WIN FAIL Renzi Samuel Jackson

Matteo Renzi liquida in diretta streaming il governo Letta e si dice pronto a diventare premier, contraddicendo se stesso, dato che fino a pochi giorni fa diceva che non voleva governare senza prendere i voti degli italiani e che sostituirsi a Letta sarebbe stato folle e controproducente. Intanto oltreoceano un giornalista televisivo pensa che i neri siano tutti uguali e fa incazzare Samuel L. Jackson.

 

WIN: don Matteo diventa papa.

I tempi sono cambiati, adesso non sono più gli scandali o lo spread a far cadere i governi in Italia, bensì le webcam. Com’è accaduto con Bersani e d’uso tra i grillini, anche Letta è stato sfanculato in diretta streaming durante la direzione nazionale del PD e il giorno dopo si è dimesso.Tonus D'Alemax Letta

Renzi prenderà il posto di Letta, cambieranno i ministri, ma non cambia il fatto che si governa con la destra (io sono convinto che adesso rientrerà al governo anche Forza Italia). È questo che non riesco a capire, come possa Renzi pensare di governare con Alfano e Silvio o, al contrario, come possa pensare di governare senza di loro, visto che i numeri non ci sono e che nella sua ipotesi di governo il peso degli alfaniani e dei montiani mi pare ridotto. E se continua a governare con la destra come cazzo si fa a parlare di svolta?

A meno che Renzi non pensi di farsi appoggiare dal M5S, ipotesi che non mi sembra plausibile, perché il segretario del PD è favorevole al TAV (un conto è portare dalla propria parte una ventina di dissidenti, un conto è convincerne a sufficienza per poter avere un governo stabile). Anzi, in tutto questo papocchio il M5S è quello che a mio avviso ne guadagna più di tutti, perché può continuare a dire noi “siamo diversi” e quindi aumentare i propri consensi (e infatti se Renzi fallisce e si va a votare l’anno prossimo, il movimento di Grillo rischia di prendere il 51% e forse è proprio per questo che si vuole fare tutta una tirata fino al 2018, sperando nel frattempo che i grillini si spacchino).

Tutti scherzavano sul fatto che Renzi fosse di destra e che volesse allearsi con Silvio, ma nessuno ci credeva davvero. Cioè, ho capito essere il Berlusconi del PD, ma un conto è sostituirlo nello scenario politico e nell’immaginario collettivo come grande leader politico carismatico e piacione, altra cosa è governarci assieme. C’è la sensazione di essere stati fregati, come quando Pinochet rientrò in Cile e scese dall’aereo sorridendo e camminando sulle proprie gambe, alla faccia della sedia a rotelle e delle gravi condizioni di salute che lo caratterizzavano quando era a Londra. Io non ho mai pensato neanche lontanamente di votare Renzi o di fidarmi di lui, però pensavo che quando diceva di voler portare il PD al governo senza alleanze dicesse sul serio, quindi non riesco a capire cosa gli sia passato per la testa in questi giorni. È circondato da guru, motivatori e consiglieri e finanziato dal produttore del Grande Fratello, quindi sicuramente questa mossa gli sarà stata suggerita, come quando nei reality i concorrenti fanno finta di essere amici di tutti per poter vincere.

Tonus D'Alemax Renzi

immagini via Tonus

Nonostante questo dettagliato articolo che tenta di spiegare questa mossa dal punto di vista di Renzi io ancora non ho capito perché semplicemente il segretario del PD, nonché sindaco di Firenze, nonché futuro Presidente del Consiglio e allenatore della Fiorentina, non ha optato per la caduta di Letta e per portarci a votare con un election day in occasione delle europee. Il primo motivo potrebbe essere che sa che non si riuscirà nemmeno questa volta a fare la legge elettorale e quindi sarebbe troppo una figura di merda tornare a votare ancora con il Porcellum, secondo perché agli occhi dell’Europa un governo che cade e il ritorno alle urne dopo solo un anno sa molto di Grecia e fa male allo spread, mentre invece un rimpasto con ministri tecnici ma simpatici, come Farinetti e Baricco (e perché non Briatore, magari?) passa abbastanza inosservato, quindi scatta il famigerato senso di responsabilità.

Terzo motivo, Renzi sa (anche se lo nega) che anche se si andasse a votare con l’Italicum, la legge elettorale proposta, si affosserebbe Grillo ma si favorirebbe Berlusconi. In poche parole Renzi, nonostante la spocchia, ha avuto paura di perdere le elezioni e quindi ha deciso di salire sul carro in corsa senza meritarselo. Da notare che quando il segretario era Bersani, Renzi volle le primarie del centrosinistra per decidere il candidato premier, ora che il segretario è lui diventa premier non solo senza primarie per decidere il candidato ma senza neanche le elezioni! (LOL).

berlu-renzi

Poi magari don Matteo cercherà di fare bella figura al governo, recuperare consensi e ci porterà a votare nel giro di un anno, oppure ci prenderà gusto e rimarrà veramente lì fino al 2018. E poi nel 2018 vincerà le elezioni perché gli avversari non ci saranno più. Ma per adesso il PD i numeri per governare da solo non ce li ha e governare con il centrodestra fino al 2018 significa scordarsi dei diritti civili e della discussione sulla legalizzazione delle droghe leggere (la Fini-Giovanardi è stata abolita, ma la questione resta aperta) per altri quattro anni, cioè rimanere indietro rispetto agli altri Paesi. E questo fa un po’ incazzare. A Berlusconi poi farebbe più comodo tornare subito alle urne, piuttosto che aspettare altri quattro anni (quando lui ne avrà 82), a meno che Renzi non gli abbia promesso di farlo diventare Presidente della Repubblica. Forse invece il PD si spaccherà del tutto e nasceranno schieramenti più trasparenti (una sinistra, un centro e una destra, o meglio ancora, solo una sinistra e una destra). Sarà il tempo a dirci se questa mossa di Renzi sia stata un suicidio politico o una specie di piccolo golpe che lo consacrerà al potere a lungo. Ma per adesso le copertine e gli applausi sono per lui.

  

FAIL: Io non sono Laurence Fishburne!

Quando ci sentiamo più intelligenti perché critichiamo Studio Aperto dovremmo ricordarci che l’attuale giornalismo televisivo non è poi tanto diverso. Anche oltreoceano non sono messi bene, anzi, è proprio dai colleghi stranieri che i nostri giornalisti televisivi hanno imparato a sacrificare l’informazione e la precisione in favore dello spettacolo e degli ascolti. Ma ecco cos’è accaduto: un giornalista americano, Sam Rubin, vuole intervistare l’attore feticcio di Tarantino e Spike Lee Samuel L. Jackson (nelle sale cinematografiche con il reboot di Robocop). Ad un certo punto la tragica domanda sulla pubblicità del Superbowl, che si è giocato qualche giorno fa, in cui Jackson apparirebbe come guest star. Ma c’è un problema: l’attore non è apparso in nessuna pubblicità del Superbowl.

Il giornalista si è confuso con Laurence Fishburne, che festeggiava i 15 anni di Matrix. Evidentemente non è la prima volta che la gente confonde i due attori, perché Jackson ha perso subito le staffe dicendo : “Sei pazzo come la gente su Twitter”.

Morgan Freeman è il negro buono, Denzel Washington quello bello, e Fishburne e Jackson sono i negri cattivi: questo deve essere un po’ lo schema mentale di alcune persone e forse anche di Sam Rubin. E infatti Jackson lo accusa di essere un incompetente e poi inizia a scherzare sul fatto che per certi bianchi i neri sono tutti uguali, citando un elenco di persone di colore che “potrebbero” essere confuse con lui. E poi aggiunge: “Sono l’unico tizio di colore in Robocop che non è un criminale”.

L’attore la butta quindi sul ridere e permette all’intervistatore (che vorrebbe sotterrarsi) di uscire dall’imbarazzo e proseguire l’intervista facendogli altre domande, anche se si vede che ormai è scoglionato, ma da fan di Pulp Fiction mi sarebbe tanto piaciuto che avesse reagito alla Jules Winnfield. Gran figura di merda quindi, ma quanto ridere.

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