte, e del suo incontro in sanatorio con la dama in rosa, un’infermiera che trasforma gli ultimi giorni di un bambino di undici anni in un’avventura da inventare ora dopo ora, incrociando i passi di chi si avvicina ad una fine prematura con quelli del grande capo che sta lassù. Oscar scrive a Dio, senza pretese, poco convinto all’inizio, ma il gioco vale la candela. E allora è meglio non perdere tempo, vivere pochi giorni come se fossero il perfetto compimento – non solo una ricapitolazione in extremis – della vita. Non manca nulla: amore, dolore, amicizia, morte, ma senza esagerazioni o struggimenti sprecati. Il terzo e ultimo libro del “Ciclo dell’Invisibile”, dopo Milarepa e Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, chiede di essere letto. Per sorridere e piangere, per regalarsi una carezza.

Write not dieLa redazione consiglia:
AA.VV, Write not die, raccolta di narrativa esordiente, a cura di ConAltriMezzi, Cleup, 2011, 146 pgg

E poi ci sarebbe anche il nostro Write not die: perché è un’antologia che raccoglie 12 racconti inediti di 12 autori under 30. Narrativa esordiente e indipendente: una raccolta curata da noi di ConAltriMezzi che faremo di tutto affinché possa aver un seguito. Scrittura come antidoto alla morte per affrontare la morte della scrittura. Ovvero il tentativo di far emergere nella nostra sfumata realtà, Università di Padova e non, uno spirito letterario sommerso che per diversi motivi non si mostra o non ci riesce. Questa raccolta costruita volutamente su una molteplicità di autori e di conseguenza di forme narrative, rappresenta una strada e una riflessione che porta alla pubblicazione di testi inediti oltre che il tentativo di non lasciare che sia il tempo o qualcos’altro a portarsi dietro le fatiche, le fantasie e le ambizioni di chi scrive. Se anche a voi piacerebbe sostenere l’iniziativa, se volete in qualche modo supportare la narrativa emergente, Write not die fa al caso vostro.
E poi è bello.
Altre informazioni sul libro, come e dove trovarlo eccetera, le trovate qui e qui.
Merry fucking Christmas

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