Se tu fossi qui

di Emanuele Caon.

«Se tu fossi qui»  di Maria Pia Ammirati è un libro di 158 pagine dalla lettura veloce e scorrevole. Il romanzo entra fin da subito in quello che sarà il centro della storia: la morte di Luisa, una giovane madre di due bambine e moglie di Matteo. La scoperta viene fatta da Alice, la maggiore della due figlie, che al mattino mentre stava dormendo con la madre la trova morta e subito disperata va ad avvisare il padre. Sarà proprio quest’ultimo il protagonista della vicenda.

Dopo la tragica notizia Matteo va incredulo a controllare la salute della moglie, constatando tristemente che  è realmente morta. Inizia quindi la sua reazione all’accaduto, per prima cosa nasconde il corpo di Luisa nello studio di casa, così da proteggere le bambine dal dramma della morte, telefona ai genitori della defunta per avvisarli dell’accaduto e perché portino fuori casa la figlie in modo da poter organizzare tutto il necessario per il funerale evitando, però, la crudeltà dei fatti alle due bambine. Le descrizioni dell’ambiente in cui si svolge la storia sono quasi del tutto assenti e quindi l’evoluzione del romanzo procede velocemente interrotta soltanto dalle riflessioni del protagonista, inoltre il tempo in cui si svolge la vicenda è realmente breve: quello del funerale e di pochi giorni successivi. Tornando alla trama, dopo aver fatto portare via di casa le due bambine Matteo telefona ad Anna, la propria sorella, al dottore che gli rivelerà che molto probabilmente la causa del decesso è stato un cancro, notizia che inizia a muovere i primi dubbi sul rapporto della coppia, perché Luisa di questa malattia non aveva mai detto nulla. Il romanzo continua con l’arrivo dell’agenzia di pompe funebri, il cui titolare sarà una figura in cui Matteo cercherà delle risposte sul proprio stato emotivo, con il disagio di dover ricevere in casa amici e parenti per le condoglianze e poi con il funerale. I giorni successivi descrivono i preparativi per l’inizio di una nuova vita, mandare le figlie in vacanza con la migliore amica dell’ormai defunta moglie, cercare una nuova casa per lascarsi alle spalle quella attuale, dove vivere è ormai insopportabile, e svolgere le faccende burocratiche che conseguono alla morte della propria consorte. A fare da contorno alla vicenda sarà il rapporto che Matteo ha con la propria madre, anche se è ormai vecchia e affidata alle cure  di una casa di riposo gli offrirà un importante punto di vista. Inoltre attraverso la rievocazione del ricordo della madre si potrà così scoprire parte della dura  infanzia di Matteo,  fatta da un padre che definire poco presente sarebbe estremamente riduttivo e una figura materna chiusa in se stessa e nel suo dolore che deciderà di aprirsi proprio con Luisa.

A rendere emozionante il romanzo però sono tutt’altri fatti, ovvero le scoperte sui segreti della moglie. Partendo da quella malattia celata, al ritrovamento di vecchie lettere adolescenziali che parlano di un amore antico e innocente però misteriosamente tenuto segreto. Infine sarà il ritrovamento del cellulare della defunta a lanciare Matteo nel caos più assoluto, che viene così a sapere di una strana presenza nella vita di Luisa. Forse un vecchio amico, un dottore diventato confidente o forse, più dolorosa fra le opzioni, un’amante. Naturalmente il mistero verrà svelato solo alla fine, ma questi segreti spingeranno il protagonista nel dolore più grande, quello dei dubbi, e daranno così il via alle riflessioni sul rapporto con Luisa. Matteo scoprirà di sapere ben poco di quella persona che aveva deciso di amare per tutta l’esistenza, si accorgerà di non aver vissuto appieno la sua vita e la relazione con la moglie, avrà solamente un gran desiderio di poter tornare indietro, di ricominciare tutto dall’inizio, ma questo naturalmente non gli è possibile. Prima di riuscire a riconciliarsi con se stesso e con Luisa si ritroverà colto in pieno dal dolore, dalla tristezza e dalla rabbia, anche verso la defunta, e si interrogherà a lungo sulla vera natura e destinazione delle proprie emozioni.

Volendo dare un giudizio sul libro, la cosa più ovvia da dire è che si tratta di un libro da sconsigliare ai lettori che amano leggere libri anche per godersi grandi descrizioni capaci di creare un altro mondo attraverso la parola che si fa immagine. «Se tu fossi qui» è un romanzo che punta sul coinvolgimento sentimentale del lettore, non riuscendo però appieno in questa impresa. Non sempre la scrittrice riesce a farci identificare con il protagonista e con i suoi dolori, forse a causa di alcune riflessioni di Matteo che non riescono a trasportare completamente il lettore nel suo universo di sentimenti. Non che il libro non riesca ad avere presa, anzi, stimola la voglia di leggere e di scoprire la conclusione della storia, riesce a creare interessanti momenti di coinvolgimento ma contiene anche periodi di distacco in cui le vicende del protagonista sembrano lontane, quasi non riguardassero chi legge. E un libro così corto, in cui le parti descrittive dell’ambiente sono ridotte all’osso, cosa che dovrebbe essere il punto di forza del romanzo, proprio per riuscire ad ottenere una narrazione che corre veloce e ansiosa verso la fine non può permettersi momenti in cui il lettore non si senta un tutt’uno con le emozioni del protagonista.

 

Conaltrimezzi ha deciso di recensire i 5 finalisti del premio Campiello 2011:

Ernesto Ferrero, Disegnare il vento (Einaudi), 9 voti
Giuseppe Lupo, L’ultima sposa di Palmira (Marsilio), 8 voti
Maria Pia Ammirati, Se tu fossi qui (Cairo Editore), 7 voti
Federica Manzon, Di fama e di sventura (Mondadori), 6 voti
Andrea Molesini, Non tutti i bastardi sono di Vienna (Sellerio), 6 voti

Commenta l'articolo
La tua e-mail non sarà pubblicata
  • ( non sarà pubblicata )