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MASTERPIECE, il nuovo talent per scrittori esordienti: retroscena, sfottò e qualche info in più

Nuove info aggiornate su Masterpiece qui

 

ATTENZIONE. Cerchiamo talenti inespressi, scrittori esordienti che desidererebbero essere pubblicati e avere successo misurando le proprie abilità in tv. Si tratta di un Talent Show con grandi ospiti e giudici di eccellenza, una vetrina promozionale senza precedenti che abbinerà in una forma totalmente inedita letteratura e spettacolo.

Fatevi avanti per la prossima edizione de La Pupa e il Secchione.

(contattateci in posta privata) 

Ironia a parte, sì, un po’ di giorni fa siamo stati contattati dalla produzione di Masterpiece, uno dei talent show più chiacchierati del momento. La richiesta d’aiuto era molto precisa: dateci una mano con le selezioni per il casting. Una sorta di lavoro da talent scout per garantire un filtro qualità in grado di segnalare dei possibili scrittori/concorrenti. Una mail inaspettata e poi una telefonata. In questo modo ho potuto fare una chiacchierata con un membro della produzione.

In sintesi: FremantleMedia e Rai Tre produrranno un Talent Show per scrittori esordienti che andrà in onda, appunto, su Rai tre a partire da novembre.

La cosa ha scatenato in me 3 grossi interrogativi:

  1. Perché?
  2. Perché in Italia? Si tratta di un format inedito, non importato da nessun paese (FremantleMedia è una società di produzioni internazionali) e questa è una cosa piuttosto rara nel nostro paese.
  3. In che modo cercheranno di spettacolarizzare la letteratura in uno show che, stando alle premesse, intende preservare una certa credibilità del prodotto e garantire la qualità dei concorrenti con le esigenze televisive proprie di un talent show?

(che poi già l’assonanza tra Masterpiece e MasterChef, assolutamente non casuale – sti furbacchioni del marketing – di per sé fa un po’ sorridere)

Probabilmente se state leggendo questo articolo, e se bazzicate in ambienti letterario-editoriali o se leggete i blog, la notizia vi è giunta all’orecchio, oppure tramite TvBlog o AffariItaliani. Ecco, già che ci siete posso approfittarne per darvi qualche dettaglio in più rispetto alle info di base.

Il programma partirà in novembre con una prima serie di sei puntate in seconda serata.

Successivamente, in primavera, si svolgeranno altre otto puntate in prima serata, almeno questo secondo gli ottimistici piani aziendali. Perciò: una prima trance di eliminatorie e una seconda dedicata alle fasi finali. I casting sarebbero previsti in settembre e si svolgeranno a Torino, città nella quale verrà girato il programma.

Info che naturalmente mi ha fatto accendere una lampadina:
«Avete per caso coinvolto anche Scuola Holden
«Sì, è una delle tante realtà che abbiamo contattato»
Giusto per per replicare ai pettegolezzi che si inseguono sul web a proposito dello “zampino” di Baricco in tutto questo ambaradan.

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Lo scopo del gioco? Vincere. Essere il “Last Man Standing”, cioè passare le varie eliminatorie, arrivare in finale e portarsi a casa il premio, proprio come qualsiasi altro talent. In Masterpiece il vincitore pubblicherà il proprio romanzo con una grande casa editrice (quale ancora non si sa).

La produzione in questi giorni si sta accordando con qualche grande gruppo editoriale per formalizzare i dettagli della cosa. Senza contare che, se dimostri di essere un tipo giusto, è probabile che tu riesca a scucire un contratto editoriale con un’altra casa editrice che per ovvie ragioni potrebbe desiderare di averti nel suo catalogo (sei andato in tv, piaci alla gente, funzioni: ho maggiori possibilità di vendere più copie del tuo libro che non di un esordiente qualunque).

Requisiti per partecipare? Non aver pubblicato nulla e non avere alcun contratto editoriale in essere. Insomma, si stanno cercando autori esordienti, giovani virgulti che non hanno ancora perso la verginità con una pubblicazione. Con qualche piccola eccezione: racconti o poesie su blog o riviste (da questo punto di vista non mi hanno dato l’impressione di avere le idee molto chiare).

In poche parole: devi avere il romanzo inedito nel cassetto. Una caratteristica comune in Italia dove ci sono più scrittori che lettori (sì, lo so, il solito luogo comune). Forse è per questa ragione che si è deciso di testare per la prima volta Masterpiece in Italia. un paese affetto da un acuto autismo letterario (letterario?).

Ma come si svolgerà Masterpiece? Domanda da un milione di dollari.

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C’è chi dice: “in fondo si tratta di un concorso letterario – in Italia ce ne sono un sacco e fioccano come funghi, proprio come i festival – sicuramente un po’ diverso dal solito ma, stringi stringi, si parla dello stesso malloppo: soldi o pubblicazione o vetrina importante per promuoversi agli occhi delle case editrici”.

E poi ci sono più o meno le stesse dinamiche: concorrenti, libri, giuria.

Ok (anche se le cose non stanno proprio così). Il dubbio semmai sta da una parte nel mezzo usato per portare avanti questo progetto – la tv – dall’altra nell’oggetto da spettacolarizzare, cioè la letteratura, che in Italia è sempre rimasta un’esperienza privata, poco condivisa, alle volte elitaria e poco (o in alcuni casi in modo molto stucchevole) performativa.

Insomma ci fa strano immaginare degli scrittori in gara, in competizione tra loro, cimentarsi in una serie di prove davanti alle telecamere. La stessa cosa non vale per altre pratiche. La musica, di per sé, implica un’esibizione, quindi fare spettacolo, vedi X Factor. Stessa cosa dicasi per altre discipline come il ballo, vedi Amici di Maria de Filippi e così via. Per la scrittura vale un discorso opposto.

Da questo punto di vista posso dirvi quello che so, cioè che gli autori stanno cercando di elaborare dei modi per poter mettere in scena una serie di piccoli contest di scrittura. Ad esempio attraverso contenuti pre-registrati, montati e trasmessi, proprio come avviene in altri format televisivi (talent-reality).

Faccio un esempio: i concorrenti durante la settimana vengono messi nelle condizioni di vivere delle esperienze particolari o inusuali. Dopodiché dovranno scriverne qualcosa. Oppure altre tipologie di laboratori “instant-creative-writing” (questa sigla me la sono inventata al momento), o scrittura collettiva (con la dinamica dei gruppi di lavoro o delle squadre in competizione) che rispondono a compiti/obiettivi settimanali.

Altro esempio: Masterpiece avrà degli ospiti importanti in trasmissione. Artisti, attori, cantanti che si avvicenderanno in ogni puntata: i concorrenti dovranno comporre testi che verranno musicati, recitati, performati in una qualche maniera da questi ospiti illustri. Proprio così: di conseguenza Masterpiece darà spazio a forme di scrittura come la poesia (gulp!) e il cantautorato.

Insomma: scrittura creativa a 360°, non solo narrativa.

(da quello che mi hanno detto Masterpiece è un continuo cantiere aperto: tutto quello che state leggendo è frutto di continue modifiche, correzioni, ripensamenti)

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Selezione dei concorrenti? Come ho già detto ci saranno dei casting e successivamente delle audition. Si valuterà la qualità e il talento degli scrittori, ma si adotteranno anche dei “discrimini televisivi”. Comprensibile. Stando a quello che mi hanno detto non si tratta di premiare i singoli concorrenti che appaiono più telegenici, ma di tenere conto dell’esigenza di comporre una squadra assortita, quindi munita di vari “tipi” di concorrenti-scrittori.

(oh mio Dio, questa cosa un po’ mi preoccupa: corriamo davvero il rischio di sorbirci dei “tipi” di scrittori come il trentenne neo-Giordano che scrive romanzi per i fan di Jovanotti, la escort che scrive racconti erotici alla ricerca di nuove 50 sfumature di Sasha Grey, il tizio con la barba sfatta, l’alito da whisky e il sigaro in bocca che finge di scrivere noir, lo scrittore romano, intellettuale scanzonato, con la giacca e la sciarpetta, il quarantenne impotente che sogna di essere il nuovo DFW, la ragazzina che scrive saghe di teen fantasy da 10.000 pagine, la poetessa del Dams, e così via?)

Certo, molti dubbi rimangono. Tra i quali: un programma del genere potrà mai funzionare? Tenendo conto delle spietate logiche dell’audience, arrivare a quattordici puntate potrebbe costituire un traguardo un po’ troppo ambizioso per un format come Masterpiece.

E poi: sicuri che un talent ideato in questa maniera potrà davvero garantire un minimo di qualità/credibilità e premiare effettivamente il talento anziché l’eccentricità o telegenia del furbachione di turno? Mah. Il rischio è di fare i conti con una serie di casi umani. E molti blog letterari e case editrici con una casella mail sanno di cosa sto parlando. Il mondo degli aspiranti scrittori in Italia è popolato da un più o meno vasto ed inquietante circo dei freaks, dove scovare qualcosa di buono diventa sempre più faticoso.

Certo è che, data la difficoltà per uno scrittore di accettare di mettersi in gioco davanti ai riflettori, sottoponendosi a certe dinamiche televisive e a certe regole del gioco, il  format, così per come appare nella sua fase ebrionale, mi sembra più propenso a premiare le personalità più egocentriche, per non dire spregiudicate e competitive. Caratteristiche che possono alle volte rappresentare delle qualità ma che non sono per forza connaturate nella “professione di scrittore”. Anzi, verrebbe da pensare il contrario.

La questione è quanto mai attuale: esiste davvero la “necessità” dello scrittore di essere/trasformarsi in “personaggio” a caccia di visibilità, passaggi televisivi, incremento della popolarità? Cioè convertirsi ad una figura come un’altra fagocitata dallo star system?

E a quale scopo? Vanità, protagonismo? Certo ma non solo, ora c’è da considerare il fatto che con la crisi che avanza la tv (o qualsiasi altra ribalta mediatica) costituisce un approdo confortante, se non altro perché premia sicuramente le vendite, il Santo Graal inseguito in modo paranoico da case editrici che con la crisi rischiano di chiudere dall’oggi al domani. Case editrici che forse potrebbero trasformarsi in lascive fiancheggiatrici di una fabbrica di facce catodiche da portare in libreria, proprio in virtù (esclusivamente?) dei loro passaggi televisivi.

(in ogni caso niente di nuovo sotto il sole)

Personalmente, rischio di deriva trash o meno, un programma del genere potrebbe stuzzicare la mia curiosità, e quella di molti altri, considerando che guardo la tv molto raramente, che qualche volta non disdegno le tonnare catodiche e che l’ultimo programma che ho seguito con una certa costanza risale a Sarabanda (sì, soprattutto la saga dell’Uomo Gatto).

Posso però capire il dubbio, per non dire l’ostilità (snob/radical chic/pregiudiziale?), ostentata da un certo ambiente, la repulsione mista a fastidio manifestata da scrittori che si sono già affermati e, soprattutto, l’ironia dilazionata del web.

(riporto due tweet di due amici giusto per riassumere l’andazzo)

andrea Coccia Twitter Masterpiece Talent Antonio Lauriola Twitter Masterpiece Talent

Su Finzioni Michele Marcon parla di «”incapaci che provano a scrivere e non ce la fanno” (con tutto il rispetto), ma siamo proprio sicuri che questo genere di cose possa avvicinare alla lettura?».

Buttafuoco sul Foglio dice cose come queste: «l’Italia di Fabio Fazio, dove nessuno legge ma si scrive sotto la dettatura dell’ideologicamente corretto che, di per sé, è solo voga, conformismo e somaraggine pop, giammai esercizio di critica. Peggio della televisione ci può essere solo una scuola di scrittura creativa, dicono i maligni; ma è proprio una magnifica idea far di letteratura un talent; e se, come promesso, ci saranno autori noti che giudicheranno scrittori in erba, ci saranno liti, polemiche celiniane, momenti trash tipo “La Corrida”, con alberi cui tendere pargolette mani, facendo poi fronteggiare scrittrici fumose e scrittori isterici, e si farà di letteratura spettacolo, perché infine la vanità è benzina».

Gian Paolo Serino invece si autocandida a giudice di Masterpiece su Facebook.

Serino Masterpiece Talent

Sulla stessa scia il Deboscio ironizza puntando sul toto-giudici: i quattro big che sottoporranno a giudizio i concorrenti di Masterpiece. Il decalogo scommette su: Pinketts, Genna, Nove, Baricco, Busi, Montanari, Parente, Murgia, Siti e il pupazzo Five.

Mi sembra già un’ottima top ten. Per quanto mi riguarda aggiungo, e faccio il tifo per, la Santacroce e Garrison.

garrison

Chi vivrà vedrà. Se ci sono novità vi faccio sapere: stay tuned!

Nuove info aggiornate su Masterpiece qui: leggi l’articolo!

23 commenti a “ MASTERPIECE, il nuovo talent per scrittori esordienti ”

  1. Io sono una snobbona.
    Un programma sui libri in generale in modello un po’ svecchiato credo possa anche fare bene, ma un talent-show del genere non mi fa proprio ben sperare. Temo che alla fine i partecipanti saranno esattamente i prototipi lassù elencati, considerando poi che devono piacere al pubblico televisivo e che al pubblico televisivo piacciono gli schemi netti… bof, per me sarà una trashata. Che tra l’altro piuttosto che andare a sostenere la lettura servirà a caricare le migliaia di wanna-be-scrittori che infestano le caselle di poste delle CE coi loro patemi.
    Magari sbaglio e verrà fuori qualcosa di carino, chissà. Ma dubito. Dubito fortemente.

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    • ConAltriMezzi

      ConAltriMezzi

      eh già, in linea di massima la penso anch’io come te (con la differenza di essere incuriosito anche dalle possibili derive trash; non disdegno il genere)… soprattutto dopo la chiacchierata che mi sono fatto con loro al telefono. Grandi ambizioni, belle premesse, mezzo sbagliato. Infatti l’impressione che ho avuto è stata questa: non c’è stata alla base l’intenzione di pensare un programma che portasse in tv e alle grandi platee la letteratura, ma sono subito partiti con la forma mentis: “ok, come si fa un talent x scrittori?” Insomma, talent a prescindere, che è la moneta di scambio corrente in tv. Discorso sulla qualità a parte, credo che sarà difficile passare lo scoglio dell’audience… vedremo. In fondo spero che il programma vada in porto e che duri. Se viene fuori la ciambella col buco meglio, altrimenti mi divertirò.

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  2. Federica Bracale

    Federica Bracale

    Salve,
    vorrei chiedere un’informazione sul talent Masterpiece.
    Ho letto quanto scritto nell’articolo, però vorrei esporre la mia situazione.
    Ho pubblicato il mio romanzo con la casa editrice Booksprint Edizioni mantenendo i diritti d’autore e con la possibilità di ritirare il libro dal loro catalogo quando voglio. Non mi è stata fatta pubblicità, non sono esposta in alcuna libreria e il mio libro è ordinabile solamente in alcune librerie affiliate (ma non ho venduto alcuna copia, oltre quelle a conoscenti).
    Ho 19 anni e, oltre a questo, ho scritto per una rivista online e per il giornale d’istituto del liceo frequentato.
    Posso comunque fare il provino?
    Grazie anticipatamente,
    buona giornata.
    Federica Bracale

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    • ConAltriMezzi

      ConAltriMezzi

      Ciao Federica,
      fermo restando che noi non siamo l’ufficio stampa di Masterpiece quindi non possiamo assolutamente parlare a loro titolo, quello che ti possiamo dire è che il tuo è il classico “caso limite”, diciamo in bilico. Un parere, così, a pelle, avendo dato uno sguardo a Booksprint Edizioni, che comunque è una Print On Demand, e considerando che ancora non esiste un bando preciso per i casting (e di conseguenza un regolamento).
      Noi nell’articolo ci siamo limitati di riferire quello che abbiamo saputo e non sta a noi valutare i casi di idoneità o meno. Ti consigliamo di attendere tale bando, se mai uscirà pubblicamente – sempre se non scelgono esclusivamente la via della segnalazione tramite terzi – e nel caso di contattare il loro ufficio casting.
      Buona giornata anche a te!

      redazione CAM

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  3. Io non sono snobbona, e diciamolo: c’è tanta roba porcheria tra i libri che criticare ciò che è in tv a prescindere sarebbe davvero assurdo.
    Il problema di partenza di un programma del genere non sta nei casi umani che potrebbero propinarci, ma nel fatto che chi lo crea abbia come le idee chiare o meno :) O cerca la spettacolarizzazione o la qualità, e la probabilità che gli autori partano da conoscenze e competenze in termini di scrittura e compagnia bella non è granché alta.
    Io a fare la snobbona su queste cose non mi ci vedo, però. Voglio dire, ci sono fior fiori di snobboni blogger letterati che si sono visti ogni puntata di X Factor, e chi come me la musica la conosce e molto bene faticava ad ascoltarne una sola puntata. Ma ho fatto la snobbona? No, semplicemente non l’ho guardato. Perché la musica come tutte le arti ha diversi dimensioni e livelli e i lettori forti non sono in realtà quelli che stan tanto a guardare la qualità della scrittura, ma che acquistano gli ultimi best seller. Quindi, perché no, potrebbero guardare volentieri un programma di questo tipo. Il punto è renderlo sufficientemente appedibile per chi, alla fine dei conti, cerca semplicemente spettacolo da guardare :)
    Io una possibilità gliela darò! Ma solo se non è nella stessa serata di Masterchef ;D

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  4. Stupendo! Peccato che non sia esordiente, ma il mio libro comunque è già svanito dagli scaffali!
    Potrei sempre spacciarmi per “diversamente esordiente”.
    E ci costruirei sopra un bel giallo, di quelli della “scrittrice invidiosa” che decide di sostituirsi alla “scrittrice selezionata” nel casting, uccidendola e rubandole il libro dal cassetto e presentandosi in trasmissione con quello. Dopodiché il finale sarebbe già scritto. La scrittrice selezionata ha nel cassetto uno schifo di libro, mentre quella invidiosa ha una storia meravigliosa che però ora porta il nome della scrittrice uccisa (i familiari hanno rispolverato i cassetti e portato alla luce il manoscritto). La scrittrice in trasmissione viene eliminata nella prima puntata. Il manoscritto suo (che ora porta il nome dell’altra) viene edito e portato alla Scuola Holden che lo esalta come un capolavoro. La poveretta si roderà il fegato per il resto dei suoi giorni…
    :)
    Cosa ne pensate? Bella storia scritta in 4 minuti?

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  5. Antonio

    Antonio


    Trasformiamo gli esordienti in cani rabbiosi da palcoscenico, non diciamo loro che c’è posto per tutti, facciamogli credere che questa potrebbe essere la loro ultima occasione.

    Rispondi
  6. Trovo che sia un orrore. Lo scrittore ha bisogno dei propri tempi di riflessione e la pubblicazione non può né deve essere un fine ma il mezzo. Il risultato della pessima letteratura che è in giro si evidenzia nei numeri di lettori forti in diminuzione e degli errori che si leggono sui giornali, nella mancanza di argomenti e nel plagio. Già la mercificazione dell’arte ha dato un bel colpo, la spettacolarizzazione darà una bella mano a finirla del tutto.

    Rispondi
  7. Trovo che sia un orrore. Lo scrittore ha bisogno dei propri tempi di riflessione e la pubblicazione non può né deve essere un fine ma il mezzo. Il risultato della pessima letteratura che è in giro si evidenzia nei numeri di lettori forti in diminuzione e degli errori che si leggono sui giornali, nella mancanza di argomenti e nel plagio. Già la mercificazione dell’arte ha dato un bel colpo, la spettacolarizzazione darà una bella mano a finirla del tutto.

    Rispondi
  8. Stefano

    Stefano

    Per un attimo mi hai spaventato. Finora ho pubblicato solo un racconto per bambini (gratis) in una raccolta a scopo benefico. Mi hai fatto temere che non potessi partecipare col mio romanzo assolutamente inedito. Sono dovuto andare a rileggere bene il regolamento e non dice che non bisogna mai aver pubblicato nulla di nulla. Whew!
    Io proverò a partecipare, dato che devo trovare un modo per aggirare in qualche modo l’immensa muraglia di carta di tutti gli altri romanzi di esordienti che ci sono in Italia. Letterariamente non potrei essere più snob ma comincio ad essere nervoso e neanche tanto giovane.

    Rispondi
  9. Marco

    Marco

    Col reality non è la realtà ad aver invaso la televisione ma le logiche televisive ad essere state (mal) applicate a presunte realtà. E questi ti vogliono ridurre la scrittura a fenomeno televisivo. Sarà credibile come un qualunque reality, pieno di personaggi-macchiette, situazioni esasperate, competizione anche dove non serve. E questo non è un problema della scrittura come argomento ma della forma-reality, qualunque sia lo (pseudo) argomento di cui ha la presunzione di trattare con (pseudo) realismo.
    Vorrei poi aggiungere che a creare tipi di lettori e tipi di scrittori, cioè a romanzare la scrittura, ci pensa già la letteratura senza bisogno di altri media (sia nel bene che nel male)

    Rispondi
  10. Paola Lena

    Paola Lena

    Ho inviato il mio romanzo psicologico / giallo.
    E risposto a tutte le domande.
    Sono contenta!
    O la va o la spacca.

    Rispondi
    • Fiorella

      Fiorella

      L’invio è bloccato. Ho provato con tre computer diversi. Tu hai avuto problemi nell’invio, Paola Lena?

      Rispondi
  11. SONIA

    SONIA

    Si è bloccato da almeno una settimana. Ho provato anch’io diverse volte ma non c’è verso: “Errore di comunicazione con il servire”è l’unica cosa che è possibile leggere

    Rispondi
  12. Davide

    Davide

    Ho tentato inutilmente dai primi di agosto di inviare la mia iscrizione ma non risulta possibile. Siamo di fronte ad un problema tecnico che l’inerzia dei funzionari RAI non accenna a risolvere o alla solita “sola” rai che apparentemente concede a tutti di iscriversi ma in realta’ ha gia’ deciso vincitori e vinti per “esigenze di spettacolo?

    Rispondi
  13. Davide

    Davide

    Il fatto che non avete pubblicato il mio commento conferma i miei sospetti. Complimenti per la liberta’ di espressione che rappresentate. Sara’ mia premura diffondere in rete il mio pensiero sul vostro blog. Questo non lo potrete certo impedire

    Rispondi
    • ConAltriMezzi

      ConAltriMezzi

      Davide, se pensi che non approvare il tuo commento inviato alle 5 e venti del mattino a ferragosto significa censurare il tuo “scomodissimo” commento, allora ti consigliamo di provare a considerare il fatto che non è il mondo ad avercela con te.

      Rispondi
  14. davide

    davide

    Se sono stato eccessivo mi scuso. Ma vedete a volte ci si presentano opportunita’ che anche se remote ti invogliano a fare e ad impegnarti per ottenere qualche risultato. non c’e’ tuttavia niente di piu brutto che trovarsi di fronte ad un muro invalicabile come quello costituito dalla RAI con il sito di Masterpiece. non un numero di telefono, non una mail o un fax. Nessun modo di comunicare ed un laconico messaggio quando tenti di inviare il lavoro in cui tanto speri ( errore di comunicazione con il server). Certo in passato la rete nazionale non ha brillato per chiarezza e trasparenza ed ecco che il dubbio ti viene….”la solita fregatura RAI organizzata per far vincere qualche raccomandato del palazzo”. La realta’ è che a continuare a vedere fatti poco trasparenti credere a Cenerentola comincia a diventare difficile e a volte, ne rimangono coinvolte anche persone che torti non hanno , come è capitato per voi. me ne scuso ancora e grazie per lo sfogo

    Rispondi
    • Stefano

      Stefano

      Sicuro che non ci sia qualche problema del tuo computer? Io l’ho spedito senza il minimo problema.

      Rispondi
  15. davide

    davide

    dopo un centinaio di tentativi sono riuscito a spedirlo. Ma mandano una mail di conferma?

    Rispondi
  16. arianna

    arianna

    Potrebbe essere un modo nuovo per dare visibilità a giovani scrittori di talento. Vi sono però alcune domande assillanti. Perchè le foto? Si cercano nuovi talenti letterari o sarà solamente un altro Grande Fratello dove andrà a vincere il più telegenico oppure il più sfrontato o quello che di più saprà essere istrione? Poi perchè se esclusi dalla prima selezione la possibilità di trovare un editore debba restare bloccata fino a marzo dell’anno prossimo? Ancora: che fine fanno i diritti sul romanzo? Queste persone dimenticano forse che un romanzo comporta in ogni caso un lungo periodo di ricerche e fatiche spesso profondamente personali? Ultimo, last but not least come dicono gli inglesi. Perchè accettare un precontratto con l’invio del manoscritto e soltanto a casting acquisito si dovrà firmare un ulteriore contratto per ora sconosciuto e che potrebbe divenire un contratto capestro? Sopratutto quest’ultimo punto riscuote molte perplessità. Sono gradite opinioni in risposta, grazie a tutti

    Rispondi
  17. arianna

    arianna

    Vi sono alcune domande assillanti. Perchè le foto? Si cercano nuovi talenti letterari o sarà un altro G.F. dove andrà a vincere il più telegenico o quello che di più saprà essere istrione? Poi perchè se esclusi dalla prima selezione la possibilità di trovare un editore debba restare bloccata fino a marzo dell’anno prossimo? Ancora: che fine fanno i diritti sul romanzo? Queste persone dimenticano forse che un romanzo comporta in ogni caso un lungo periodo di ricerche e fatiche spesso profondamente personali? Ultimo, last but not least come dicono gli inglesi. Perchè accettare un precontratto con l’invio del manoscritto e soltanto a casting acquisito si dovrà firmare un ulteriore contratto per ora sconosciuto e che potrebbe divenire un contratto capestro? Sopratutto quest’ultimo punto riscuote molte perplessità. Sono gradite opinioni in risposta, grazie a tutti

    Rispondi
  18. Giuseppe

    Giuseppe

    Non mi fido più di nessuno. Ho navigato su tanti mari e ovunque ho trovato corsari in agguato. Ci saranno anche qui? Ho scritto dopo il lavoro quotidiano per hobby molti anni, direi decenni, ora più che scrittore mi sento quasi una casa editrice per i miei circa trenta e più lavori che ho portato in porto, lavori attinenti moltissimi campi. Non mi fido più di nessuno. Mi fido di offerte esplicite, brevi, semplici. Odio i vortici di parole. Diceva un filosofo francese:-La verità è sempre breve.
    Questo stesso concetto lo ritroviamo nel Vangelo.

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