WIN FAIL Sbirro Abatantuono

Una mamma dice al figlioletto: “Se hai bisogno di aiuto, chiama”. Il bimbo la prende in parola e chiama la polizia. I colpevoli? Quei maledetti numeri. Nel frattempo in Parlamento un deputato del M5S pronuncia la frase “Sarò breve e circonciso”. Ma non è una citazione di Diego Abatantuono.

 

WIN: Il bambino che chiama la polizia per fare i compiti di matematica.

Vi ricordate la celebre battuta di Harvey Keitel in Pulp Fiction? Qualcuno l’ha presa alla lettera e negli scorsi giorni ha fatto il cosiddetto giro del web l’audio di una surreale conversazione tra un bambino americano di 4 anni alle prese con i compiti a casa e un poliziotto incredulo. Il bambino chiama il 911 e dice di avere problemi con la “math”, il poliziotto capisce “mouth” o forse “mom” e chiede l’indirizzo. Il bambino non vuole dargli l’indirizzo, vuole sapere quanto fa 16 – 8 e 5 – 5. Interviene la madre che lo rimprovera e il candido fanciullo risponde “Mi hai detto: se hai bisogno, chiama qualcuno” e la madre risponde: “Sì, ma non intendevo la polizia”. Qui trovate l’intero diagolo trascritto in italiano.

Fosse per me la seconda stagione di True Detective parlerebbe proprio di questo: sbirri che risolvono problemi di matematica. Se mi fosse venuta in mente ai tempi del liceo l’idea geniale del bambino forse avrei avuto meno brutti voti. O forse avrei avuto più multe, chissà. In ogni caso faccio notare che lo sbirro non ha risposto alle semplici domande di aritmetica. Voleva fare il duro o non sapeva nemmeno lui le sottrazioni?

 

FAIL: Il grillino che dice: “Sarò breve e circonciso”.

L’Italia è un Paese strano, lo sappiamo. I cantanti diventano esperti di politica estera, i comici fondano partiti, le soubrette diventano ministre. Capita così che il capolavoro di Diego Abatantuono Eccezziunale…veramente venga citato in Parlamento. Fin qui niente di strano, del resto il neo premier (mai forestierismo fu più azzeccato) Renzi ha citato Gigliola Cinquetti in un’occasione solenne come quella della fiducia al Senato e Berlusconi voleva proporre Mike Bongiorno senatore a vita.

Siamo abituati all’osmosi tra politica e televisione e (chi più, chi meno) siamo ormai consapevoli di vivere dentro la profezia di Debord. La differenza è che questa volta non si tratta di una citazione “colta”. Il deputato della Camera Davide Tripiedi infatti, giunto al suo turno, ha esordito con la celebre battuta di Abatantuono.

Ma non era una battuta, era semplicemente una gaffe. Forse l’emozione di parlare in Aula, forse Tripiedi pensava che lo sketch del comico fosse in realtà un comizio di Grillo da giovane, fatto sta che un “circonciso” al posto di un “conciso” ha fatto calare il gelo in aula. Della serie: parliamo usando banali frasi fatte e le sbagliamo pure. Questo è a mio avviso un esempio di come un eccesso di formalità e la neolingua (o forse sarebbe meglio dire antilingua) burocratese, già vituperata da Calvino, rovinino il nostro modo di parlare.

Nessuno però pensi di essere assolto e superiore: scagli la prima pietra chi non usa mai “piuttosto che” col significato disgiuntivo di “oppure” (quando invece sappiamo che “piuttosto che” ha valore oppositivo e significa “invece di”). La risposta del vicepresidente Baldelli mi pare ancora più grave. L’ha corretto infatti dicendo “co-in-ciso”. Ha messo una i di troppo. Peggio dell’ignoranza  è la supponenza, cioè a dire un ignorante che corregge un altro ignorante. I vari esponenti dei vari partiti (soprattutto del PD) che hanno deriso il malcapitato Tripiedi hanno poco da ridere, dato che personaggi come Razzi sono stati candidati nelle file del centrosinistra. Per quanto voi vi crediate assolti, siete per sempre coinvolti.

DAVIDE-TRIPIEDI
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