Win Fail Forconi

Il WIN & FAIL della settimana riguarda il signor Thamsanqa Jantjie e la protesta dei Forconi. 

Dove l’hanno trovato l’interprete della lingua dei segni che faceva gesti a caso ai funerali di Mandela? Si tratta di un incompetente “amico di” o di un attacco di schizofrenia? In Italia, intanto, si continua con i Forconi, con i dubbi sui movimenti dal basso e i continui sospetti di derive e infiltrazioni.

 

WIN: Il migliore interprete della lingua dei segni nella migliore vetrina del mondo

In fin dei conti non è altro che una delle cose che più manda in bestia il popolo. Non il popolino, i lavoratori, quelli che protestano e che non ce la fanno più, ma tutti i cittadini, dai giustizialisti spinti ai faccendieri ai liberi cercatori e difensori di posti statali assicurati (questi ultimi con gran poca coerenza).

La cosa è questa ed è piuttosto semplice: parlare con amici, accendere la tv, leggere un giornale, navigare un po’ in rete e accorgersi che un ruolo più alto a livello lavorativo o sociale, oppure un ruolo che abbia funzioni pubbliche di primaria importanza e che sia visibilissimo in termini di pubblicità e opinione pubblica sia ricoperto da una persona che, semplicemente, non ce la fa. Che non ha le competenze adatte, che continua a fare la cosa sbagliata al momento o nel posto giusto.

E la rabbia (ma anche il divertimento rassegnato, perché questi professionisti improbabili, in fin dei conti, sono riconosciuti come parte del sistema-Italia e allora tanto vale ridere, tanto vale scherzarci su e liquidare la faccenda con un semplice “non cambierà mai”) è accompagnata sempre da una domanda: chi ha messo lì queste persone? 

Completo il discorso e vado al dunque. Io non so chi abbia messo lì, durante i funerali di Mandela, il signor Thamsanqa Jantjie, l’interprete della lingua dei segni che traduceva i discorsi dei capi di Stato di tutto il mondo con gesti a caso. Non so se sia l’ennesimo “amico/figlio di”, se sia semplicemente un incompetente o uno che ce l’ha a morte con i sordi e non vedeva l’ora di farlo sapere in mondovisione; sicuramente, mi pare improbabile che fosse in preda ad un attacco di schizofrenia, come lui stesso sostiene.

Quindi anche stavolta, di fronte alla solita rabbia e alla solita domanda, prevale il divertimento rassegnato. E mi viene da dire che il WIN se lo becca lui stavolta, perché è un grande, perché è una cosa divertente e assurda e coraggiosa andare all’evento dell’anno e fare la figura di un personaggio degno di Lewis Carroll.

Ok, ci ridiamo su. Ridere serve per calmarsi, per raccontarsi in fin dei conti che va tutto bene o che le cose, anche così, possono funzionare. Chi vuol esser lieto sia. E il problema, intanto, rimane lì. Con noi che ridiamo.

«Se in questi anni ho tradotto male, perché i sordomuti non mi hanno mai detto niente?»

Thamsanqa Jantjie

(LOL)

 

FAIL: Forconi e infiltrazioni

Ci convivo da qualche anno ormai, dall’esperienza naufragata e naufragante dell’Onda, della protesta contro la riforma Gelmini. Convivo con la paura che non sia più possibile organizzare – più che creare – movimenti dal basso e proteste veramente coerenti con le persone che le mettono in atto e che si basino fortemente su un’idea, una soltanto magari, ma condivisa.

Ti viene la voglia di capire le cause di questa impossibilità, e le cerchi in un ricambio generazionale quanto mai problematico e forse mai (o non ancora) avvenuto, nella nuova comunicazione mediale, oppure in una morte e risurrezione sublimata e contorta delle ideologie; ma il vero motivo, rubando le parole a Gaber, se c’è chissà dov’è.

I Forconi. Non so dire se siano un FAIL, se serviranno a qualcosa o se rimarranno un canale forte per esprimere un malessere diffuso e condiviso, ormai ai limiti dell’esasperazione. Sicuramente è un FAIL il bagaglio di cose non chiare e non ancora chiarite che anche questo movimento, l’ennesimo, si porta addosso: le strumentalizzazioni, l’inserirsi di gruppi e movimenti “altri”, i sospetti di infiltrazioni mafiose e la partecipazione di elementi più o meno estremisti.

Anche con i Forconi, insomma, siamo ben lontani da un’idea, una soltanto magari, che sia condivisa. Il malessere e la tensione sociale non possono funzionare come unico collante. 

Chissà se un movimento di protesta riuscirà un giorno a trasformarsi in “WIN”. 

Nell’immagine Dvximus Prime

Forconi Transformers

By Tonus via Cani & Porci

 

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