WIN FAIL Melandri Wainwright

Tra le tante polemiche su Sanremo ce n’è stata anche una ex ante, cioè l’indignazione dei cattolici più estremisti per la presenza al festival del cantante dichiaratamente gay Rufus Weinwright (contro Mengoni non hanno protestato solo perché non si è ancora dichiarato). Polemica che si è rivelata un buco nell’acqua. E mentre in Ucraina scoppia una sanguinosa guerra civile, Giovanna Melandri pensa bene di dire la sua tirando in ballo la colf.

 

WIN: Rufus fa il bravo e delude i papa boys che già gridavano allo scandalo

Ogni anno c’è Sanremo e quindi ogni anno ci sono le polemiche su Sanremo e ci sono le persone che ne parlano, quelli che dicono che non lo guardano e invece poi lo guardano e quelli che si divertono a sparare merda, di solito sui social ma quest’anno persino a La vita in diretta, programma di Rai Uno e quindi teoricamente “amico”. Pare impossibile non parlarne, anche se questa settimana di cose ne sono successe tante, come il patetico e inutile incontro tra Renzi e Grillo (ancora si discute su chi ne sia uscito meglio, o meno peggio) o la guerra civile in Ucraina.

Ma dovendo assegnare un win, cioè fare i complimenti a qualcuno, mi sento di tornare mio malgrado su Sanremo e parlare di Rufus Wainwright, cantautore canadese che è stato ospite di Fazio durante la seconda serata del festival, cioè mercoledì. Rufus, pur avendo una figlia,Viva, nata dalla sua precedente relazione con Lorca Cohen (certo che con un nome così…) figlia di Leonard Cohen, è dichiaratamente omosessuale e nel 2012 ha sposato il suo compagno Jörn Weisbrodt. Ha anche scritto (più di dieci anni fa) un pezzo intitolato Gay Messiah e quando lo canta live usa dei simboli come la croce. Tutto ciò ha scatenato le proteste di varie associazioni cattoliche come Militia Christida cui sono arrivate, pare, persino minacce di morte (ma sul web è normale). Lunedì un picchetto di Papa Boys ha manifestato a Sanremo chiedendo l’annullamento dell’esibizione dell’artista, invocando persino la Costituzione e il regolamento del festival.

Fatto sta che mercoledì Rufus è arrivato, vestito normalmente, ha cantato alcune canzoni sue e una cover di Across the Universe dei Beatles e poi se n’è andato. Senza fare polemiche, senza provocare. Tanto rumore per nulla. Forse i papa boys sono rimasti delusi di non aver potuto gridare allo scandalo, forse si sono tappati le orecchie con la cera come Ulisse con le sirene. Forse hanno cambiato canale o forse hanno semplicemente apprezzato l’esibizione, come la maggior parte delle persone normali.

 

FAIL: La Melandri ci tiene alla pace nel mondo. Anche la sua domestica.

In Ucraina stanno succedendo cose terribili. Le proteste relative al dibattito sull’Europa (cioè lo scontro tra chi vorrebbe entrare a far parte dell’UE e occidentalizzarsi e chi invece vorrebbe starne fuori e rimanere più fedele a Putin), che già da mesi ribollivano,  hanno portato a scontri di piazza e a una ribellione contro il regime di Janukovich,responsabile tra l’altro della detenzione di Julia Tymoshenko, con quasi 100 morti, poliziotti sequestrati e il terrore postato in diretta sui social network

Le immagini e le notizie che arrivano fanno impressione innanzitutto per umana compassione, ma anche perché avvengono in Europa e non in Medio Oriente, come per le guerre in Siria, Iraq, Libano, etc. Insomma abbiamo una guerra civile in seno all’Europa e sembra quasi che ci sia un ritorno ai due blocchi, da una parte la Russia, dall’altra l’Occidente. Solo che Stati Uniti e UE sembrano più preoccupati della crisi economica che non di queste faccende, anche perché Putin, che alle olimpiadi di Sochi ha vietato agli atleti ucraini, che poi hanno abbandonato per protesta la competizione, di indossare il lutto al braccio, resta un interlocutore necessario per la fornitura di gas.

L’Ucraina dovrebbe entrare a far parte dell’UE nel 2017, in base a una decisione presa dall’ex presidente Jushenko, che nel frattempo ha accusato i suoi avversari di averlo avvelenato con la diossina. Anche Giovanna Melandri, esponente del PD ed ex ministro dei Beni culturali e delle politiche giovanili e sportive, in passato criticata per essere stata pizzicata alle feste di Briatore e per la sua nomina alla direzione del MAXXI, il museo nazionale delle arti del XI secolo, ha voluto dire la sua sulle tragiche vicende ucraine, peccato che per farlo ha tirato in ballo la domestica, che viene appunto da lì, definita pudicamente come quella “che mi aiuta a casa”, per non dire “quella che mi pulisce i cessi”.

Melandri PCI

Non ha fatto quindi la figura di una che sta dalla parte del proletariato (non tutti infatti possono permettersi la domestica, è come se per protestare contro il costo della benzina dicesse “la mia Ferrari è sempre in riserva”) come dovrebbe fare un partito di sinistra, anzi ha confermato la mia impressione secondo cui certe volte le differenze sociali (cioè tra chi ha i soldi e chi non ce li ha, tra chi ha i genitori che hanno fatto l’università e chi no, etc.) sono più forti di quelle politiche. Ma a parte questo non era il caso di associare la tragedia che sta avvenendo in Ucraina al “sogno di Europa” della sua domestica. Insomma, un fail totale sotto tutti i punti di vista.

 

 

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