Sugarpulp - Nordest, barbabietole


C’è qualcosa che accomuna le atmosfere del thriller americano e del romanzo hard-boiled di matrice anglosassone con la letteratura italiana di questi anni? C’è qualcosa che può unire il Texas bruciato e violento di Cormac McCarthy e di Joe Lansdale con la campagna veneta e la pianura padana?

Sì, almeno secondo Matteo Righetto e Matteo Strukul, fondatori del movimento letterario Sugarpulp, il cui slogan è, appunto, “Il Nordest non è più un paese per vecchi”.

Proprio da questo spunto, dalla ricerca di un punto di contatto tra la letteratura nera intesa nella sua accezione più ampia – dal thriller al western, dal pulp alla crime novel – e il territorio più vicino alla realtà locale prende vita il primo Sugarpulp Festival, che si svolgerà a partire da oggi, venerdì 30 settembre, fino a domenica 2 ottobre presso il Centro culturale S. Gaetano / Altinate di Padova.
L’obiettivo, secondo gli organizzatori, è proprio quello di raccogliere a Padova gli esponenti più importanti della letteratura noir e pulp mondiale, e di seguirli in una serie di incontri che mettano in luce i punti più significativi della loro produzione, letta alla luce di un’attenzione rivolta ai territori intesi non solo in senso puramente geografico ma in quanto condizioni mentali, in quanto idee che sono in grado di “costruire” realmente la narrazione e non di essere una pura cornice entro cui si svolgono gli eventi.

Sono particolarmente attenti a questo aspetto legato alla territorialità alcuni degli incontri del festival, come ad esempio quello tra Joe Lansdale e Victor Gischler che si confronteranno con Tim Willocks e Massimo Carlotto in un dibattito a proposito dei punti di contatto e delle differenze tra noir europeo e noir americano (sabato 1 ottobre, ore 10.30), o quello che metterà a confronto Omar di Monopoli, salentino, e il friulano Pierluigi Porazzi, in un dialogo a proposito della criminalità pugliese e quella del Nordest significativamente intitolato “Far West Italia” (domenica 2 ottobre, ore 15.30), o ancora quello tra Tim Willocks e Massimo Carlotto che discuteranno insieme del romanzo storico e delle sue prospettive (venerdì 30 settembre, ore 17.30). Accanto a questi incontri strettamente legati al mondo della letteratura, interverranno al festival anche “sei rockstar del fumetto internazionale” (Alberto Ponticelli, Matteo Scalera, Alessandro Vitti, Davide Furnò, Elia Bonetti, Andrea Mutti) che presenteranno le loro opere e discuteranno del mondo del fumetto italiano e del suo futuro.

L’obiettivo dell’intero festival è quello di fornire al pubblico la possibilità di conoscere e interagire con i personaggi più significativi del panorama noir italiano e internazionale, tentando anche di allargare la conoscenza di questo genere che, già da tempo affermato nei paesi anglosassoni, negli ultimi anni sta diffondendosi sempre di più anche qui in Italia grazie alla sua capacità di raccontare storie dure, spezzate, forti, che però sono in grado di mantenere sempre una forte coscienza del territorio. Il romanzo noir, nel senso più ampio del termine, è sempre legato a un ambiente, non può prescindere da un preciso contesto sociale, perché è proprio questo il suo campo di azione: il noir analizza la società mettendone in evidenza i lati oscuri, percorrendone le dinamiche sotterranee ed esponendole alla luce. Attraversa la parte in ombra della società e fornisce, quindi, uno sguardo su di essa che è nuovo ma che è, insieme, anche l’unico sguardo sincero possibile. E questo può valere tanto per l’universo texano di Lansdale che per quello inglese di Willocks che per quello più legato all’Europa quando non specificamente a Padova di Carlotto.
Il Nordest, come spiegano i fondatori di Sugarpulp, non è più un paese per vecchi perché qui “il colore del noir si cela perfettamente dietro quello di uno dei prodotti tipici del veneto, ovvero la barbabietola (la “sugar beet” inglese che dà il nome al movimento): qui anche la delinquenza ha la faccia pulita della borghesia che lavora; qui non si ostenta ma si nasconde, qui i grandi cortili delle case sono protetti, recintati, invisibili”.

Il noir è nascosto in ogni società perché ogni contesto sociale e umano ha un lato oscuro che deve essere analizzato e percorso con i mezzi della letteratura. Questa è la scommessa dello Sugarpulp Festival: parlare di noir per parlare di noi, della nostra società e delle sue regole, di tutti gli aspetti oscuri del mondo che ci circonda, seppelliti in mezzo alla tranquillità di un campo di barbabietole.



Matteo Strukul presenta i principali autori stranieri presenti allo Sugarpulp Festival


Matteo Righetto presenta alcuni degli scrittori italiani presenti allo SugarPulp Festival

Foto e video concessi da Sherwood.it

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