Open Culture Atlas ConAltriMezzi

Una piattaforma di geolocalizzazione nella quale inserire e mettere in connessione tra loro eventi, luoghi di cultura e professionisti della letteratura e dell’editoria: ora esiste. Ci ha pensato il Tropico del Libro. Si parte in Italia e poi si finisce con il resto d’Europa.

Avete presente quando avete un’idea, un progetto, un’iniziativa che vorreste tanto realizzare ma allo stesso modo sapete che non la realizzerete mai per mancanza di mezzi, competenze e, tutto sommato, voglia di sbattervi? E poi scoprite che c’è stato qualcuno con più metodo, dedizione e più testa sulle spalle di voi che ha provveduto a realizzarla in modo egregio?

Ecco. Forse la prova che si trattava di una buona idea.

Il Tropico del Libro, che non è nuovo a queste iniziative/directory di censimento culturale e pubblico servizio, ha pensato bene di creare questo Open Culture Atlas, che potremo definire come un grande atlante cultural-editoriale italiano.

Una piattaforma di geolocalizzazione per professionisti, per luoghi di cultura e per promuovere eventi. Figo no?

L’interfaccia è anche piuttosto intuitiva – sviluppata con OpenStreetMap e WordPress – piantina stile Google Earth/Google Map nel quale spottare le vostre iniziative o visionare le realtà operative sul territorio.

AGGIORNAMENTO: prossimamente sarà possibile inserire anche le testate culturali – riviste online, cartacee, blog e webzine.

La piattaforma è stata ideata per essere aggiornata autonomamente in tempo reale: sono gli utenti stessi ad inserire contenuti nella piattaforma. Il (controverso?) punto di forza dell’iniziativa: che può da una parte consentire l’aumento esponenziale di inserimento di soggetti, dall’altra l’intenzione di non operare una sorta di selezione di qualità (da questo punto di vista pubblico la puntualizzazione di Francesca Santarelli del Tropico del Libro: «Pensiamo sia diritto dei lettori e di chi si impegna a vario titolo nella produzione culturale avere una visione il più possibile completa e senza filtri soggettivi di ciò che esiste: poi la redazione di Tropico del Libro / Open Culture Atlas, una volta entrato a regime il tutto, curerà particolari percorsi di lettura a partire da quella base dati, valorizzando i migliori eventi e luoghi e iniziative, secondo i valori che ci sono più cari.»).

Open Culture Atlas Schermata
clicca sull’immagine per accedere alla piantina completa e aggiornata

Lo scopo di Open Culture Atlas è presto detto: invitare alla «partecipazione attiva la comunità di lettori e professionisti», «inserire, trovare e promuovere eventi e luoghi di interesse editoriale e letterario», «creare e attingere a un elenco aggiornabile di professionisti del settore», «offrire e cercare lavoro, bandi e partenariati in ambito editoriale» e infine dare «maggiore visibilità a eventi, luoghi, progetti con sostenibilità culturale e sociale»

Insomma, offrire opportunità, visibilità, fare rete e combattere la disgragazione delle iniziative, uno «dei principali ostacoli alla crescita culturale».

Per maggiori informazioni consultate le specifiche del progetto che, vale la pena specificarlo, è libero e gratuito.

Sviluppi futuri? Personalmente, se posso dare un mio parere, sarebbe magnifico rendere Open Culture Atlas una sorta di grande portale, più strutturato, ad esempio su più livelli di ricerca, e con l’aggiunta di possibilità di rating e commenti.

Una sorta di Trip Advisor della cultura, da curare e preservare come grande risorsa per professionisti e utenti di qualsiasi natura.

Per adesso si sa che l’ambizione di Open Culture Atlas è quella di aggiungere la possibilità di sostenere i vari progetti tramite crowdfunding e acquisti online (che non sarebbe male) e di allargare la rete persino sul resto dell’Europa  (ah però! interessante, giusto per ribadire il concetto che occorre sempre di più ragionare su scala globale).

Sarebbe davvero un toccasana!

Ad ogni modo, per ora, non dobbiamo far altro che passare parola, far circolare la voce, in modo da aggiornare sempre di più questo grande atlante della cultura e portare pazienza poiché si tratta pur sempre di un progetto nuovo in piena fase di crescita e perfezionamento. A tal fine gli ideatori fanno sapere che:

«Il sito è ancora in corso di sviluppo, comprese una migliore usabilità, una versione più accessibile e una mobile. Ti chiediamo pazienza e partecipazione, anche grazie a te riusciremo a rendere questo luogo sempre più efficiente e utile a tutti. Per dirci che ne pensi / segnalare un bug / esprimere un’esigenza / proporci una collaborazione non esitare a scriverci»

Ad ogni modo, già com’è, e ancor di più per le sue prospettive, Open Culture Atlas ci pare un progetto interessante da segnalare e che può figurare a pieno titolo tra i nostri Goodies. Per rimanere aggiornati sullo sviluppo di questo progetto e per supportarlo, seguite la pagina ufficiale di Facebook.

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