Giovanardi Boldrini Win Fail

Una settimana di psicodrammi: Giovanardi confessa di avere una figlia ribelle che si è fidanzata a un uomo di colore sposato con un altro uomo. Intanto Laura Boldrini diventa la nemesi dei grillini, che in Parlamento prendono sberle in tutti i sensi, ma che poi sul web si sfogano con insulti e minacce.

 

WIN: La figlia di Giovanardi va coi negri gay che si fanno le canne

La scorsa settimana i social  sono stati percorsi da commenti oscillanti tra lo sdegno e l’ilarità riguardo a un curioso episodio che coinvolge Bruno Vespa e Carlo Giovanardi, esponente del NCD famoso per la cosiddetta legge anti canne Fini-Giovanardi, strenuo difensore dei valori cattolici della famiglia e della battaglia per la vita, contrario di conseguenza all’aborto e al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il conduttore di Porta a Porta ha prima lanciato la puntata con un tweet imbarazzante che sembrava richiamare una canzone di Povia.

Poi, durante la puntata, ha fatto raccontare a Giovanardi un episodio molto toccante della sua vita privata. La figlia un giorno torna a casa e dice: “Sono stata in Sudafrica”. E non intende dire che per tornare a casa da scuola ha attraversato un quartiere molto melting pot, bensì il paese africano vero e proprio. Già è strano che un padre non sappia che la figlia prenda un aereo e vada in Sudafrica, ma la triste storia procede.

La figlia dice di essersi fidanzata con un rasta (il Sudafrica non sarà la Giamaica ma nella cultura rasta fumare erba è normale) e, dopo aver spiegato il significato del termine al padre, aggiunge altri particolari scabrosi. Lui era di colore e per di più sposato con un uomo. Ma in Sudafrica esistono i matrimonio gay? Boh. E se è gay perché si è messo con una donna? Boh, forse lei assomiglia troppo al padre e il povero rasta si è confuso. Invece no, perché lui in realtà non era gay, era stato costretto a sposare quell’uomo, per poter ottenere la cittadinanza.

Per aggiungere pathos a una storia di per sé già straziante l’ex ministro aggiunge di essere svenuto e di essere stato portato all’ospedale per lo shock dovuto alle confessioni della diletta pargola.

 

La brutta notizia per noi è che Giovanardi poi si è ripreso, ma alla figlia va un applauso per averci provato. Un consiglio che possiamo darle per la prossima rivelazione shock è di aggiungere che il tizio era anche ebreo e comunista.

 

FAIL: Grillini vs Boldrini e risse in Parlamento

Il panorama politico è stato invece scosso dalla discussione alla Camera sul decreto-legge IMU e Bankitalia, due questioni scelleratamente accorpate dal governo. I deputati del M5S hanno cercato di far sì che il decreto venisse annullato o che il governo facesse marcia indietro, il presidente della Camera Laura Boldrini aveva avvertito che sarebbe stata costretta a ricorrere alla cosiddetta “tagliola” o “ghigliottina”, minacciata in passato anche da Fini, ma mai messa in pratica.

Non è semplice spiegare tecnicamente di cosa si tratti. La “ghigliottina” è presente tra i regolamenti procedurali del Senato, ma non tra quelli della Camera. Diventa però una prassi quasi obbligatoria se governo e opposizione non si mettono d’accordo sui tempi. Prassi antipatica che finora non era mai stata messa in pratica perché le varie opposizioni si erano sempre fermate un attimo prima. La ghigliottina fungeva quindi finora per lo più da deterrente. Il decreto-legge infatti dopo 60 giorni va approvato oppure decade. Se questo fosse decaduto, di fatto l’IMU non sarebbe stato abolito e la seconda rata si sarebbe dovuta pagare.

Questo almeno è l’appiglio a cui si è aggrappata la terza carica dello Stato per difendere la sua decisione di tagliare i tempi del dibattito e procedere subito alla votazione. L’opposizione è stata tagliata fuori, non è simpatico, ma a quanto pare era inevitabile. La preoccupazione però è che questo precedente si ripeta in futuro, delegittimando sempre più il ruolo fondamentale che l’opposizione ha in una democrazia sana.  L’unica alternativa sarebbe stata scorporare l’IMU da Bankitalia e votare le due cose separatamente, anche perché il M5S è favorevole all’abolizione dell’IMU. Ma questo non dipende dal presidente della Camera bensì dal governo, che secondo l’opposizione ha voluto fare il furbo regalando circa 7 miliardi di soldi pubblici alle banche, nascondendo però questa decisione sotto l’etichetta dell’IMU, questione molto più sensibile al Parlamento e all’opinione pubblica.

La rabbia dei deputati del M5S, di Beppe Grillo e del popolo del web si è però riversata non sul governo, ma su Laura Boldrini, mettendone in discussione l’imparzialità ma anche e soprattutto attaccandola personalmente.

Boldrini Hitler

 

In Parlamento ci sono stati striscioni, bavagli, urla, cori, corse disperate tra i banchi dell’aula per cercare di raggiungere lo scranno della Boldrini e perfino risse. Il magistrato Stefano Dambruoso infatti, eletto alla Camera tra le fila di Scelta Civica, movimento di ispirazione cattolica, nel tentativo di bloccare la deputata M5S Loredana Lupo, che stava cercando forse  di raggiungere Laura Boldrini, le ha rifilato una sberla che l’ha colpita di lato. Poi ha anche iniziato a spingerla e insultarla. Una cosa brutta da vedere, secondo me a prescindere che si tratti di una donna. Dambruoso sembrava una maestra esasperata che non sapendo più cosa fare per tenere a bada i bambini ricorre alla violenza.

La rabbia ha dilagato anche sul web e Laura Boldrini è diventata per il M5S il nemico pubblico numero uno. Dal canto suo Grillo ha lanciato su Facebook una specie di sondaggio, accompagnato da un video: “Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina?”. Non puoi lanciare l’amo nel letamaio e pretendere di raccogliere perle, quindi era prevedibile che a una domanda del genere il popolo di Facebook rispondesse con un rutto; alcuni hanno risposto “la stuprerei”, altri “la gonfierei di botte”.

Tutti troll del PD? Fatto sta che la viva e vibrante indignazione è esplosa mettendo in secondo piano la questione politica. Ora, non è la prima volta purtroppo che il Parlamento italiano diventi un bivacco di trogloditi, in passato abbiamo visto pugni, cappi, mortadelle. Non è nemmeno la prima vola che i commenti su Facebook fanno discutere. Probabilmente le scenate si ripeteranno, ma intanto il fail è bello grosso per la classe politica e forse per l’intera democrazia.

Boldrini Grillo Auto
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