Carlo Conti Alessandra Mussolini WIN FAIL

Nel corso degli anni la trasformazione di uno stato d’animo in parola viva ha creato parecchio imbarazzo in televisione. Anche se per Ungaretti era comunque un modo per avvicinarsi a Dio, la bestemmia in tv è ancora un grosso tabù. Ma questa volta Carlo Conti è riuscito a sorvolare su quella che poteva essere una blasfemia indiretta. Nel frattempo ha fatto scalpore il nome di Mauro Floriani, marito di Alessandra Mussolini, associato allo scandalo delle baby squillo a Roma.

 

WIN: Il concorrente che ha associato la parola bestia alla parola Gesù.

Non è la prima volta che in diretta tv ci scappa la bestemmia, il primo fu Leopoldo Mastelloni, poi capitò a Massimo Ceccherini all’Isola dei famosi, al cantante Francesco Baccini che non riusciva a farsela dare da Dolcenera a Music Farm, ai concorrenti del Grande Fratello è successo in diverse edizioni. In tutti questi casi i concorrenti sono stati espulsi, i conduttori si sono dissociati, in fase di montaggio c’è stata un’overdose di bip. Insomma, la sagra dell’ipocrisia di chi prima crea situazioni di tensione per alzare lo share e poi si scandalizza se qualcuno impreca in maniera colorita. Discorso a parte meriterebbe il giornalista di Telenuovo Germano Mosconi, vero artista e profeta della bestemmia televisiva.

Quello che è successo in settimana a L’Eredità invece è qualcosa di diverso, meno diretto e più allusivo. Un po’ come quando nell’Inter giocava il turco Okan e i telecronisti cercavano con imbarazzo di salvaguardare il politically correct, mentre in radio i cronisti si facevano meno paranoie. Il gioco finale del quiz condotto da Carlo Conti, chiamato “la ghigliottina”, consiste nel trovare una parola che ne leghi insieme delle altre. Si chiama ghigliottina perché il conduttore propone due parole al concorrente, se egli sceglie quella giusta bene, se no il montepremi viene ghigliottinato e si dimezza.

Una volta arrivati a cinque parole il concorrente deve cercare un filo conduttore tra di esse scrivendo, entro un minuto, una parola che possa essere abbinata a tutte le altre. Chissà qual è stato il ragionamento del concorrente hipster di martedì, che tra l’altro si giocava 40.000 euro, il quale, avendo visto che tra le parole c’era “Gesù”, ha scritto come risposta “bestia”. La serie di parole era questa: dolce, capitano, Gesù, animale (e già qui c’era un accostamento pericoloso) e bella. Alla fine del gioco Carlo Conti chiede al concorrente di giustificare la sua risposta e poi dà la risposta esatta, spiegando qual’era l’associazione giusta.

Il candido Oscar ha giustificato bella con La bella e la bestia, animale perché è sinonimo di bestia e “poi le altre sinceramente non saprei”. Due su cinque sono un po’ poche caro mio, a meno che non ci sia un dolce che si chiama bestia e un capitano da associare a quella parola (Gambadilegno?). Per quanto riguarda Gesù poi l’associazione è spontanea per i più maliziosi.

Carlo Conti, quando ha dovuto provare tutti gli abbinamenti, ha dimostrato molto aplomb, a differenza di quando Hitler e Mussolini sono stati spostati avanti nel tempo o di quando un concorrente ha dichiarato di essere gay o del suo predecessore Amadeus con un concorrente che lo trollava di brutto. Il conduttore stavolta si è limitato a chiedersi se per caso Gesù nei Vangeli avesse incontrato qualche bestia. Anche se poi ha fatto una mezza gaffe dicendo che la parola che stonava era “dolce” (come dire che le altre, compresa Gesù, ci potevano stare). Per la cronaca la risposta esatta era “compagnia”. E tutto sommato era anche facile, peccato per quel Gesù fuorviante.

 

FAIL: Il marito di Alessandra Mussolini è uno dei clienti delle baby squillo di Roma

Da un po’ di tempo a Roma si indaga e si parla sulle cosiddette baby squillo, cioè ragazze minorenni che si prostituiscono. Le indagini partono infatti dal 28 ottobre 2013, con degli arresti per induzione alla prostituzione minorile di due ragazzine di 14 e 15 anni. Una degli arrestati è la madre di una delle ragazze. Il 28 febbraio 2014 a Ventimiglia due ragazzine si prostituiscono dichiarandosi di essersi ispirate a quelle di Roma.

Non si tratta del solito racket sottoproletario dove purtroppo non è una novità la giovane età, ma si tratta di mini escort, di ragazze qualsiasi, non necessariamente povere, che si mettono in proprio e decidono di vendere il proprio corpo diventando imprenditrici di se stesse. Perché la bellezza ha un valore, come dice Terry De Nicolò. Se gli esempi sono questi poi è ipocrita stupirsi per certi fatti di cronaca. Tra una ragazza di 15 anni e una di 18 c’è una differenza astratta stabilita dalla legge, ma dal punto di vista del fisico e della mentalità non cambia niente. Su questo tema del sesso in età adolescenziale si è espressa tremendamente Beatrice Borromeo in tempi recenti.

Tornando a Roma, gli inquirenti hanno scoperto che due minorenni si prostituivano nel quartiere Parioli e hanno indagato 20 clienti. Tra di loro c’è anche Mauro Floriani, ex ufficiale della Guardia di Finanza e da 20 anni nell’amministrazione delle Ferrovie dello Stato. Egli si è presentato spontaneamente dai carabinieri avvisandoli che il suo numero poteva essere tra quelli intercettati nell’ambito dell’indagine sulle baby squillo, ma che si trattava di un errore, che lui non c’entrava niente e non aveva mai toccato le ragazze. Non sapeva che in realtà i militari avevano da tempo il suo numero e il suo nome.

Quando sono emerse prove schiaccianti, come telefonate ed sms a una delle ragazzine, Floriani ha ammesso i rapporti sessuali ma si è giustificato dicendo: “Credevo avesse 19 anni”. Come se quei due o tre anni in più cancellassero il fatto che la ragazza è molto più giovane e che lui ha tradito la moglie. Che tra l’altro non è una qualsiasi, trattasi infatti di Alessandra Mussolini, classe 1962, attrice, cantante e senatrice di Forza Italia (prima fu in Alleanza Nazionale) figlia di Romano Mussolini, quarto figlio di Benito, e di Anna Maria Scicolone, sorella minore di Sophia Loren.

I due sono sposati dal 1989 e hanno tre figli. Caterina, la maggiore, ha 18 anni. La Mussolini ha chiesto di essere lasciata in pace e in teoria è una richiesta legittima, perché si tratta di fatti privati e poi lei, in quanto moglie tradita, è la vittima e non la colpevole. Però non posso non pensare al suo cognome, al fatto che ai tempi di suo nonno c’erano le case chiuse legalizzate e certi scandali non venivano fuori. E anche al fatto che Floriani ha fatto le stesse cose che faceva anche Mussolini di continuo. Un nonno ingombrante che la nipote Alessandra non rinnega, ma anzi rivendica. Una mentalità conservatrice che si lega a quella cattolica, un’idea della donna perfetta come “sfornatrice” di figli e brava massaia (allo stesso tempo però il regime introdusse per primo modelle e attrici per la pubblicità), una mentalità per cui l’adulterio femminile è reato e quello maschile no.

Alessandra Mussolini famiglia tradizionale satira

 

Una mentalità quindi repressiva nei confronti della donna, ma allo stesso tempo forse un po’ meno ipocrita riguardo alla prostituzione, che era regolamentata. Se al governo ci fosse ancora il nonno, Alessandra non potrebbe fare quello che probabilmente farà ora, cioè divorziare. O magari perdonerà tutto e tra qualche mese torneranno insieme, per tentare di ricomporre l’immagine di famiglia perfetta che da 25 anni portava avanti e che ha usato anche per battaglie politiche a favore della famiglia tradizionale, ottenendo delle leggi più severe proprio per quei reati che adesso riguardano il marito. Nel caso in cui decidesse di perdonarlo darebbe di sé l’immagine della donna che subisce e tace pur di salvare il sacro vincolo del matrimonio, un’immagine che contrasta un po’ con quella di donna forte e battagliera (e stronza) che finora aveva mostrato. E chissà se in Parlamento il suo atteggiamento ora cambierà. Si schiererà forse a favore della legalizzazione e tassazione della prostituzione e del ripristino delle case chiuse? O, almeno, a una diminuzione della pena per il cliente?

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