Win Fail Cancellieri Francia

Win: La cultura in Francia tira più dell’auto. Insomma, Proust e il Louvre battono alla grande Peugeot e Citroen. Il fail? La Cancellieri alle prese col caso Ligresti e gli italiani pronti a volere la sua testa.

 

WIN: La cultura tira più del mercato dell’auto (…in Francia)

C’è da crederci? Un po’ di dubbi, almeno sui criteri di indagine, me li son fatti venire appena ho letto i risultati dello studio di Ernst&Young per conto della Saicem. Ovvero: anche i videogiochi sono cultura? Ma ho presto messo da parte ogni questione legata alla definizione di cultura da antropologo fai-da-te e l’ho presa per buona, con poca convinzione ma neanche troppo scetticismo: mettiamo che i dati dello studio siano esatti.

Ora, una volta appurato che la cultura in Francia tiri più del mercato dell’auto (ma anche delle telecomunicazioni e della chimica), e che rappresenti  da sola il 4% del Pil, non ci resta che sbizzarrirci con qualche semplice – e pochissimo seria- considerazione: 1) se passiamo davanti a una Peugeot o a una Citroen e abbiamo un libro in mano, dobbiamo sentirci in diritto di fare pipì sulla ruota posteriore. O di scrivere sul parabrezza, con la bomboletta spray fucsia, una cosa come “#iovalgopiùdite”; 2) con la cultura non si mangia: ero già stato avvertito dalla mia professoressa di italiano e latino agli esami di maturità, quando mi chiese che intenzioni avessi per il futuro. A distanza di anni posso risponderle che con la cultura non si mangia (non tanto, e su questo ha ragione), ma a quanto pare ci son posti dove dà da mangiare, eccome. Escargot e foie gras, ad esempio.

 

FAIL: Le telefonate compromettenti della Cancellieri e l’impeto giustizialista degli italiani

Prima di scagliarci contro il ministro che aiuta solo gli amici e li fa uscire di cella con gran nonchalance e senza l’ombra di un senso di colpa, prima ancora di accusarla di voler “restituire il favore”, come sostiene qui Marco Lillo de Il Fatto, forse non sarebbe sbagliato cimentarsi in un piccolo gioco di immedesimazione e farsi qualche domanda, come ha suggerito Luca Sofri dalle pagine del Post.

Davvero la Cancellieri ha agito da ministro della Giustizia? Dove sta il confine tra il favore personale e l’adempimento di un ruolo istituzionale? In ogni caso, ne parleremo a sfinimento. La Cancellieri resterà ministro, con la sua faccia da Merkel attempata, e noi tenteremo di salvarla o mandarla alla gogna sostenendo tutto e il contrario di tutto; noi, italiani dalla gogna facile e il verdetto in tasca.

Il fail, la Cancellieri se lo prende tutto. Ma come si fa a rispondere tranquillamente al telefono se hanno intercettato perfino Napolitano? In ogni caso, ministro, stia tranquillo. Il fail non riguarda soltanto lei. Lo condivide a pari merito con noi, che sputiamo volentieri sentenze, e non solo sul caso Ligresti, senza sentire la necessità di un minimo approfondimento, di qualcosa che assomigli ad un esame di coscienza.

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