Win Fail Uruguay Uganda

L’Uruguay è il paese dell’anno, e il suo presidente è un tipo veramente rock. Non come il parlamento ugandese, che vuole punire i gay con l’ergastolo.

 

WIN: L’Uruguay e il premione dell’Economist

Il Win non lo decidiamo noi, non questa volta. A pensarci è stato l’Economist, che ha nominato l’Uruguay “Paese dell’anno 2013”. Il Motivo? Tutto ruota intorno alla figura del presidente rock, José Pepe Mujica, ex combattente di quei Tupamaros che si opposero alla dittatura. Mujica non solo si è decurtato lo stipendio del 90%, ma ha legalizzato i matrimoni gay e presto, sembra, permetterà la produzione e la vendita di marijuana da parte dello Stato, con la speranza di abbattere il mercato nero e i cartelli del narcotraffico. 

Coraggioso, il signor Presidente. E stimato, soprattutto dopo il suo discorso alle Nazioni Unite (con tanto di musica strappa lacrime di sottofondo, aggiunta a posteriori da qualche buon’anima col gusto del dramma).

Presidente buono, presidente rock, e qui l’anagrafe non c’entra. Sembra che per piacere alla gente, al mondo occidentale e alle testate giornalistiche più quotate, ci sia bisogno di segnali forti, meglio se supportati da politiche coerenti, per quanto possibile. Ma già con i matrimoni gay la scelta è coraggiosa, con la liberalizzazione delle droghe leggere in un paese sudamericano siamo ai confini tra l’utopia e il masochismo.

In bocca al lupo, presidente. Vedremo come andrà a finire.

Mujica Steven Tyler

Nella foto il presidente Mujica con uno dei suoi personal advisor

 

FAIL: L’Uganda, l’altra faccia della medaglia

Viva l’Uruguay, abbasso l’Uganda. Questo per dire che la direzione presa dal governo africano rema in direzione contraria rispetto alle rivoluzioni di Pepe Mujica: il parlamento, spinto dal deputato David Bahati, ha approvato un provvedimento volto a mettere fuori legge gli omosessuali. Per i recidivi è previsto addirittura l’ergastolo. Pare che le radici di questo disprezzo profondo e discriminatorio nei confronti degli omosessuali siano da ricercarsi nella paura di quegli occidentali ricchioni che “reclutano bambini africani al loro stile di vita”.

Da qui all’attuazione della legge manca la firma del presidente Yoweri Museveni, stretto in una complicata morsa che vede il parlamento da una parte e la voce grossa delle superpotenze mondiali dall’altra.

Viaggiatori omosessuali e recidivi, e voi reclutatori inscalfibili di bambini africani: cercate di evitare l’Uganda. Prendete un aereo per il Sudamerica piuttosto, lì sembra stia tirando un’aria migliore.

Mujica Urugway Bob Marley 

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