Cruciani vs. Telese Una lezione di giornalismo italiano (sinistra vs. destra / Telese vs. Cruciani) di Alberto Bullado. Che internet non si riveli spesso uno dei canali migliori per fruire informazioni, ma soprattutto, opinioni serie, è testimoniato dal fatto che YouTube è affollato di video nei quali il pubblico gossipparo dell’informazione italiana pubblica autonomamente contributi che ritraggono i propri beniamini “distruggere”, “annientare” o “dare lezioni” a chi sta loro sul cazzo. Giornalisti, politici, gente comune: un gorgo di sfottò degno di quel derby rionale, grottesco e pecoreccio qual è, appunto, l’opinione pubblica italiana. O per meglio dire, il cosiddetto e stra osannato “villaggio globale”. C’è che la gente gode emotivamente nel contemplare certa gente in difficoltà, prodursi in gaffe, subire una sonora lavata di capo. Ecco perché questi video vengono poi rimbalzati di qua e di là come si confà a compagni di merende che si danno a vicenda di gomito. Parliamo di condivisioni di centinaia di video che riproducono in tutte le salse frammenti o addirittura florilegi di botta e risposta, insulti e debacle tra Tizio e Caio, amplificando, come se ce ne fosse il bisogno, quello che già si vede in tv. E come recita una celebre reclame delle patatine fritte, se non si leggono i commenti sotto “si gode solo a metà”. Cercando di farmi un’idea del fenomeno, è cioè di una certa “(n)info(r)mania” dilagante su internet (che qualche pornografo celebrale confonde con “sensibilità critica” o “approfondimento delle notizie”) sono incappato in questo video che trovo sublime: un distillato di molte cose che riguardano il nostro giornalismo. Ve lo propongo così com’è in tutta la sua durata (un’ora, ma ne vale la pena) e in tutta la sua disarmante verità, anzi, esemplarità. Un coagulo di luoghi comuni davvero prezioso che vale molto di più di qualsiasi altra dotta disamina catodica. Quindi non andatevi a prendere Travaglio piuttosto che Ferrara. Non leggetevi il Fatto Quotidiano anziché il Giornale, o Repubblica piuttosto che il Corriere. E rinunciate pure ai vari dopocena con Annozero, Ballarò, L’Infedele o Vespa. L’informazione italiana è questa:   [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=LjHbZ2Y7TNg&feature=related] Inizialmente l’impressione, ditemi se sbaglio, è quella del teatrino orchestrato. Da un simile proemio, uno che non conosce il contesto o i personaggi (informazioni inessenziali) potrebbe cadere nell’equivoco: “sì, vabbé, ma si conoscono e stanno facendo palco apposta”. Un’impressione che successivamente sembra svanire. È tutto vero. Telese e Cruciani[1] sono così. Infatti il loro gustoso faccia a faccia risulta funzionale sotto ogni punto di vista per scoprire i contenuti, i modi, le pose e le parole di un giornalismo “giovane”, o comunque figlio di una recente stagione politica. Cioè il dna della nostra informazione, con tutti i suoi evidenti paradossi.

c'è da chiedersi come una persona che si sottopone a certi ritratti possa pontificare sul buono o cattivo gusto (anche se si parla di Berlusconi)...

Giusto due parole per inquadrare la situazione. Chi è Luca Telese? Uno di sinistra che però ha lavorato 10 anni nel Giornale. Da quando scrive sul Fatto è diventato un capopopolo, o capofirma, di un antiberlusconismo emotivamente ebete, politicamente miope ed intellettualmente puerile, tipico di molti italiani, oltre che di un cattivo gusto giunto persino a rivaleggiare, nei toni, nei linguaggi e nella spiccioleria culturale, con l’estetica porno-kitsch del Cavaliere stesso. Involontaria comicità compresa. Chi è Giuseppe Cruciani? Un furbo il cui cinismo viene spesso, ed alle volte a ragione, frainteso come conformismo di area centrodestra. Conduttore radio, giornalista, commentatore televisivo, Cruciani è in realtà il primo a confondere la propria irriverente scapigliatura in originalità, indipendenza, bizzarria, quando invece si tratta di un affilato opportunismo (per carità, magari in buona fede). E questo per un motivo molto semplice: anche se alle volte la sua lingua taglia, nel complesso abbiamo a che fare con una persona con poco estro, senza il quale, assieme alla genuinità creativa ed ad una sofisticata sensibilità critica, non vi può essere del vero antagonismo, o anticonformismo, politico o di costume, qualità che a dire il vero mancano a quasi tutti i “pezzi grossi” dell’informazione, sia nell’una che nell’altra parte. Inutile approfondire i trascorsi o le rispettive vicende personali riferendoci alla natura dei due personaggi: il video è già fin troppo eloquente. Telese è un politico non mancato poiché è un giornalista che fa politica. E quindi, in senso lato, non abbiamo nemmeno a che fare con un giornalista vero e proprio. Lo si denota anche dall’atteggiamento. Il suo sguardo verso il pubblico, le pose, i toni, la logorrea. Parla in modo didascalico, tende alla pedagogia, inoltre ha una grande considerazione di se stesso. Si giudica esemplare. Crede che la sua biografia sia unica, come se fosse il solo ad avere l’esperienza che ha e ad aver scritto per più giornali. Inoltre fugge abilmente come un furetto dalle questioni scottanti, o le dribbla con scavillamenti di comodo. Al contrario è prolisso nei pistolotti morali, nelle prediche, nelle analisi, espresse con prosodia filosofeggiante malgrado l’asfissiante ovvietà.

bello ma stronzo: quindi bravissimo, ovvero l'ironia della sx rosicona.

Cruciani è invece l’opinionista stronzo da salotto tv. Colui che è lì per destrutturare gli altri. È una persona più sveglia di molti suoi simili, per quello spicca rispetto a certi provocatori fini a se stessi. Sicuro di sé, non per la levatura del proprio pedigree, ma del suo fascino, si permette di dire quello che dice assumendo molte volte degli atteggiamenti “sgarbiani”. La sua salacità è ficcante ma non sempre: va a genio all’anticonformismo radical chic di destra, mentre urta i nervi ai buonisti con la coda di paglia ed ai boys scout della sinistra (forse perché, tra le tante cose, piace alle donne, come ama sottolineare, appunto, un pingue Telese). Per quanto riguarda la sostanza del dibattito c’è poco da dire: la centralità del tema viene immediatamente offuscata dalle ripicche personali e dal tentativo di screditare il “nemico”. Per quanto riguarda la forma anche qui non si raggiungono alti livelli di bontà intellettuale. Lo sproloquio impera. Le parole più usate sono Berlusconi e cazzo. Telese alle volte si abbandona in escamotage da teatrante consumato ma con esiti da sfigato (strilli, salti dalla poltrona, provocazioni poco brillanti). Cruciani invece preferisce mandare a cagare il pubblico. L’impressione finale è quella di avere a che fare con un giornalismo d’ego per un pubblico di dirimpettai egomaniaci, isterici ma ovini. Badate bene che questa cosa qui è una questione centrale sulla natura e sull’atteggiamento del consenso in Italia e non coinvolge solamente i giornalisti, ma anche le rappresentanze politiche, la classe dirigente, così come il popolino. Questo video ritrae quindi un mondo, il nostro. Uno specchio nel quale è oggettivamente impossibile distinguere chi sia il più fesso del reame. Per chi volesse saperne di più, due approfondimenti sui personaggi Luca Telese e Giuseppe Cruciani. Lascio giudicare a voi. Telese. Cruciani.

[1] Telese-Cruciani, nemici-amici o amici-nemici. La loro è una formazione culturale opposta. Inoltre Telese per due anni ha fatto da contraltare a Cruciani nella trasmissione radiofonica La Zanzara, su Radio 24 (una radio di Confindustria). Nel 2010 è stato allontanato dopo aver dato della cretina alla Marcegaglia.

2 commenti a “ Una lezione di giornalismo italiano ”

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