WIN FAIL Morgan Anni Spezzati

Morgan si lancia sul pubblico e finisce rovinosamente a terra: ha sintomi tangibili l’inizio di un declino? Sempre meglio dei poster contro CasaPound nel posto (e nel momento) sbagliato.

 

WIN: Morgan e quei fan(cazzisti) che lo lasciano cadere a terra

Si può sospettare che Morgan abbia giocato poco a fare il girotondo in tenera età; quanto meno, non ha imparato a tempo debito la lezione del “tutti giù per terra“. Brutto scherzo quello che gli ha giocato il suo pubblico durante il concerto della settimana scorsa: lui si fa sostenere dai suoi fan, cammina sulle loro spalle sorretto dalle loro braccia, manco fosse Gesù sul lago di Tiberiade. 

Qualcosa però va storto: prova a lanciarsi una prima volta (come sostiene qualcuno dei presenti nel commento ad un articolo sul web) e gli va dritta, ci riprova e finisce a terra in malo modo.

 

Tutti quelli che provano a volare senza riuscirci ci piacciono, hanno al contempo qualcosa di nobile e di eroico che si accompagna ad un destino necessariamente ridicolo: penso alle macchine di Leonardo, all’aeroplano di Mago Merlino, all’ultimo volo di Patrick De Gayardon. Morgan si è esibito in un volo parzialmente diverso: niente eroismo, già, ma vuoi mettere il tasso di ridicolaggine?

Stavolta ti abbiamo guardato precipitare, in modo molto più prosaico dell’Esterina di Montale, senza nessun “divino amico che ti afferra”. Mica male, facci divertire ancora. “Ti guardiamo noi, della razza / di chi rimane a terra”.

 

FAIL: mai affiggere un poster contro CasaPound sul muro sbagliato

Beccati in pieno. A finire nel mirino del web sono regista e autori della fiction Gli anni spezzati, in onda su Raiuno, rei di aver collocato un poster contro CasaPound (movimento politico nato nel 2003 e costituitosi come associazione di promozione sociale nel 2008) nell’appartamento di un anarchico degli anni ’70.

Gli Anni Spezzati - Poster CasaPound

 

Queste e altre imprecisioni sono sinonimo di sciatteria, di scarsa attenzione e documentazione? Forse che sì, forse che no. Se questo fosse l’unico problema della fiction in questione, i diretti interessati (e noi con loro) potrebbero consolarsi con gli anacronismi illustri che pervadono la letteratura europea e mondiale di tutti i tempi: se volete un esempio illustre rileggetevi Shakespeare e fate il giochino della “caccia all’errore”, vi consiglio di partire dal Racconto d’inverno e di fare attenzione al contesto storico e ai riferimenti al cristianesimo. 

Ma temo che un poster e altri piccoli dettagli scenici siano ben lontani dall’essere le uniche pecche dello sceneggiato. Per non ripetermi, vi rimando all’articolo di Christian Raimo su Minima&Moralia.

Insomma, qui il fail ha dimensioni ben più grandi. Se poi c’è anche il poster contro CasaPound, beh, forse è il caso di preparare delle risposte convincenti da parte dei produttori. O di continuare a parlar male dell’ennesima fiction, per quello che ci riguarda. Ma in questo siamo già bravissimi.

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