Book-Review-Nuzzolo-Felicità-facile

Una raccolta di racconti ambientati per lo più a Mestre e dintorni, che delineano con ironia e semplicità una serie di personaggi chiave di una provincia depressa non solo economicamente.

 

La felicità è facile è una raccolta di racconti di Massimiliano Nuzzolo edita da Pequod. L’autore mestrino dei romanzi L’ultimo disco dei Cure e Fratture torna alla narrativa questa volta scegliendo il racconto breve o brevissimo, sulla scia di autori quali Carver, Foster Wallace, Tondelli.

L’ambientazione è spesso quella di Mestre, città-madre odiata ed amata. Il tono a volte è spietato, altre ironico. Il background culturale deve molto alla musica e al cinema, come dimostrano i racconti L’amore è alieno e fa morire, costruito sulla descrizione e commento delle scene finali del film Alien 4, o Jurassic Punk, in cui si immagina che Steven Spielberg scelga Mestre per girare il seguito di E.T. perché “pure lui si era convinto che gli alieni non potevano mica atterrare solamente negli Stati Uniti, e poi, dopo l’11 settembre 2001, a furor di popolo era meglio che gli stranieri se ne atterrassero altrove, possibilmente lontano da torri.

Per di più la location che cercava doveva essere depressa culturalmente, industrialmente, psicologicamente, e nelle classifiche di una nota agenzia internazionale Mestre risultava ai primi posti per tali caratteristiche”. Sullo sfondo però c’è il dramma della madre del bambino protagonista, perché dietro al sorriso si cela sempre l’amara riflessione, come in Mongoloide, in cui l’autore assume la voce in prima persona di un personaggio portatore della sindrome di down.

Il racconto migliore della raccolta secondo me è Siamo tutti uguali di fronte a dio (basta pagare il canone) in cui il protagonista svolge il servizio civile in un istituto in cui conosce Mario, un ragazzo della sua stessa età con problemi probabilmente di autismo al quale si lega, grazie alla musica, grazie alla capacità del protagonista di andare oltre le apparenze, di trattare tutti con semplicità.

Come già avvenuto in Fratture Nuzzolo delinea icasticamente una serie di personaggi marginali, quasi reietti, che incarnano lo spirito di una provincia depressa non solo economicamente. Dove non c’è la crisi d’altra parte ci pensa l’opulenza a creare altri tipi di personaggi, vuoti, finti, vanitosi, di plastica, insomma squallidi.

Da un lato drogati, disoccupati, ammalati, alcolizzati, autistici, down, dall’altro ragazze che si tirano per uscire, con gonne e tacchi alti, per poi chiudersi in macchina nel parcheggio del cimitero a svolgere fellatio, ragazze che vanno a Miss Italia e ci credono veramente, supportate da genitori accondiscendenti e fratelli cocainomani, di dover finire in tv o nel cinema solo perché sono carine, oppure politici buzzurri che sfruttano banali fatti per trasformarli in propaganda politica: “Durante l’incontro tra municipalità e Spielberg vennero suggerite piccole modifiche alla sceneggiatura.

Si consigliava che l’extraterrestre fosse ghiotto sì di kebab, ma che dopo aver assaggiato i bigoli in salsa e le sarde in saor, li preferisse con gusto a quell’orrendo panino straniero e, altra piccola richiesta, che l’alieno pronunciasse alcune parole in veneto”.

C’è spazio anche per un racconto un po’ fuori dal coro, che sa di thriller politico e che forse stona rispetto agli altri, anche se è comunque piacevole e interessante, in cui un laureato in Lettere finisce a scrivere discorsi per un politico che diventa presidente, ma il cui populismo e trasformismo disgustano il protagonista e la sua amante al punto da pensare a un attentato.

Alcuni racconti sono brevissimi, con intento allegorico ed evocativo, ma i più riusciti sono quelli in cui c’è una storia precisa, raccontata con semplicità, disincanto, e costruita con immagini molto nitide. La felicità è semplice come il linguaggio e l’atteggiamento dell’autore, la felicità è facile, ma forse non è tutto.

 

Massimiliano Nuzzolo, La felicità è facile, Pequod, 117 p.

 

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Goffredo Parise, Sillabari: uno dei capolavori di Parise e uno dei migliori esempi di racconti brevi della letteratura italiana;

Pier Vittorio Tondelli, Altri libertinisei racconti che fecero scalpore e inaugurarono un nuovo modo di scrivere in Italia.

 

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