La consuetudine vuole che CAM, al ritorno da una manifestazione, da un evento o dalla partecipazione a un dibattito, dà conto del proprio intervento. Questa volta c’è chi lo ha già fatto al posto nostro e, se volete saperne di più, leggete cosa ha scritto Clara Raimondi su Reader’s Bench.
A pochi giorni dalla chiusura di Writers – gli scrittori si raccontano, l’ultimo weekend milanese dedicato alla letteratura e agli scrittori che ha occupato i Frigoriferi Milanesi il 24 e il 25 novembre scorsi, proponiamo una breve intervista a Gabriella Cabassi che, per chi avesse dimestichezza con i casati della finanza nazionale, è proprio la figlia di Pino; per gli altri è sufficiente googlare “famiglia cabassi” per capire di chi stia parlando; per i più pigri, ecco due righe dal Sole24ore (17/10/2010): «Sono la famiglia Cabassi, quella che, per intenderci, ha costruito Milanofiori e ha “sistemato” la vicenda Leoncavallo. Un misto di affari e mecenatismo che spesso ha intrigato sia destra che sinistra».

Prima di passare all’intervista, però, qualche considerazione sull’edizione #0 di Writers e sulla location – lo confesso – per me esotica. Invitati da Valentina Aponte – che, tra l’altro, ci ha fatto da tramite per incontrare e avere una lunga chiacchierata con Nicolai Linin – siamo arrivati a Milano per parlare di Letteratura e Carcere insieme a Sandro Bonvissuto, l’autore di Dentro (Einaudi, 2012), autentico successo letterario del momento, e siamo rimasti per incontrare gli altri ospiti. Ma più che questi, abbiamo conosciuto i ragazzi che hanno condiviso con noi lo spazio dedicato ai blog. Soprattutto: Reader’s Bench – dalla travolgente carica d’energia – e Toylet Mag – ovvero il blogging professionale che sa mostrare di non essere un hobby. GenerAzione Rivista, purtroppo, ci è scappata dal primo pomeriggio.

Pensando ai luoghi, Frigoriferi Milanesi (così, parzialmente, dopo una visita di due giorni) sembra incarnare l’idea che avevo di centro culturale prima di conoscere quello padovano. Sono consapevole che qui si parla di pubblica amministrazione, lì di mecenatismo (?) privato, ma ho la sensazione che, a volerlo davvero – o, da parte nostra, a pretenderlo – qualche sviluppo lo si potrebbe ottenere anche per il San Gaetano della nostra via Altinate. Ma questa è un’altra storia.

Non sono in grado di parlare di successo per l’edizione pilota di Writers ma di certo non è avvenuto il contrario. Resta un’idea che ha tutte le potenzialità per crescere e svilupparsi. Resta un’opportunità per incontrare gli scrittori mangiando un panino al lardo accompagnato da un buon rosso. Restano, però, tante migliorie da effettuare e interrogativi da porsi: in primis, per quanto ci riguarda, sul significato e la posizione che si vuole dare alla presenza dei litblog e sulla poco entusiasmante affluenza di un pubblico giovanile. Le parole della Cabassi lasciano ben sperare.

 

 

Gabriella Cabassi, dove ci troviamo? Cos’è Frigoriferi Milanesi?
G.C.
Frigoriferi Milanesi è un grande complesso di circa 30mila metri quadri. Abbiamo ereditato questo nome dal 1889 perché questo è il luogo in cui si teneva il ghiaccio per conservare le derrate alimentari. Con la diffusione dei frigoriferi industriali e domestici, questo grande spazio è stato adibito alla conservazione di pellicce e tappeti. Negli ultimi anni c’è stata un’altra riconversione all’indirizzo dell’arte e della cultura, del design e dell’eno-gastronomia. Negli ultimi due anni, in particolare col contributo di Francesco Cataluccio (il direttore di F.M.) siamo riusciti ad avere qui le sedi di diverse realtà: abbiamo Greenpeace, Slow Food, Kolima, due studi di designer, l’editore Marcos y Marcos, Pizza, e tanto altro ancora. Contemporaneamente, questo è il sito del caveau più grande d’Europa, più di 8mila metri quadrati contenenti opere d’arte e preziosi.

 

Cosa comporta la compresenza quotidiana di queste realtà?
Con loro abbiamo la possibilità di collaborare tutto l’anno, in maniera continuativa. Ospitiamo le loro iniziative, quelle a cui partecipano e quelle che provengono dall’esterno.

 

E nel caso di Writers?
In questo caso siamo noi, i F.M., gli ideatori e gli organizzatori degli eventi. Per Writers ci siamo appoggiati anche a Valentina Aponte, Isabella Di Nolfo e a Claudia Tarolo della casa editrice Marcos y Marcos, tra l’altro promotrice dell’iniziativa Bookup che pone al centro l’esperienza degli scrittori esordienti sulla scena letteraria italiana.

 

Cosa vi ha spinto a realizzare questo evento, in un momento in cui i festival letterari sono sempre più numerosi? Quali sono le peculiarità del Writers?
La nostra intenzione era quella di creare, più che un vero e proprio festival, un momento di incontro e confronto con gli scrittori. Per questo abbiamo cercato di ricreare ambienti molto informali: un grande salotto nella sala Cubo con un angolo di bistrot; lo spazio dei blogger è stato concesso quasi in autogestione [n.d.r. cosa che, probabilmente, va ridiscussa in vista di un prossimo appuntamento]; ciascuno spazio è stato costruito in modo da permettere conversazioni aperte invece delle solite presentazioni in cattedra con lo scrittore che parla al pubblico e firma copie e basta (come può essere un grande evento come il Salone di Torino). La ricerca, insomma, di una dimensione più umana e più raccolta potendo contare sugli spazi a disposizione.

 

Quale bilancio si può trarre da questa esperienza numero zero?
Siamo molto soddisfatti nonostante la stanchezza [n.d.r. la conversazione è avvenuta durante la serata dell’ultimo giorno di festival] e stiamo già pensando all’edizione dell’anno prossimo: ci sarà un Writers #1 al quale prenderanno ancora parte i blogger. Stiamo pensando a eventi collaterali alle presentazioni di libri e ai dibattiti: vogliamo incrementare gli appuntamenti musicali che accompagnano gli scrittori perché ne abbiamo saggiato l’efficacia e  permettono un maggior coinvolgimento del pubblico. Poi ci saranno altre chicche che vogliamo pensare e proporre l’anno prossimo per rendere l’evento ancora più grande.

 

Hai parlato di blogger. Ci avete invitato quest’anno e ora rinnovi l’invito per il prossimo. Qual è l’idea che sta dietro questo coinvolgimento?
Attualmente l’apporto dei blogger e di tutto il mondo della rete è fondamentale
. Siamo assolutamente convinti che la parte digitale e il mondo web siano incredibilmente utili e stimolanti. Soprattutto, è interessante, che tutto parta dal basso: siete voi ragazzi – singoli o gruppi – che potete promuovere e parlare veramente di un’iniziativa, senza filtri, imposizioni, interesse. L’anno prossimo puntiamo ad ampliare questa parte affiancandole l’editoria digitale che sta sempre più prendendo piede nel sistema e nel mondo letterario.

 

Immagini di Alice Turrini

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